Min. Lavoro: Indicatori economici e sul mercato del lavoro

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Nota Flash del Ministero del Lavoro, relativa ai principali indicatori congiunturali sul mercato del lavoro ed economici nazionali ed internazionali

Con una nota Flash del 3 agosto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha analizzato i principali indicatori congiunturali sul mercato del lavoro ed economici nazionali ed internazionali.

Lo studio in particolare analizza l’evoluzione dell’occupazione, della disoccupazione e dell’offerta di lavoro relativa al primo trimestre 2015, così come risulta dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro, realizzata dall’ISTAT.

Relativamente allo stesso periodo sono stati pubblicati, inoltre, i dati relativi ad altri importanti indicatori del mercato del lavoro: ore lavorate, ore di Cig, incidenza straordinario, retribuzioni contrattuali e effettive, costo del lavoro, ma anche previsioni sul mercato del lavoro, il clima di fiducia delle imprese manifatturiere e delle famiglie.

Infine nell’analisi viene riportata la dinamica dell’economia mondiale, dei principali paesi e aree tramite il confronto dei principali indicatori macroeconomici quali il PIL, la produzione industriale, i prezzi, ed elaborati confronti internazionali sull’andamento del mercato del lavoro e sulle principali tendenze occupazionali.

Nel primo trimestre 2015 prosegue la moderata crescita dell’economia mondiale

Nel primo trimestre 2015 prosegue la dinamica di crescita dell’attività economica mondiale che rallenta, però, rispetto al trimestre precedente, sia nei paesi emergenti (Russia, Brasile, Cina) che, in parte, nei paesi avanzati (Stati Uniti e Regno Unito) mentre in Europa si va lentamente consolidando la ripresa, seppure gravata dall’incognita relativa agli sviluppi della crisi greca. Il commercio mondiale ha mostrato un rallentamento (-6% in ragione d’anno) legato alla contrazione degli scambi , più marcata nelle economie emergenti mentre l’inflazione al consumo è rimasta contenuta, in linea con l’andamento dei prezzi delle materie prime e con il prezzo dei corsi petroliferi che si è mantenuto moderato per il persistere di un eccesso di offerta.

La crescita rallenta nei paesi emergenti e negli Stati Uniti mentre in Europa si consolida su livelli contenuti

Negli Stati Uniti la decelerazione del prodotto (-0,2% congiunturale da 0,5% del quarto trimestre) è stata causata della frenata degli investimenti e delle esportazioni, ma i fondamentali economici si sono mantenuti nel complesso sostanzialmente solidi mentre nei paesi emergenti i segnali di rallentamento sono più persistenti e meno legati a fattori temporanei: in Cina il PIL ha registrato il valore più basso degli ultimi sei anni (7% nel primo e secondo trimestre) legato anche a problemi di instabilità finanziaria che hanno richiesto l’adozione di misure di stimolo.

Nell’area euro nel primo trimestre del 2015 il PIL è aumentato allo stesso ritmo dell’ultimo trimestre dello scorso anno (0,4 % rispetto al periodo precedente), sostenuto dai consumi delle famiglie e dalle imprese. In Francia l’attività economica è tornata a crescere (0,6% congiunturale), sospinta dal rafforzarsi della spesa delle famiglie e dall’attenuazione del calo degli investimenti, così come in Italia, mentre ha rallentato in Germania (0,3 % da 0,7% del quarto trimestre 2014), dove l’aumento delle importazioni è stato più elevato di quello delle esportazioni. Al di fuori dell’area, anche il Regno Unito rallenta (il Pil passa da 0,6% a 0,3%).

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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