La Fiat si divide, per Marchionne l'obbiettivo è il benessere dei lavoratori

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Nascono Fiat e Fiat Industrial due Fiat forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi. Porto sicuro per i lavoratori.

Gli azionisti Fiat hanno dato il consenso al cd. spinn-off dal quale nasceranno due gruppi industriali: la Fiat, che continuerà a produrre le auto (Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, più la parte di Fiat Power Train per l’auto) e la Fiat Industrial che, invece, produrra macchine industriali, Iveco e macchine agricole.

Il presidente Elkann, all’apertura dell’assemblea ha detto: “E’ un’assemblea storica per la Fiat. Nasceranno due Fiat forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi”. Più che soddisfatto anche l’AD Marchionne il quale ha affermato che la scissione  “permetterà all’azienda di iniziare un nuovo capitolo della sua storia; le due società nate dalla scissione “avranno maggiori libertà di azione anche nel caso maturino possibilità di stringere alleanze”.

Marchionne ha anche affermato che il dialogo portato avanti con la parti sociali continua; “cercheremo di portarlo avanti per il benessere di tutti i lavoratori Fiat in Italia”. Tornando a Pomigliano, l’ad ha ribadito:”‘La partita di Pomigliano si e’ chiusa, ma vogliamo verificarne l’applicabilita’. Non sto cercando di corrompere nessuno, ma solo dopo parleremo di allocazione di nuovi prodotti a Torino, vediamo se la nostra scelta e’ condivisa’.

Nel frattempo la Fiom, per il tramite del segretario Landini torna sul comportamento “poco civile” del Lingotto verso gli operai di Melfi licenziati dalla Fiat e reintegrati da un giudice della Repubblica Italiana che evidentemente per la fiat non ha alcun valore.

Landini ha ribadito ancora una volta come la fiat  “continua a rifiutarsi di applicare le leggi di questo Stato. E’ stata condannata per comportamento antisindacale e invece siamo ancora di fronte al fatto che si vuole non applicare le leggi impedendo ai lavoratori di svolgere il proprio lavoro. E’ un attacco alla democrazia e ai diritti delle persone che lavorano

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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