Disoccupazione giovanile, persi 2,3 milioni di posti in 10 anni

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Studio del Forum Ania Consumatori con il Censis sulla disoccupazione giovanile in Italia

E’ una fotografia impietosa, quella che viene fuori dall’ultimo studio sulla Disoccupazione giovanile del Censis con il Forum Ania Consumatori, presentato a Roma lo scorso 12 luglio, dal titolo Focus sui giovani: single, digitali, nomadi e senza reti di protezione, ecco l’identikit dei “millennials” italiani.

Gli ultimi studi, sviluppati dal Forum Ania, sotto la direzione scientifica del Censis, evidenziano l’aggravarsi dell’asimmetria tra la copertura di welfare e i bisogni di alcuni gruppi sociali, come i giovani nati a partire dagli anni ottanta fino al 1996, i cosiddetti “millenials”.

Le analisi del Censis su questo particolare target, mostrano una profonda evoluzione della loro condizione sociale.

2,3 milioni di giovani occupati in meno tra il 2004 e il 2013. Nel 2004 aveva un impiego il 58,7% degli italiani 18-34enni (pari a oltre 7,6 milioni di persone), nel 2011 la percentuale era scesa al 51,2% (6 milioni), mentre nel 2013 era occupato solo il 46% dei giovani con questa fascia d’età (5,3 milioni). Pertanto, in quasi dieci anni si sono persi 2,3 milioni di posti di lavoro tra i “millennials” e la quota di occupati tra i giovani con età compresa tra 18 e 34 anni è diminuita di 12,7 punti percentuali. Il Censis stima che la scomparsa del lavoro per i giovani è costata al nostro Paese più di 152 miliardi di euro, in termini di mancata creazione di valore economico: una cifra pari alla somma dei Pil di tre Paesi UE come Croazia, Slovacchia e Lituania.

La “paghetta” anche fuori casa. Dei 4,4 milioni di giovani con età compresa tra 18 e 34 anni che vivono per conto proprio, single o sposati/conviventi, 980 mila non riescono a coprire le spese mensili con il proprio reddito. Sono 2,3 milioni quelli che ricevono regolarmente o frequentemente un aiuto economico dai genitori. Secondo il Censis, le famiglie d’origine trasferiscono ai giovani un totale di 4,8 miliardi di euro annui. Il reddito familiare medio dei “millennials” è di 22.900 euro all’anno, inferiore di oltre 7.000 euro rispetto al reddito familiare medio annuo degli italiani.

Sognando la fuga dal futuro precario. Pensando al proprio futuro, il 43,2% dei giovani si dichiara preoccupato, rispetto al 29,2% dei cittadini italiani. Il 26,6% dei “millenials” prova ansia per l’assenza di una rete di protezione, il 17,9% vive uno stato di incertezza e solo il 12,3% si dichiara abbastanza sicuro. L’idea di andarsene pervade tanti giovani: 3,2 milioni pensano che sarebbe il caso di emigrare dall’Italia e trasferirsi all’estero.

Continua a leggere il comunicato stampa dal sito forumaniaconsumatori.it

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

Altri articoli interessanti