Immigrazione: arriva il permesso di soggiorno a punti

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Pubblicato in Gazzetta il regolamento sul permesso di soggiorno a punti,ovvero l'accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.

E’ stato pubblicato sulla gazzetta Ufficiale nr. 263 dell’11 novembre scorso, il D.P.R. 14 settembre 2011 n. 179 recante “Regolamento concernente la disciplina  dell’accordo  di  integrazione tra lo straniero e lo Stato, a norma dell’articolo  4-bis,  comma  2, del  testo  unico  delle  disposizioni  concernenti   la   disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”; conosciuto come permesso di soggiorno a punti.

Il decreto che entrerà in vigore il prossimo 10 marzo 2012, fissa:

  •  i criteri e le modalità per la sottoscrizione da parte dello straniero dell’accordo di integrazione, previsto dal Testo unico sull’immigrazione,
  •  i casi straordinari di giustificata esenzione dalla sottoscrizione;
  • disciplina poi i contenuti, l’articolazione per crediti e i casi di sospensione dell’accordo, le modalità e gli esiti delle verifiche ai quali l’accordo è soggetto e l’istituzione dell’anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione.

Destinatari

ll regolamento si applica allo straniero di età superiore ai sedici anni che fa ingresso per la prima volta nel territorio nazionale, dopo la sua entrata in vigore, e presenta istanza di rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.

L’accordo

Lo straniero che fa domanda di permesso di soggiorno presso lo sportello unico dell’immigrazione o presso la questura, contestualmente alla presentazione della  domanda,  stipula con lo Stato  un  accordo  di  integrazione, articolato per crediti.

L’accordo ha durata biennale, rinnovabile per un ulteriore anno; l‘accordo è redatto in duplice originale, di cui uno è consegnato allo straniero, tradotto nella lingua da lui indicata o, se ciò non è possibile, inglese, francese, spagnola, araba, o cinese, albanese, russa o filippina, secondo la preferenza indicata dall’interessato. Per lo Stato, l’accordo è stipulato dal prefetto o da un suo delegato.

All’atto della sottoscrizione dell’accordo, sono assegnati allo straniero sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia.

Con l’accordo l’immigrato si impegna ad acquisire:

  • un livello adeguato di conoscenza dell’italiano parlato equivalente almeno al livello A2;
  • una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della  Costituzione della Repubblica   e dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia;
  • conoscenza della vita nel Paese, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, servizi sociali, lavoro e obblighi fiscali.

Lo Stato si impegna a sostenere  il  processo  di integrazione dello straniero attraverso l’assunzione di  ogni  idonea iniziativa in raccordo con le regioni e gli enti locali.

I crediti

L’accordo è articolato per crediti di  ammontare  proporzionale ai livelli di conoscenza della lingua italiana, della cultura  civica e della vita civile in  Italia  certificati  anche a seguito della frequenza  con  profitto  di  corsi  o  percorsi  di  istruzione,  di formazione professionale o tecnica superiore, di studio universitario e di integrazione linguistica e sociale ovvero del  conseguimento  di diplomi o titoli comunque denominati aventi valore legale  di  titolo di studio o professionale.

L’accordo si considera rispettato se lo straniero ha raggiunto 30 crediti; da 1 a 29 lo straniero è “rimandato”, con l’impegno a raggiungere quota 30 entro il successivo anno, mentre se i punti sono 0 o meno il permesso di soggiorno è revocato con il provvedimento di espulsione.

La verifica avverrà da parte dello sportello unico per l’immigrazione sulla base della documentazione prodotta dallo straniero il quale, in caso di assenza di idonea documentazione, può svolgere un apposito test, a cura dello sportello unico, inerente la conoscenza della lingua e della cultura civica.

I crediti vengono decurtati in caso di condanne penali, anche non definitive e sanzioni pecuniarie di almeno 10mila euro; sono invece aumentati con la partecipazione a corsi, il conseguimento di titoli di studio, onorificenze, scelta di un medico di base, partecipazione ad attività di volontariato, sottoscrizione di affitto o acquisto di una casa. (L’elenco completo delle attività è contenuto nell’allegato 2 alla legge).

Agevolazioni connesse alla fruizione di attività culturali e formative

Allo straniero  che  alla  scadenza  dell’accordo  risulti  aver raggiunto un numero di crediti finali pari  o  superiore  a  quaranta sono  riconosciute  agevolazioni  per  la  fruizione  di   specifiche attività  culturali  e  formative.  A  tale   scopo   il   Ministero dell’interno trasmette, con  cadenza  semestrale,  al  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali i  dati  relativi  agli  accordi  di integrazione.

Anagrafe nazionale

Presso il  Dipartimento  per le liberta’ civili e l’immigrazione  del  Ministero  dell’interno  e’ istituita e gestita  l’anagrafe  nazionale  degli  intestatari  degli accordi di integrazione.

Nell’anagrafe saranno indicati  i dati anagrafici del medesimo e dei componenti del  nucleo  familiare,  gli estremi dell’accordo,  i  crediti  di  volta  in  volta  assegnati  o decurtati, il dato dei crediti  finali  riconosciuti  al  termine  di ciascuna verifica,  gli  estremi  delle  determinazioni  assunte  dal prefetto e dallo sportello unico, nonchè le vicende modificative  ed estintive dell’accordo.

DPR 179/2011

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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