115 milioni di bambini nel mondo coinvolti in lavori pericolosi

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In Italia 600 casi di bambini sfruttati; nel mondo 115 milioni di bimbi che svolgono lavori pericolosi.

Lo scorso 12 giugno è stata la giornata mondiale contro il lavoro minorile. Per l’occasione, l’ILO Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato con un nuovo rapporto “I minori nel lavoro pericoloso: ciò che sappiamo e ciò che dobbiamo fare”, sui minori impiegati in lavori pericolosi.

Il rapporto analizza le ultime tendenze e statistiche riguardanti i minori che svolgono attività lavorative pericolose, ed i rischi per la loro salute che derivano dallo svolgimento di tali attività nei settori dell’agricoltura, delle estrazioni minerarie, delle costruzioni, della produzione manifatturiera, del lavoro domestico e della raccolta dei rifiuti.

Le statistiche più recenti dell’ILO stimano che nel mondo 115 milioni di bambini sono coinvolti in lavori pericolosi, ossia lavori che, per loro natura o per le circostanze in cui sono eseguiti, sono in grado di pregiudicare la loro salute, la loro sicurezza ed il loro morale. Di questi, 41 milioni sono femmine e 74 milioni maschi.  Ogni minuto un bambino è vittima di un incidente causato dal lavoro.

Il lavoro pericoloso è una delle peggiori forme di lavoro minorile e la comunità internazionale si è imposta l’obiettivo di eliminarlo entro il 2016. La necessità di azioni urgenti finalizzate a raggiungere l’obiettivo è stata il tema della Conferenza globale sul lavoro minorile de L’Aia nel 2010, che adottò una tabella di marcia per l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, ed è stata sostenuta anche all’interno del Piano d’azione globale dell’ILO.

Nel bel paese, stima Telefono Azzurro, dal 2006 ad oggi ci sono state oltre 600 segnalazioni di casi di bambini e adolescenti coinvolti in situazioni di sfruttamento.

Qualcosa si può fare: segnalare situazioni a rischio o/e di pericolo al 114

Il Servizio è gratuito ed è promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità e gestito da Telefono Azzurro.

E’ attivo in tutta Italia 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno. Compito del servizio è di offrire assistenza in tutte quelle situazioni di emergenza e trauma che possono nuocere allo sviluppo psico-fisico dei bambini e degli adolescenti, anche attraverso il coinvolgimento diretto e la collaborazione con i servizi che operano a livello locale.

Il 114 è un numero d’emergenza al quale chiunque, bambino, adolescente o adulto, può rivolgersi:

  • quando un bambino o un adolescente è in situazione di pericolo immediato;
  • per denunciare emergenze o situazioni di grave disagio riguardanti l’infanzia e l’adolescenza;
  • per segnalare immagini, messaggi e dialoghi che possono nuocere ai ragazzi, diffusi attraverso televisione, Internet, radio e carta stampata.
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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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