La Fiat non vuole i tre operai di Melfi reintegrati dal giudice

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Continua la linea dura del Lingotto: i tre operai di Melfi licenziati e poi reintragrati dal giudice del lavoro, non sono graditi alla fiat; possono restare a casa!

Speravo di tornare dalle  vacanze e, di riaprire il blog con belle notizie; a quanto pare non sarà possibile, perlomeno non oggi: evidentemente la pausa estiva non è servita a stemperare gli animi degli amministratori del Lingotto.

Ricorderete la storia dei tre operai dello stabilimento di Melfi,  licenziati lo scorso luglio con l’accusa di aver ostacolato il lavoro dei colleghi durante una manifestazione all’interno dell’azienda e, reintegrati qualche settimana fa dal giudice del lavoro.

Questa mattina dovrebbero tornare a lavoro ma, la Fiat, con un telegramma ai tre lavoratori, ha chiaramente detto di non volerli: l’azienda ha precisato che rispetterà gli obblighi contrattuali nei confronti dei tre operai fino al 6 ottobre, quando sarà discusso il ricorso dell’azienda contro la sentenza che li ha reintegrati ma, nel frattempo non sono graditi a lavoro!.

Dura la reazione della Fiom; Landini ha affermato che  i tre operai devono rientrare in fabbrica, altrimenti “siamo pronti ad agire sotto tutti i punti di vista legali, anche a chiedere l’intervento delle autorità competenti e delle forze dell’ordine”.

“Abbiamo inviato al Lingotto una lettera in cui diffidiamo la Fiat a consentire il rientro dei lavoratori riservandoci qualsiasi azione su qualsiasi fronte se ciò non accadrà”. “Se la Fiat – dice ancora Landini – lunedì non fa rientrare i tre operai in fabbrica commette un reato e continua con una condotta antisindacale”.

Giovanni Barozzino, uno dei tre operai reintegrati a Melfi  dice in una intervista a SkY tg24: “Noi non siamo parassiti, vogliamo il nostro posto di lavoro” e, ribadisce la volontà, insieme agli altri due colleghi Antonio Lamorte e Marco Pignatelli di presentarsi al posto di lavoro “perchè l’ha ordinato il giudice con una sentenza. Se per la Fiat quella sentenza e’ carta straccia se ne assuma la responsabilità”.

“Cosa significa – aggiunge Barozzini – vi paghiamo lo stipendio? Io la mattina mi voglio alzare e voglio sentirmi un uomo con la mia dignità i miei diritti e i miei doveri”.

Secondo la Fiat, non c’è nulla di anomalo nel rifiuto alle prestazioni del lavoratore”. “L’ordinanza – precisa il Lingotto- viene ottemperata con il reintegro nelle funzioni e con il relativo trattamento economico. Ma l’azienda può dispensare i dipendenti dal prestare lavoro”….


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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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