Quando il titolo di studio non basta per lavorare

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La Unioncamere ha pubblicato un’indagine fatta nel mondo imprenditoriale italiano nell’ambito del “Sistema informativo Excelsior” di Unioncamere e Ministero del Lavoro, dalla quale emerge chiaramente che il titolo di studio, seppur utile, non è da solo sufficiente per entrare nel mondo lavorativo.

Il 4 dicembre scorso, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2009-2010 di “Universitas Mercatorum”, la Unioncamere ha pubblicato un’indagine fatta nel mondo imprenditoriale italiano nell’ambito del “Sistema informativo Excelsior” di Unioncamere e Ministero del Lavoro, dalla quale emerge chiaramente che il titolo di studio, seppur utile, non è da solo sufficiente per entrare nel mondo lavorativo.

Le aziende interpellate infatti, ritengono necessaria una formazione aggiuntiva per la quasi totalità dei neo assunti. Tale esigenza è avvertita maggiormente per l’introduzione al lavoro dei laureati l’82%, mentre la necessità di formazione “post entry” scende al 75,7% nel caso di diplomati.

A questa esigenza, le aziende faranno fronte ricorrendo, per il 22,9% dei laureati ed il 10% dei diplomati, a corsi esterni, mentre, nel 43,3% dei laureati e 25,7% dei diplomati, a corsi interni o periodi di affiancamento on the job.

Ma c’è di più, per particolari figure lavorative, il ricorso ad una formazione aggiuntiva al titolo di studio diventa quasi elemento imprescindibile: “tra i laureati, la necessità di ulteriore formazione risulta massima nel caso delle 400 assunzioni previste nel 2009 di Statistici (94%), per il 92% dei 2.140 laureati in ingegneria civile e ambientale e per l’89% del 4.940 ingegneri industriali. Tra i diplomati, il perfezionamento post entry supera l’87% degli indirizzi agrario-alimentare, termoidraulico e chimico”.

I dati forniti dalla Unioncamere non sono nient’altro che lo specchio del livello di formazione offerto dai nostri atenei e dalle nostre scuole. La formazione è importantissima per chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro, soprattutto in un mercato fortemente votato alla selezione. Proprio per questo sarebbe il caso che le nostre scuole iniziassero ad affiancare ad ore e ore di teoria e di studio sui libri, ore ed ore di tirocini pratici presso aziende; solo così potranno formarsi persone altamente qualificate che, terminati gli studi siano immediatamente pronti ad aggredire il mercato del lavoro.

Fonte: www.unioncamere.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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