Lavori usuranti: in pensione con tre anni di anticipo

Il Consiglio dei Ministri ha predisposto uno schema di decreto legislativo per l'anticipazione al pensionamento per i lavoratori che svolgono lavori usuranti.

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Il 28 gennaio scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che regola l’accesso al pensionamento anticipato per i cd. lavori usuranti, in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge n.183 del 2010 (collegato lavoro).

Infatti l’art 1 della L.183/2010, affida al governo la delega

“ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del collegato, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo, al fine di concedere ai lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1º gennaio 2008 impegnati in particolari lavori o attività la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti, secondo i secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 1, comma 3, lettere da a) a f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247.

Quindi, a decorrere dal 1° gennaio 2008, a domanda è prevista, la riduzione di tre anni sull’età minima per il pensionamento di anzianità,msenza però scendere al di sotto dei 57 anni ,disponendo di almeno 35 anni di contribuzione versata.

I lavoratori che possono accedere al beneficio sono quelli previsti dal decreto Salvi del 1999 o,

  • lavoratori dipendenti notturni come definiti dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che, fermi restando i criteri di cui alla successiva lettera c), possano far valere, nell’arco temporale ivi indicato, una permanenza minima nel periodo notturno;
  • ovvero siano lavoratori addetti alla cosiddetta «linea catena» che, all’interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo collegato a lavorazioni o a misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali e al controllo di qualità;
  • ovvero siano conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone

Sono individuati come usuranti, fra gli altri, i lavori in gallerie, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, in spazi sottomarini, quelli eseguiti ad alte temperature, in spazi ristretti, per asportazione dell’amianto.

Inoltre, tali lavoratori devono aver  una permanenza effettiva nelle attività ritenute usuranti di almeno sette anni ovvero per almeno metà della vita lavorativa.

Clausola di salvaguardia

Il comma 2 dell’art 1 collegato lavoro, prevede una clausola di salvaguardia, recepita nello schema di decreto legislativo, volta a prevedere che, qualora emergano scostamenti tra gli oneri derivanti dalle domande accolte e la copertura finanziaria prevista, trovi applicazione un criterio di priorità, in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a parità degli stessi, della data di presentazione della domanda, nella decorrenza dei trattamenti pensionistici.

Il testo, sul quale verranno sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni ed alle Commissioni parlamentari.

Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, giudica “positivo che finalmente il governo prende atto che i lavori non sono tutti uguali, e che l’applicazione dell’anticipo per l’andata in pensione per coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi e pesanti”.

Anche per la Cisl, “Il via libera da parte del Consiglio dei ministri dello schema di Decreto sui lavori particolarmente faticosi e pesanti, rappresenta un’opportunità importante per introdurre nel nostro ordinamento, in modo strutturale , un principio che valorizzi il lavoro usurante, dando una risposta concreta alle lavoratrici e ai lavoratori interessati, anche alla luce delle recenti novità del sistema pensionistico”.

“Il nostro auspicio è che il punto di equilibrio a suo tempo raggiunto nella trattativa con le parti sociali – sottolinea – non venga stravolto e per il lavoro notturno, si tenga conto di quanto previsto dai contratti collettivi e delle effettive condizioni dell’organizzazione del lavoro

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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