Gli immigrati salveranno Rosarno

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Sono seguiti giorni di vera e propria guerriglia urbana tra i lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e, accampati in condizioni a dir poco disumane e gli abitanti di Rosarno.

Tutto è iniziato lo scorso 7 gennaio, quando gli immigrati presenti a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, sono scesi in piazza a seguito del ferimento di due connazionali in un agguato a cui, nei giorni successivi si è aggiunta l’ira funesta dei cittadini calabresi.

Sono seguiti giorni di vera e propria guerriglia urbana tra i lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e, accampati in condizioni a dir poco disumane (diciamolo chiaramente: immigrati che entravano a pieno titolo nell’odioso e ignobile fenomeno del caporalato) e gli abitanti di Rosarno.

Il bilancio è stato gravissimo: 37 feriti di cui 19 extracomunitari e 18 uomini delle forze dell’ordine. Tra i feriti più gravi c’è un extracomunitario malmenato a colpi di spranga e sottoposto a intervento chirurgico in neurochirurgia a Reggio Calabria. Grave anche un altro extracomunitario ferito a colpi di spranghe.

Scene da mondo primitivo: gente presa a sprangate e a sassate, italiani che investono immigrati come in un gioco che potremmo definire (e scusate se uso parole forti) “abbatti l’immigrato”, auto bruciate, negozi devastati, rabbia e odio in tutte le strade di Rosarno.

Ma questa non è la prima volta: ricorderete la strage di Castelvolturno in Campania dove un gruppo di fuoco dei casalesi uccise sei africani e a cui seguirono proteste e scontri; o quando il 12 dicembre 2008 due ivoriani impiegati nella raccolta delle arance nei pressi della cartiera di San Fernando, furono feriti,  scatenando la rivolta pacifica di 400 braccianti che scesero in piazza per protestare contro le loro condizioni e contro la violenza inaudita di alcune menti folli.

Da quest’ultimo episodio è nato un libro “Gli africani salveranno Rosarno (e probabilmente anche l’Italia)” scritto dal giornalista e scrittore Antonello Mangano che “analizza l’aspetto socio-economico (lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno e arcaico), quello giuridico (come le leggi razziste producono marginalità fino al lavoro servile), storico (dall’occupazione delle terre fino alle lotte di massa contro la mafia) e geopolitico (le grandi migrazioni dall’Africa all’Europa)” del fenomeno.

Non è tollerabile assistere a questi scenari infernali; siamo in un paese libero e democratico governato dalla ragione, dalla solidarietà e dal rispetto per la dignita umana o, in una giungla abitata da animali privi di razionalità che seguono solo il loro istinto?

Togliamoci le bende dagli occhi, sappiamo bene che alla base di tutto c’è il degrado umano, lo sfruttamento di manodopera clandestina nelle campagne, la prepotenza e l’arroganza di clan mafiosi (siano essi casalesi o appartenenti alle ‘ndrine calabresi) che mortificano il territorio e la coscienza umana.

Manca il coraggio di ribellarsi dei cittadini ormai annientati nella volontà dalla violenza e, manca soprattutto lo Stato. Dov’è lo Stato in queste terre? Perchè fa finta di non vedere che il caporalato c’è e funziona alla grande in certi territori. Perchè continua ad abbassare la testa e a non voler rompere quel regime di “quieto vivere” innescatosi con “l’altro stato”?

Non funziona così: italiani e immigrati hanno la stessa dignità e lo stesso diritto al lavoro (che che ne dica Brunetta); così dovrebbe essere in un paese civile; così dovrebbe essere in un paese libero.

Nelson Mandela diceva: “Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli”.

Scheda Libro

Gli africani salveranno Rosarno

Gli africani salveranno Rosarno

Gli africani salveranno Rosarno
E, probabilmente, anche l`Italia
di Antonello Mangano

Scheda libro qui

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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