La fuga dei talenti

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Probabilmente molti di voi avranno già sentito parlare dell’iniziativa del giornalista di Radio24 Sergio Nava, di raccontare attraverso un blog e con un libro, la storia di tante menti eccelse che, piuttosto che rimanere in Italia ad elemosinare un posto di lavoro, preferiscono fuggire all’estero per inseguire le proprie aspirazioni e approfondire le già ottime conoscenze professionali.

Probabilmente molti di voi avranno già sentito parlare dell’iniziativa del giornalista di Radio24 Sergio Nava, di raccontare attraverso un blog e con un libro, la storia di tante menti eccelse che, piuttosto che rimanere in Italia ad elemosinare un posto di lavoro, preferiscono fuggire all’estero per inseguire le proprie aspirazioni e approfondire le già ottime conoscenze professionali.

Il blog fugadeitalenti.wordpress.com, ha l’obiettivo di “far prendere coscienza alla generazione dei ventenni e dei trentenni italiani che questo è il loro Paese. Che non sta scritto da alcuna parte che i “figli di”, i leccapiedi, gli arrivisti sociali… in una parola, i “mediocri”, debbano prendersi i posti che spettano loro. E, magari, comandare pure su di loro”.

Così il libro “La fuga dei talenti” è “un viaggio denuncia nella nostra bella Italia che esilia i talenti migliori, lasciando le posizioni di comando nelle mani della solita casta che privilegia due categorie di persone: i raccomandati e gli arrivisti sociali”.

In un post pubblicato il 9 novembre scorso, si legge un dato a dir poco agghiacciante: l’Italia in media, butta via oltre 100mila euro per ciascun giovane professionista che lascia il bel paese. In pratica, si legge nel blog,  “se -come pare- nel 2007 ben 11.700 laureati hanno preso la via dell’estero la perdita economica, solo per quell’anno, è stata di circa 1.761.037.200 dollari, all’incirca 1.184.999.400 euro. Il calcolo è stato fatto incrociando i dati OCSE sulla spesa per l’istruzione in Italia (dall’asilo fino al dottorato post laurea) con il numero di giovani menti che lasciano l’Italia.

Beh, grande plauso al giornalista Nava per l’ottima iniziativa (a cui chi desidera può partecipare, raccontando la propria storia, inviando una mail al seguente indirizzo:storietalenti@gmail.com ) che sicuramente contribuirà a farci prendere coscienza di questo che, oltre ad essere un dato sconfortante, è la triste fotografia di un paese che, anzichè essere fiera di avere menti eccelse (in tutti i campi), preferisce continuare ad autodistruggersi nel suo mondo fatto di raccomdanzioni, potere di una casta (molto spesso più vicina allo stampo mafioso che ad altro), prevaricazione del mediocre sull’eccelso solo perchè, alla meritocrazia si fa prevalere il potere di imporre nomi e, di conseguenza, la volontà di preferire in un qualsiasi posto di lavoro, persone incapaci e facilmente ricattabili!

Fonte: fugadeitalenti.wordpress.com

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Antonio Maroscia

    Da qualche parte ho sentito questa metafora …è come se una squadra di calcio allenasse un calciatore dai pulcini alla primavera e poi nel momento in cui potrebbe rendere qualcosa lo regala ad un’altra società!!
    Questa è l’Italia di oggi, stiamo messi male ragazzi!