Napolitano al festival del diritto a Piacenza: "gli infortuni sul lavoro disuguaglianza da combattere"

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Napolitano al festival del diritto a Piacenza. la sicurezza sul lavoro nuova disuguaglianza sociale da combattere.

Il 23 settembre ha preso il via la terza edizione del “festival del diritto” a Piacenza; quattro giorni, fino al prossimo 26 settembre, tra dibattiti, tavole rotonde e convegni, tutti dedicati al problema delle disuguaglianze.

Si legge nel sito: “..Oltre a quelle tradizionali, emergono nuove forme di disuguaglianza, legate al genere, all’accesso al sapere e alle tecnologie, ai diritti di chi è escluso dalla cittadinanza, alle condizioni di lavoro e di vita, soprattutto nei paesi emergenti.
Migranti, donne, minoranze, bambini, lavoratori espulsi dal circuito produttivo sperimentano vecchie e nuove forme di discriminazione”.

Uno dei temi trattati è la sicurezza sul lavoro, vista come nuova forma di disuguaglianza; tema ripreso anche dal presidente Napolitano, nel suo messaggio di apprezzamento inviato  inviato al sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, al responsabile scientifico, Stefano Rodotà, e a tutti i relatori  “sia per il tema prescelto, le disuguaglianze, sia per il modo in cui intendete affrontarlo”.

Si legge nel messaggio: “Penso, ad esempio, a un problema aperto al quale ho dedicato particolare attenzione in tutto il mio mandato: la sicurezza sul lavoro.

Quello degli incidenti mortali è un dramma, che si è ripresentato anche in questo mese di settembre, nel quale abbiamo visto cadere troppe vittime e assistito al dolore profondo delle loro famiglie. Penso ad un altro tema che mi sta molto a cuore: il diritto dei disabili ad avere quanto più possibile uguale accesso ad una vita normale. Il vostro Festival pone domande strategiche fondamentali per il presente e per il futuro. Come combattere all’interno delle nostre democrazie benestanti povertà e carenze di diritti che, ben lungi dal declinare, si stanno espandendo. Come conciliare competitività economica, tutela dei lavoratori e giustizia sociale.

Come valorizzare il merito, senza ignorare la dimensione dell’uguaglianza delle opportunità e della solidarietà. Quale tipo di istruzione pubblica ci serve, se vogliamo che essa funzioni come un efficace motore di uguaglianza, se vogliamo che non penalizzi e non umili le potenzialità di chi nasce in ambienti svantaggiati.

Tuttavia tornare a proporre un orizzonte di uguaglianza, riportare nel dibattito pubblico l’obiettivo di contrastare pesanti disuguaglianze costituisce di per sé un risultato degno di nota. Lo è in particolare in un periodo storico, nel quale in molti luoghi e ambienti, a vari livelli, sembra affermarsi – come voi stessi segnalate – una cultura diffusa che accetta vistose disuguaglianze di reddito e di potere. Il gusto dell’uguaglianza, il fastidio per disuguaglianze immeritate, prima ancora che nell’agenda politica dovrebbe tornare negli animi dei cittadini. Mi auguro e vi auguro che il Festival contribuisca a suscitare il gusto dell’uguaglianza che parrebbe sopito”.

Meditate gente, meditate.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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