Istat: sono oltre 1 milione le donne italiane molestate sul lavoro

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I dati istat sulle molestie sul lavoro: un milione 224 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro. Le più colpite le donne con titoli di studio elevati.

L’Istat lo scorso 15 settembre ha diffuso i dati relativi alle molestie e ai ricatti sessuali subiti dalle donne nel corso della vita e nei tre anni precedenti l’intervista. Lo studio effettuato nell’ambito dell’Indagine multiscopo dell’Istat sulla “Sicurezza dei cittadini” è stato effettuato nel 2008-2009 tramite intervista telefonica, selezionando un campione di 60 mila famiglie per un totale di 24 mila 388 donne di età compresa tra i 14 e i 65 anni.

In linea generale, circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, parial 51,8 per cento) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato. Le più esposte sono le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane (64,9 per cento) e nei comuni periferici delle stesse (58 per cento).

Valori sopra la media si evidenziano per le donne del Nord-Ovest (57,2 per cento) e del Nord-Est (54,3 per cento), soprattutto in Piemonte (58,9 per cento), Lombardia (56,9 per cento), Emilia-Romagna (56,3 per cento), e Liguria (55,5 per cento).

Le più colpite  sono le ragazze di 14-24 anni (38,6 per cento), per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media, seguite dalle 25-34enni (29,5 per cento). I valori più alti riguardano le laureate (26,1 per cento) e le diplomate (22,3 per cento). Negli ultimi tre anni il fenomeno risulta maggiormente diffuso tra le donne del Sud (21 per cento contro 19,9 per cento del Nord-Ovest e 17,7 per cento del Nord-Est).

Le forme di molestia verbale sono le più diffuse ( 26,6 per cento delle donne di 14-65 anni), seguite dagli episodi di pedinamento (21,6 per cento), dagli atti di esibizionismo (20,4 per cento), dalle molestie fisiche (19 per cento) e dalle telefonate oscene (18,2 per cento). L’1,4 per cento delle donne ha ricevuto altri tipi di messaggi osceni, vocali o scritti, per telefono, tramite posta tradizionale o posta elettronica.

Sono un milione e 224 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro, pari all’8,5 per cento delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Negli ultimi tre anni, 347 mila donne (il 2,4 per cento) ha subito questi episodi.

Le molestie rappresentano il 31,2 per cento di queste situazioni, mentre i ricatti e le richieste di disponibilità costituiscono il restante 68,8 per cento, con una quota di circa il 35 per cento costituito dalle sole richieste di disponibilità sessuale.

Tra le donne più giovani, di 14–34 anni, è maggiore la percentuale di coloro che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul lavoro; negli ultimi tre anni il tasso è pari al 3,6 per cento per quelle che hanno 14-24 anni e al 4,3 per cento per quelle da 25 a 34 anni. Il tasso è maggiore anche per le laureate (3,8 per cento).

Sono 842 mila (il 5,9 per cento) le donne di 15-65 anni che, nel corso della vita lavorativa, sono state sottoposte a ricatti sessuali sul posto di lavoro, l’1,7 per cento per essere assunte e l’1,7 per cento per mantenere il posto di lavoro o avanzare di carriera. Le donne a cui è stata chiesta una “disponibilità sessuale” al momento della ricerca del lavoro risultano essere quasi mezzo milione, pari al 3,4 per cento.

Ciò che caratterizza maggiormente le vittime di ricatti sessuali nel corso della vita è il fatto di avere un titolo di studio elevato: le donne che presentano il tasso di vittimizzazione più basso hanno la licenza elementare .

Tra i ricatti per assunzione, il 19,1 per cento delle vittime ne ha subito più di uno dalla stessa persona, mentre per le richieste di disponibilità, la quota delle donne che ha avuto più di un episodio è pari al 16,6 per cento, contro il 43,3 per cento dei ricatti sessuali per carriera o per mantenere.

Considerando tutti i tipi di ricatto sessuale sul lavoro, il 43,1 per cento viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana, mentre l’11,4 per cento si verifica qualche volta al mese e il 31,9 per cento più raramente. I ricatti sessuali per carriera si verificano con una frequenza più ravvicinata il posto di lavoro.
Nell’81,7 per cento dei casi, la vittima di ricatto sessuale, non ne parla con nessuno sul posto di lavoro (80,2 per cento negli ultimi tre anni); il 18,3 per cento  ha raccontato la sua esperienza, soprattutto ai colleghi (10,6 per cento).

Quasi nessuna delle vittime ha denunciato l’episodio alle forze dell’ordine. La motivazione più frequente  è la scarsa gravità dell’episodio (28,4 per cento), seguita dall’essersela cavata da sole o con l’aiuto dei familiari (23,9 per cento), dalla mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine o dalla loro impossibilità di agire (20,4 per cento) e dalla paura di essere giudicate e trattate male al momento della denuncia (15,1 per cento).

Tra coloro che hanno subito i ricatti nel corso della vita e hanno risposto al quesito, il 57,2 per cento delle donne ha cambiato volontariamente lavoro o ha rinunciato alla carriera, il 2,5 per cento è stata licenziata, il 3,3 per cento ha continuato a lavorare nello stesso posto, il 2,7 per cento si è messa in malattia, mentre nel 3,8 per cento dei casi non vi è stato alcun esito.

Per consultare integralmente il rapporto seguite il link www.istat.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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