Conversione del permesso di soggiorno stagionale, nota del Ministero

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Chiarimenti dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro sulla conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato

Il Ministero dell’Interno e il Ministero del lavoro, con circolare congiunta dello scorso 5 novembre 2013, forniscono alcuni chiarimenti sulla conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, come espressamente previsto dall’art 24 co. 4 del T.U. sull’immigrazione, D.Lgs. n° 286/1998.

Il comma 4 dell’art 24 del T.U. immigrazione dispone che: “Il lavoratore stagionale, ove abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza del medesimo, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell’anno successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo stesso Paese che non abbiano mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro. Può, inoltre, convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora se ne verifichino le condizioni.”

La circolare congiunta si è resa necessaria a seguito dei numerosi quesiti circa la corretta interpretazione della norma sopra descritta alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali che hanno ritenuto illegittimi i provvedimenti di rigetto delle domande di conversione del permesso di soggiorno stagionale per violazione dell’ comma 4 dell’art. 24 D.lgs. 286/88 per carenza della condizione del preventivo rientro del lavoratore  richiedente nel paese di origine alla scadenza del primo permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

In particolare, il Consigli di Stato ha affermato che il rientro nel territorio di origine del lavoratore è necessario solo ai fini di un rilascio di un nuovo permesso di soggiorno per lavoro stagionale per l’anno successivo. Viceversa, per la conversione in permesso di soggiorno per lavoro non stagionale, devono sussistere solo le condizioni per il  rilascio di tale permesso (ossia l’esistenza di un contratto di lavoro a termine o indeterminato e, la mancanza di elementi ostativi).

Alla luce delle pronunce del Consiglio Di Stato, la circolare chiarisce che”nei casi di domanda di conversione del permesso di soggiorno, non deve essere accertato l’avvenuto rientro del lavoratore stagionale nel Paese di origine e l’ottenimento del secondo visto di ingresso in Italia per la medesima tipologia lavorativa, ma può essere consentita direttamente la conversione del primo permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Ciò, però, ad una condizione: che le Direzioni Territoriali del Lavoro e gli Sportelli Unici verifichino la presenza dei requisiti per l’assunzione nell’ambito delle quote di ingresso specificatamente previste per tali conversioni, nonché l’effettiva assunzione in occasione del primo ingresso per lavoro stagionale (tramite il riscontro dell’esistenza di un’idonea comunicazione obbligatoria).

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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