La protesta dei precari della scuola

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Sono giorni che il mondo dei precari della scuola è in rivolta per i tagli effettuati dalla riforma Gelmini. E’ mentre ci si prepara al “No Gelmini day” previsto per domani 05 settembre, assistiamo in tutta Italia a manifestazioni, proteste, sit- in e scioperi contro i tagli. A Milano precari incatenati davanti agli uffici dell'Usp (Ufficio scolastico provinciale), ma anche a Palermo si respira aria di rivolta; da giorni, stanno scioperando gli insegnanti delle scuole palermitane e i tecnici dell’Ata che si sono visti tagliati fuori senza appello dalla nuova legge Gelmini.

Sono giorni che il mondo dei precari della scuola è in rivolta per i tagli effettuati dalla riforma Gelmini. E’ mentre ci si prepara al “No Gelmini day” previsto per domani 05 settembre, assistiamo in tutta Italia a manifestazioni, proteste, sit- in e scioperi contro i tagli.

A Milano precari incatenati davanti agli uffici dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale), ma anche a Palermo si respira aria di rivolta; da giorni, stanno scioperando gli insegnanti delle scuole palermitane e i tecnici dell’Ata che si sono visti tagliati fuori senza appello dalla nuova legge Gelmini.

Cento persone che scioperano in un presidio giorno e notte, sotto il sole cocente, il caldo torrido e la spazzatura; alcuni hanno persino deciso di fare lo sciopero della fame.

In effetti si è provveduto al pensionamento di chi aveva raggiunto l’eta pensinabilei ma, dall’altro lato non si è provveduto (come doveva naturalmente essere) ad assumere in ruolo i precari secondo le graduatorie.

Proprio ieri sul sito www.antimafiaduemila.com è comparso un articolo dal titolo “In sciopero per la propria dignità” in cui oltre a raccontare queste giornate di scioperi, denuncia come la protesta dei precari in Sicilia sia passata del tutto inosservata nei media nazionali, rimanendo confinata nei soli circuiti informativi dell’isola.

Si legge infatti che sono stati del tutto ignorati 10 giorni di sit-in e, addirittura una delle maggiori reti televisive del paese ha  preferito trascendere da questo genere di notizie perchè forse, non avrebbero portato tanto audience.

Ieri nel frattempo è arrivata la notizia di un possibile accordo tra i sindacati e il governo su un bonus di E.700 da destinare secondo graduatoria, ma gli insegnanti non ci stanno. Non intendono accettare quest’elemosina in cambio del lavoro che spetta loro di diritto.

E’ vero che il nostro sistema paese ha bisogno d riforme in molti (per non dire tutti) i campi, ma queste devono essere fatte tenendo presente tutti e i motivi di tutti. Si, non è semplice far convergere gli interessi di tutti i coinvolti, ma è sicuramente sbagliato, anzi avvilente, ignorare di proposito le richieste legittime di lavoratori precari che non vedono alcuna prospettiva rosea nel loro futuro.

Non è così che si farebbe in un paese democratico!

Fonte: www.antimafiaduemila.com

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti

  • A cose fatte e compiute ormai, possiamo afferamre senza ragionevole dubio che, quell’aiutino ai precari, non piaceva all’epoca e non piace ora. In un Paese democratico, non si approvano tanti decreti-legge, in un Pese democratico non si tocca la scuola statale. Nei Paesi antidemocratici, esistono solo scuole controllate dai regimi che governano tale Paese, non esiste la libertà di pensiero e di espressione, da sempre fiore all’occhiello dei Paesi più civili; non esistono, come esisteva una volta in Italia, una scuola libera, democratica, pluralista ed aperta a tutti
    http://insegnantiprecaricaserta.blogspot.com/

    • Dott.ssa Massima Di Paolo

      Hai proprio ragione… nelle scuole si forma il futuro di ogni Paese. Dare alla scuola e quindi all’insegnamento poca importanza o, ridurlo ai minimi termini significa non credere nel futuro della nazione

  • Kirby Carley

    This is a very important post, I was looking for this info. Just so you know I found your weblog when I was browsing for blogs like mine, so please check out my site sometime and leave me a comment to let me know what you think.