Il Rapporto UE sulla corruzione in Italia

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Rapporto della Commissione Europea sulla corruzione. Più che paese “di poeti, artisti, eroi, santi e pensatori”, l’Italia sembra il regno della corruzione

Non è per niente clemente con l’Italia il primo rapporto della Commissione Europea sulla corruzione. Più che paese “di poeti, artisti, eroi, santi e pensatori”, l’Italia sembra il regno della corruzione, dove ci sono troppe leggi ad personam, nessuna legge sui conflitti d’interesse e, dove l’attuale legge sulla corruzione “lascia irrisolti diversi problemi”.. Insomma una vera tragedia.

Iniziamo dai crudeli numeri: secondo lo speciale Eurobarometro del 2013 sulla corruzione, il 97% dei rispondenti italiani (la seconda percentuale dell’Unione in ordine di grandezza) ritiene che la corruzione sia un fenomeno dilagante in Italia (contro una media UE del 76%) e il 42% afferma di subire personalmente la corruzione nel quotidiano (contro una media UE del 26%).

Per l’88% dei rispondenti italiani corruzione e raccomandazioni sono spesso il modo più semplice per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media UE del 73%). La sfiducia nelle istituzioni pubbliche è presso che totale. Le figure pubbliche che godono di maggior sfiducia sono, manco a dirlo, i partiti politici, i vari politici di ogni livello, e i funzionari responsabili dell’aggiudicazione degli appalti pubblici e del rilascio delle licenze edilizie.

Per il 92%delle imprese partecipanti al sondaggio di Eurobarometro 2013 sulla corruzione nel mondo imprenditoriale, i favoritismi e la corruzione, impediscono la concorrenza commerciale in Italia.

Il report riporta quanto descritto dalla Corte dei Conti, secondo la quale, “i costi diretti totali della corruzione sono pari a 60 miliardi di euro l’anno (circa il 4% del PIL). La corruzione incide negativamente su un’economia nazionale già colpita dalle conseguenze della crisi economica. Il rapporto 2012 della CIVIT, commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella P.A.(commissione ad-hoc) punta il dito sull’esistenza di costi economici indiretti (derivanti per esempio dai ritardi amministrativi, dal cattivo funzionamento dei pubblici uffici, dall’inefficienza o addirittura dall’inutilità delle opere e dei servizi pubblici, dalla perdita di competitività, dal calo degli investimenti ecc.), che vanno ad aggiungersi ai costi diretti della corruzione stimati dalla Corte dei conti.

Per le grandi opere pubbliche i costi indiretti sono stimati attorno al 40% dei costi dell’appalto. Secondo alcuni studi sullo sviluppo dell’economia sommersa, la percentuale in Italia raggiungeva il 21,5% del PIL nel 2012.

Veniamo poi alla parte normativa. Anche qui, l’Italia non brilla per quanto riguarda i risultati: secondo il rapporto, l’attuale legge anticorruzione (adottata solo 2 anni fa), lascia irrisolti una serie di problemi: non modifica la disciplina della prescrizione, la normativa penale sul falso in bilancio e sull’autoriciclaggio e non introduce fattispecie di reato per il voto di scambio. Inoltre, la normativa in questione non regolamenta il lobbismo.

Inoltre, l’Italia non ha ancora recepito la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato. La legge anticorruzione n. 190/2012 “da una nuova definizione di corruzione tra privati e prevedendo nuove sanzioni” ma, secondo il report, “non affronta tutte le carenze connesse alla portata del reato di corruzione nel settore privato e al regime sanzionatorio”.

Il report dell’UE analizza inoltre, alcuni aspetti significativi della corruzione quali i legami con la criminalità organizzata, il finanziamento dei partiti, la disciplina (ancora carente) dei termini di prescrizione e, infine il grande tema del conflitto di interessi.

Per ciascuno di questi temi, raffronta quanto fatto dal nostro legislatori e quanto ancora c’è da fare o, da iniziare a fare! Di seguito il report integrale; se vi va, leggetelo sono poche pagine di forte illuminazione!

  Rapporto UE corruzione (536,5 KiB, 287 download)
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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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