Isfol, uno studio sul futuro lavorativo dei giovani dopo la laurea

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Isfol presenta un Rapporto sull’utilizzo delle Comunicazioni Obbligatorie condotto da Italia Lavoro agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e Università La Sapienza

Che futuro lavorativo aspetta i giovani dopo una laurea? Ai neo laureati, alla prime esperienze professionali, tocca un mercato del lavoro estremamente flessibile, polifunzionale e frammentata; dove il precariato la fa da padrone.

Questi sono i dati presentati dall’ISFOL ed emersi dal primo Rapporto sulle potenzialità dell’utilizzo delle Comunicazioni Obbligatorie per lo studio delle caratteristiche della domanda di lavoro per i laureati della Sapienza, presentato lo scorso 14 marzo nella Facoltà di Economia dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito del seminario “Aspettative dei laureati e domanda delle imprese”.

Lo studio è basato sui risultati della sperimentazione condotta dal gruppo Uni.co (composto da esperti della Sapienza, Ministero del Lavoro e ItaliaLavoro) e dal sistema di Placement Soul-Sapienza sui dati delle Comunicazioni Obbligatorie telematiche fornite dai datori di lavoro ai servizi competenti.

Sono state analizzate le caratteristiche della domanda di lavoro dipendente e parasubordinato nazionale rispetto ai laureati nel triennio 2010-2012. Sui 21.782 laureati della Sapienza tra il 1 marzo 2008 e il 28 febbraio 2009 solo il 56.7% ha attivato nel periodo in esame un contratto di lavoro dipendente o parasubordinato. Non sono stati presi in esame le prestazioni di lavoro autonomo e i contratti stipulati all’estero.

Dei 46.499 contratti destinati al campione considerato il 92,2% è a termine, rispetto al 7,8% a tempo indeterminato, con poche differenze tra lauree di I e di II livello. La maggior parte di questi contratti ha una durata estremamente ridotta, nel 50% dei casi non più di 7 giorni (su questo dato pesa l’influenza dei contratti di supplenza nelle scuole), mentre nel 23% non più di 3 mesi.

Nell’82% dei casi imprese ed enti pubblici non economici fanno ricorso a contratti atipici e solo il 4,6% dei contratti rientra nella tipologia “standard”. Un’altra dimensione di analisi riguarda le qualifiche professionali ISCO in relazione ai contratti stipulati, e quindi la coerenza del titolo conseguito con il percorso professionale intrapreso; anche in questo caso emerge in generale una forte sottoutilizzazione di alte professionalità in mansioni destinate a medie e basse qualifiche.

Lo studio è stato presentato nel corso del seminario svoltosi nell’ambito di Brain at Work, la manifestazione organizzata ogni anno per facilitare l’incontro tra gli studenti universitari e il mondo delle imprese. E in tale ottica opera Soul, il primo sistema di placement pubblico e gratuito, che oggi si avvale della collaborazione tra otto università del Lazio e l’impegno di istituzioni quali il Ministero del Lavoro, la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma, alcuni enti pubblici e le parti sociali.

Soul ha obiettivo di facilitare l’incontro tra domanda delle imprese e offerta dei neolaureati, attraverso un sistema informatico – jobsoul.it – dove gli studenti possono pubblicare i CV, attivare tirocini formativi o candidarsi per un impiego lavorativo.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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