Un milione di licenziamenti, il 2012 anno nero per il lavoro

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Il Ministero del lavoro ha pubblicato i dati sulle comunicazioni obbligatorie nel 2012. In un anno oltre un milione di licenziamenti

Il Ministero del lavoro ha pubblicato i dati sulle comunicazioni obbligatorie nel IV trimestre 2012. In un anno sono state licenziate oltre un milione di persone. Per la precisione i licenziamenti sono stati 1.027.462. I dati del rapporto riguardano i movimenti di rapporti di lavoro in Italia nel periodo ottobre-dicembre 2012, dai quali si evince che le assunzione sono state circa due milioni e trecentomila, con un calo del 5,8% rispetto al medesimo trimestre del 2011, mentre i rapporti di lavoro cessati sono stati poco più di tre milioni, con una leggera diminuzione (-0,2%) rispetto al quarto trimestre 2011. Inoltre le cessazioni sono diminuite nell’Industria (-6,3%) mentre sono aumentate nell’Agricoltura (+1%) e nei Servizi (+1%).

Rispetto al IV trimestre 2011, i rapporti di lavoro conclusi sono stati 6.494 in meno (pari a -0,2%), di questi 3.436 hanno riguardato donne. Il numero complessivo di rapporti di lavoro cessati cresce nell’Agricoltura (+1%) e nei Servizi (+1%) e diminuisce nell’Industria (-6,3%). Nel periodo in osservazione, si registra l’incremento dei licenziamenti (+15,1% pari a 43.256 unità) e la diminuzione delle dimissioni (-17,6% pari a 74.065 unità).

Rapporti di lavoro attivati

Nel quarto trimestre del 2012 il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie registra 2.269.764 assunzioni di lavoratori dipendenti e collaboratori, 139.788 in meno rispetto al quarto trimestre del 2011 (- 5,8%). Le regioni del Nord e del Mezzogiorno mostrano i volumi maggiori con 886.614 e 800.433 nuovi contratti rispettivamente a fronte dei 582.036 del Centro.

Rispetto al quarto trimestre del 2011, il numero di assunzioni diminuisce su tutto il territorio nazionale, in particolare il Nord ed il Mezzogiorno perdono rispettivamente l’8,7 e il 4,2 per cento.

1.184.161 contratti di lavoro avviati hanno riguardato le donne, con una riduzione, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente,di 6,1 punti percentuali (76.428 contratti attivati in meno), la flessione appare piuttosto significativa nelle regioni del Nord (- 7,8 per cento). Da rilevare, inoltre, il significativo differenziale di genere nelle regioni del Centro dove la diminuzione colpisce per oltre due terzi le donne.

Rispetto alla tipologia contrattuale il 63,6% delle assunzioni effettuate nel quarto trimestre 2012 è stato formalizzato con contratti a tempo determinato (1.513.150 unità), il 19,6% con contratti a tempo indeterminato (397.059 unità) e l’8,8% con contratti di collaborazione (166.384 unità). I rapporti di apprendistato sono 58.117, pari all’1,5% del totale.

Rapporti di lavoro cessati

Nel quarto trimestre 2012 sono state registrate 3.205.753 cessazioni di rapporti di lavoro, di cui 1.534.795 hanno -riguardato donne e 1.670.958 hanno riguardato uomini.

La quota di cessazioni nei Servizi è pari a 2.025.066 unità, poco meno di 275 mila nell’Industria e circa 700 mila in Agricoltura. Rispetto allo stesso trimestre del 2011, si osserva un incremento solo nei settori agricolo e nel terziario (in entrambi i casi +1%), nonché una decisa contrazione nell’Industria (-6,3%), in particolare nelle Costruzioni (-10,2%).

I contratti conclusi sono in prevalenza quelli a tempo determinato (63,6% del totale, pari a 2.025.066 unità), cui seguono le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato (19,6% del totale pari a 628.426 unità).

Con riferimento alla durata, 936.253 contratti di lavoro terminati nel corso del quarto trimestre del 2012 hanno avuto una durata inferiore al mese (il 29,2% del totale osservato) e 624.489 oltre l’anno.

Tra i rapporti di lavoro cessati di brevissima durata si evidenziano 528.663 rapporti di lavoro con durata compresa tra 1 e 3 giorni (di cui 389.019 rapporti di lavoro di un giorno, pari al 12,1% del volume complessivamente registrato). Rispetto allo stesso periodo del 2011, si osserva una
contrazione del numero di contratti cessati con durata 2-3 mesi (-9,9%), con durata 4-12 mesi (-4,8%) e 4-30 giorni (-3,9%), nonché notevoli incrementi per la classe oltre 1 anno (+16,9%), 1 giorno (+6,5%) e 2-3 giorni (+6,2%).

Di seguito l’intero rapporto

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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