15 ottobre: gli indignati in piazza

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Manifestazione del 15 ottobre degli indignati italiani a Napoli, Bologna, Roma e Milano

E’ arrivato il fatidico 15 ottobre, giorno in cui gli indignati di tutto il mondo scenderanno in piazza “contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi, che difendono i profitti e la  speculazione finanziaria”.

Gli indignati italiani, partiranno in manifestazione a Roma, alle 14.00 da piazza della Repubblica e, in corteo, raggiungeranno piazza San Giovanni. Così nel sito del coordinamento 15 ottobre si legge che la manifestazione “Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente”.

Sarà dunque, una occasione per tutti, studenti, precari, disoccupati, lavoratori onesti che stentano a campare, stranieri etc. di manifestare il proprio dissenso verso un sistema economico finanziario che si è rivelato un fallimento, che non lascia spazio al futuro e che subordina alla volontà speculativa di qualche lobbies il destino di intere generazioni  che ora dice basta!

Se è possibile questo discorso vale ancor più nel nostro Bel paese, dove, l’attuale classe politica, pur di rimanere ancorata a quella maledetta poltrona, preferisce fare “giochini di potere” anzichè occuparsi del nostro futuro.

Il popolo degli indignati non ci stà è, cosi come si legge nell’appello, dice no ai dictat delle varie Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti: “Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.

Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti.

Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere!”

info: http://15ottobre.wordpress.com/

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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