Istat, come e quando gli italiani vanno in pensione

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L'Istat ha reso noti i dati di uno studio denominato "Conclusione dell'attività lavorativa e transazione verso la pensione" relativo all'anno 2012.

Con un report pubblicato il 17 dicembre sul proprio portale l’Istat ha reso noti i dati di uno studio denominato “Conclusione dell’attività lavorativa e transazione verso la pensione” relativo all’anno 2012.

L’Istituto di Statistica ha studiato una fascia di popolazione compresa fra i 55 e i 69 per vedere come questi individui si sono avviati alla pensione, andando ad individuare quei fenomeni più diffusi prima e dopo la quiescenza.

Dallo studio è emerso in prima istanza che in Italia è davvero poco diffusa la pratica della transazione graduale verso il pensionamento: solo il 3,5% degli occupati tra 55 e 69 anni ha ridotto l’orario di lavoro nella fase lavorativa che precede la quiescenza. Ciò significa che quasi tutti i lavoratori continuano a lavorare a tempo pieno fino al giorno della meritata pensione.

L’intenzione della maggior parte dei lavoratori, perlopiù fra lavoratori dipendenti e le donne, sarebbe quella di smettere di lavorare non appena possibile, quindi appena raggiunta la pensione.

Tuttavia quasi il 7% di coloro che raggiungono la pensione continuano a lavorare e il 60% di questi lo fa sopratutto per problemi economici.

Un dato molto allarmante emerso dallo studio riguarda coloro che in vita loro per varie vicessitudini non hanno mai versato contributi previdenziali! Sono circa 541 mila gli individui tra 50 e 69 anni che si trovano in questa situazione e le incidenze più elevate si registrano per le donne e nelle regioni meridionali.

Infine lo studio riporta che oltre 3/4 degli inattivi pensionati compresi fra i 50-69 anni è andata in pensione prima di aver raggiunto i requisiti necessari dettati dalla vigente normativa per la pensione di vecchiaia. Il motivo prevalente del ritiro è il raggiungimento dei requisiti minimi (43,6%).

La durata media delle carriere lavorative dei ritirati dal lavoro di 50-69 anni è di 36,2 anni, in lieve aumento rispetto al 2006 (era di 35,1 anni). Per quanto riguarda infine le carriere contributive, rispetto al 2006 il numero medio di anni di contributi versati sale da 34,0 a 35,4 anni.

Fonte: ISTAT

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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