CdM: permesso di soggiorno al clandestino che denuncia lo sfruttamento

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Sanzioni pesanti per le imprese che impiegano cittadini con soggiorno irregolare; per lo straniero che denuncia possibilità di permesso di soggiorno temporaneo

Sanzioni a carico dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e rilascio di un permesso di soggiorno di durata temporanea per il clandestino che denuncia lo sfruttamento.

E’ questo quello che è previsto nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 16 aprile, (lo stesso consiglio  in cui si è approvato il disegno di legge sulla delega fiscale). Il decreto sul lavoro irregolare, che recepisce una direttiva comunitaria del 2009 e va ad integrare le previsioni del ‘Testo unico dell’immigrazione del 1998, è stato però approvato in via preliminare; ciò vuol dire che dovrà essere presentato prima al parere della commissioni parlamentari.

E’ previsto il divieto di ottenere il nulla osta a successive attività imprenditoriali, per il datore di lavoro che sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o alla sfruttamento della prostituzione, o di minori da impiegare in attività illecita, di intermediazione illecita, di sfruttamento del lavoro o di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno ovvero con permesso scaduto.

Inoltre, per favorire l’emersione degli illeciti (riducendo così l’entità del cd black number, ossia gli illeciti compiuti ma non denunciati), il testo prevede a talune condizioni e per alcune ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo, il rilascio di un permesso di soggiorno di durata temporanea (correlata alla durata del procedimento penale), allo straniero che presenta denuncia o coopera nel procedimento penale.

non sfuggono neanche le persone giuridiche: per loro è stato previsto un efficace sistema di sanzioni pecuniarie qualora si siano avvantaggiate ricorrendo all’impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno è irregolare.

Infine, nel decreto si prevede una programmazione annuale dell’attività di vigilanza sui luoghi di lavoro e la comunicazione annuale da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Commissione europea, del numero totale di ispezioni effettuate l’anno precedente e dei risultati delle stesse.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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