In Gazzetta il decreto che introduce la carta blu per cittadini extra UE

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In Gazzetta il d.lgs. 108/2012 che introduce un nuovo permesso di soggiorno, la Carta blu UE per lavoratori stranieri altamente qualificati.

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale nr. Decreto Legislativo n. 171 dello scorso 24 luglio, il decreto legislativo nr. 108 del 28 giugno 2012 con cui viene data attuazione alla Direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendono svolgere lavori altamente qualificati.

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Il provvedimento, che entrerà in vigore l’8 agosto 2012, introduce due nuovi articoli nell’impianto normativo vigente in materia di immigrazione; l’articolo 27 quater e l’articolo 9 ter.

In particolare si individua una nuova categoria di lavoratori, i lavoratori altamente qualificati, come nuova categoria che può fare ingresso in Italia al di fuori delle quote (vale a dire in ogni periodo dell’anno e senza che vi siano limiti numerici fissati con i decreti flussi) e introduce un  nuovo permesso di soggiorno  denominato “Carta blu UE”, rilasciato dal questore al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato allo svolgimento di attività lavorative ed a seguito della stipula del contratto di soggiorno per lavoro.

L’articolo 27 quater prevede la possibilità di ingresso in Italia, per peridi superiori a tre mesi,  a prescindere dalle quote stabilite dal governo con i decreti flussi e, in ogni periodo dell’anno ai lavoratori altamente qualificati che intendono svolgere prestazioni  lavorative  retribuite  per  conto  o sotto la direzione o il coordinamento di un’altra  persona  fisica  o giuridica.

Si considerano altamente qualificati gli stranieri che sono in possesso:

  • di un titolo di istruzione superiore rilasciato dall’ autorità competente nel Paese dove è stato conseguito, che attesti il completamento di un programma di istruzione superiore post-secondaria di durata almeno triennale e relativa qualifica professionale superiore. La qualifica professionale superiore, attestata dal Paese di provenienza, deve essere riconosciuta in Italia e rientrare nei “livelli 1 e 2 e 3 della classificazione ISTAT delle professioni CP 2011”.

Il requisito del riconoscimento è richiesto solo per la qualifica professionale e non anche per il titolo di studio.

  • limitatamene all’esercizio delle professioni regolamentate, dei requisiti previsti dal decreto legislativo n. 206/2007.

Presentazione della domanda di nulla osta al lavoro per  i  lavoratori  stranieri altamente  qualificati 

La domanda e’  presentata  dal  datore  di  lavoro  allo sportello  unico  per  l’immigrazione  presso  la  prefettura-ufficio territoriale del  Governo; a questa procedure si applicano le disposizioni dell’art 22 del testo sull’immigrazione. Il datore di lavoro, deve indicare, a pena di rigetto della domanda:
a) la proposta di contratto di lavoro o l’offerta di lavoro vincolante della durata di almeno un anno, per lo svolgimento di una attivita’ lavorativa che richiede il possesso di una qualifica professionale superiore;
b) il titolo di istruzione e la relativa qualifica professionale superiore, come indicati al comma 1, lettera a), posseduti dallo straniero;
c) l’importo dello stipendio annuale lordo, come ricavato dal contratto di lavoro ovvero dall’offerta vincolante, che non deve essere inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. L’importo è pari a 24.789 euro (8.263*3). (comma 5 art 27 quater).

Lo sportello unico per l’immigrazione convoca il datore di lavoro e rilascia il nulla osta al lavoro non oltre novanta giorni dalla presentazione della domanda ovvero, entro il medesimo termine, comunica al datore di lavoro il rigetto della stessa. Gli stranieri  regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale, accedono alla procedura di rilascio del nulla osta al lavoro a prescindere dal requisito dell’effettiva residenza all’estero.

Il nulla osta al lavoro è rifiutato ovvero, nel caso sia  stato rilasciato, è revocato se i documenti di cui al comma 5  sono  stati:

  • ottenuti mediante frode  o  sono  stati  falsificati  o  contraffatti;
  • qualora lo straniero non si rechi presso  lo  sportello  unico per l’immigrazione per la firma del contratto di soggiorno  entro  il termine di cui all’articolo 22, comma 6, salvo  che  il  ritardo  sia dipeso da cause di forza maggiore;
  • se il  datore  di lavoro  risulti  condannato  negli  ultimi  cinque  anni, per:
    a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia  verso  altri  Stati  o  per reati  diretti  al  reclutamento  di  persone   da   destinare   alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori  da impiegare in attività illecite;
    b) intermediazione illecita e sfruttamento del  lavoro  ai  sensi dell’articolo 603-bis codice penale o, per reati previsti dall’articolo 22, comma 12.

La carta blu UE

Il decreto introduce un  nuovo permesso di soggiorno  denominato “Carta blu UE”, rilasciato dal questore al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato allo svolgimento di attività lavorative ed a seguito della stipula del contratto di soggiorno per lavoro. Tale permesso ha una durata biennale, nel caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero, negli altri casi, la stessa durata del rapporto di lavoro.

Conformemente alla direttiva, si prevedono per il titolare di Carta blu UE, limitazioni, per i primi due anni di occupazione legale sul territorio nazionale, sia all’esercizio di attività lavorative diverse da quelle “altamente qualificate”, sia ai cambiamenti di datore di lavoro. Nel primo caso è previsto un divieto assoluto, nel secondo i cambiamenti devono essere autorizzati in via preliminare dalle competenti Direzioni Territoriali del Lavoro.

Il ricongiungimento familiari è riconosciuto, indipendentemente dalla durata del permesso di soggiorno, alle condizioni generali previste dall’articolo 29 del T.U. immigrazione.

Il permesso di soggiorno non è rilasciato o il suo rinnovo è rifiutato ovvero, nel  caso  sia  stato  concesso, è revocato:

a) se è stato  ottenuto  in  maniera  fraudolenta  o è stato falsificato o contraffatto;

b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva  o  non  soddisfa piu’ le condizioni d’ingresso e di soggiorno  previste  dal  presente testo unico o se soggiorna per fini diversi  da  quelli  per  cui  lo stesso ha ottenuto il nulla osta ai sensi del presente articolo;

c) se lo straniero non ha rispettato  le  condizioni  di  cui  al comma 13;

d)  qualora  lo  straniero  non  abbia  risorse  sufficienti  per mantenere se stesso e, nel caso, i propri familiari, senza  ricorrere al regime di assistenza sociale nazionale, ad eccezione  del  periodo di disoccupazione.

Titolari di carta blu UE rilasciata da altro Stato membro

Dopo  18 mesi di soggiorno legale in un altro Stato membro, lo straniero titolare di Carta blu UE rilasciata da tale Stato può fare ingresso in Italia senza necessità del visto, per lo svolgimento sempre di un’attività lavorativa altamente qualificata. In tal caso il datore di lavoro dovrà presentare domanda di nulla osta al lavoro entro un mese dall’ingresso dello straniero nel territorio nazionale.

Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di  lungo periodo

L’articolo 9 ter, introdotto dal nuovo provvedimento, regola lo status di soggiornante di lungo periodo per i titolari di Carta blu UE, prevedendo che i cinque anni di soggiorno regolare  necessari per il suo ottenimento possono essere raggiunti anche cumulando periodi di soggiorno regolare come titolari di Carta blu Ue in un altro stato membro.

È comunque necessario avere soggiornato in Italia regolarmente ed ininterrottamente come titolare di Carta blu Ue nei due anni precedenti la presentazione della richiesta di  permesso di soggiorno di lungo periodo.

  Decreto legislativo nr. 108/2012 (130,3 KiB, 533 download)
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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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