Professione Blogger: intervista a Daniele Ghidoli di BigThink.it

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Intervista a Daniele Ghinoli, ideatore e curatore del blog www.bigthink.it tutto dedicato a problemi e soluzioni informatiche.

Mentre tutti parlano del posto fisso, noi torniamo a parlare del quaternario o quarto settore, ovvero delle nuove professioni che nascono, un pò per passione un pò per necessità, in tempi di crisi. Lo facciamo con una intervista al nostro amico Daniele Ghidoli, che ringraziamo ancora per la gentile collaborazione, il quale, oltre a essere un brillante studente di informatica, è ideatore e curatore del blog www.bigthink.it tutto dedicato a problemi e soluzioni informatiche.

Il rapporto 2009 di Technorati «State of the Blogosphere», studio che ogni anno monitora l’evoluzione della blogosfera, ha rilevato una crescita di persone che lavorano con il proprio blog. Ne è venuto fuori che su un campione di 3000 blogger, il 28%, ha trasformato l’hobby del blog in una vera attività professionale con  guadagni importanti.

Vi lascio all’intervista con Daniele che, sono sicura, riterrete molto esplicativa:

1. Oltre che per la tua passione e predisposizione all’informatica, perché hai aperto un blog?

Ho aperto un blog perché mi piace molto scrivere e condividere le soluzioni ai problemi in cui mi imbatto ogni giorno. Serve a me, per avere sempre sotto mano le risorse di cui ho bisogno, e ai miei lettori, che trovano come risolvere i problemi in comune.

Inoltre, scrivere apre la mente: mettere nero su bianco i miei pensieri, piuttosto che formalizzare le operazioni per raggiungere un determinato scopo, mi aiuta a comprendere meglio l’argomento in questione, ad approfondirlo e a rifletterci ulteriormente.

2. Quali consigli daresti a chi ha in mente di aprire il proprio blog… oltre a leggere BigThink 😉

Consiglio di aprire un blog sulle tematiche in cui si è particolarmente ferrati e di scrivere, scrivere e scrivere!
Poi dipende: se lo scopo è il semplice piacere di scrivere, è un conto. Se invece si vuole anche guadagnare, è un altro. In quel caso bisogna essere originali e trattare argomenti di cui nessun altro parla. O trattarli in modo migliore ed unico.

3. Pensi mai che il blog possa trasformarsi in un lavoro a tempo pieno?

Ammetto che ci ho pensato spesso, ma ora come ora non guadagno ancora abbastanza con BigThink per potermelo permettere. E poi, penso sarebbe fin troppo noioso: scrivere post dalla mattina alla sera, chiuso in una stanza per tutto il giorno. Fa troppo nerd. Preferisco lavorare in un’azienda, conoscere gente, fare lavori stimolanti… e poi, alla sera, gestire il mio blog come seconda rendita.

4. Tra gli argomenti del tuo BigThink, dai anche suggerimenti sul guadagno online; è veramente possibile guadagnare uno “stipendio” con gli introiti pubblicitari?

Diciamo un piccolo stipendio. Molto piccolo. A meno che non si abbiano migliaia e migliaia di visite al giorno, è difficile guadagnare cifre considerevoli. Ma anche in quel caso, visto che i programmi di affiliazione portano poco, Google AdSense sarebbe la fonte primaria di guadagno. E se quella fonte venisse meno di colpo? E se Google decidesse di cancellare l’account? Le entrate si fermerebbero di punto in bianco.

Fare il blogger di professione, il Pro Blogger, è fin troppo rischioso. Un giorno sei sulla cresta dell’onda e il giorno dopo potresti essere in mezzo alla strada.

5. La pubblicità e le affiliazioni, sono l’unico metodo per guadagnare online o reputi che valga di più la specializzazione?

Il modo migliore per guadagnare grazie al proprio blog è quello di sfruttare la popolarità e l’autorevolezza che questo ti porta. Io stesso ricevo ogni settimana numerose proposte di lavoro in merito a WordPress o Facebook: trovano una mia guida, mi reputano esperto e mi contattano per commissionarmi qualche progetto o propormi una collaborazione.

La stessa autorevolezza può essere sfruttata per vendere i propri prodotti ai lettori, che ormai si fidano ciecamente del blogger e sono anche disposti a spendere, pur di avere nuovo materiale sfornato dal loro blogger preferito. La vendita di ebook e videocorsi, ad esempio, può essere molto remunerativa.

6. Inseriresti la tua esperienza di blogger nel tuo curriculum vitae? Se si, pensi che ad una eventuale selezione, sarebbe considerata al pari di un’esperienza di lavoro, o più semplicemente un hobby?

Assolutamente sì. Il mio blog è una testimonianza attiva delle mie capacità e conoscenze. Un eventuale datore di lavoro che lo visionasse potrebbe dedurne:

  • Il mio stile di scrittura.
  • Le mie conoscenze tecniche (WordPress, applicazioni Facebook, linguaggi di programmazione…).
  • Le mie conoscenze SEO (il sito è ben posizionato su Google).
  • Le mie conoscenze di Web Marketing e promozione.
  • La mia creatività.

La mia esperienza di blogger credo quindi possa essere considerata al pari di un’esperienza lavorativa.

7. Sempre riguardo ai guadagni, Beppe Grillo afferma che negli Stati Uniti un blogger può vivere dignitosamente con 100.000 accessi unici mensili; secondo la tua esperienza, quale sarebbe la soglia critica in Italia?

Mi piacerebbe essere in America allora, perché con BigThink raggiungo e supero tranquillamente i 100.000 accessi unici al mese. Eppure non sono certo ricco ^^

Accetto smentite, ma secondo me, quale che sia il modello di business di un blog (AdSense, affiliazioni, vendita di spazi pubblicitari…), dovrebbe avere almeno 10.000 visitatori unici al giorno per poter campare.

Pensiamo a Robin Good, il primo italiano che è riuscito a vivere di solo AdSense. Le sue entrate superano i 20.000$ al mese ed il suo sito raggiunge i 600.000 visitatori unici al mese!

Nella speranza di diventare un po’ tutti come lui, saluto tutti i lettori e ringrazio Massima e Antonio per lo spazio concessomi.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Beh, complimenti a Daniele. Riguardo all’ultima risposta, credo che la statistica sia vera, dando uno sguardo (in proporzione) agli accessi del mio blog. Io non ci campo col blog (anche perché è sempre rivolto al pubblico italiano) ma i ricavi non sono poi così terribili. Sono convinto che se scrivessi in Inglese, duplicherei introiti e visitatori…

  • Ciao Camu, con questa intervista ha dimostrato tutta la sua competenza in materia, se ancora ce ne fosse bisogno. Sono d’accordo con te sul fatto di poter scrivere in inglese, ma ad esempio nel caso di Lavoro e Diritti, non so se funzionerebbe, in quanto è rivolto ad un pubblico italiano, o almeno proveniente dall’Italia. Per l’informatica invece penso proprio che scrivendo in inglese il pubblico decuplicare, più che raddoppiare!!

  • Quanto hai ragione, Camu! Se avessi la voglia di mettermi a fare una versione inglese di BigThink, allora sì che si inizierebbe a guadagnare seriamente…

    Chissà che in futuro non metterò su uno staff apposito ^^

  • @Antonio, in effetti molto dipende dal target del sito…
    @Ghido, l’unione fa la forza 🙂

  • Ragazzi se avete qualcosa in mente noi siamo disponibili 😉

  • raffaele

    mi affascina molto il mondo blogger, però la cosa che non so e come eventualmente iniziare… consigli?

    • Ciao Raffaele, visto che già sei nel mondo di internet, non avrai problemi ad avviare un blog. Iniziare non è difficile, la parte dura è essere costanti. Io seguo spesso blogger esperti e prendo spunto da loro, in particolare posso suggerirti un'ottima guida scritta da Francesco Gavello, la trovi qui: http://francescogavello.it