La crisi continua a mietere suicidi, Monti: rifletta chi l'ha provocata

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Ancora tre suicidi per la crisi; per Monti, le conseguenze umane della crisi dovrebbero far riflettere chi la crisi l'ha provocata

La crisi economica continua a mietere vittime; due suicidi nel Salernitano e uno a Milano. Due disoccupati e un imprenditore, tutti legati da un comune denominatore: la disperazione per la perdita del posto di lavoro e l’impossibilità economica di andare avanti.

Così, nel Salernitano, un ex custode di 63 anni si è impiccato dopo aver appreso la notizia che avrebbe dovuto lasciare la casa di servizio dove viveva con la sua famiglia, a seguito di licenziamento avvenuto due anni or sono.

Il corpo è stato ritrovato dalla figlia 19enne. Tragiche le ultime parole, affidate ad un bigliettino; di quelle frasi che continueranno a martellare la testa dei famigliari per sempre: “Perdonatemi sono un fallito. Non ce l’ho fatta più per questo motivo ho deciso di sparire per sempre”.

Sempre a Salerno, un operaio edile disoccupato di 62 anni si è sparato al petto. Eloquenti le sue ultime parole: “Senza lavoro non si può vivere”.

A Milano, la crisi ha ucciso l’ennesimo imprenditore, impiccatosi ad un albero perchè oberato dai debiti. Il titolare di una agenzia di formazione, è stato trovato da un passante, nel Parco delle Gronae, nel comune di Cesate. Il suo ultimo messaggio per spiegare l’atroce gesto: “non ho soldi e non posso pagare i miei dipendenti perché non c’è lavoro, il suo ultimo messaggio.

Il Premier Monti, nel suo intervento alla tavola rotonda ”Crescita e Riforme: l’agenda per l’Italia in Europa”, commentando i drammi della crisi ha affermato: “Le conseguenze umane della crisi dovrebbero far riflettere chi ha portato l’economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire”.

Lo stato in cui si trova l’economia italiana è «drammatico», ha aggiunto, ed “è figlio dell’ insufficiente attenzione prestata in passato alle scelte di lungo periodo per le riforme strutturali”.“Non possiamo più solo studiare in vista di misure per la crescita, mi sento davvero di poter esortare la Commissione europea ad avere un ruolo molto attivo di trascinamento su questo in Europa”.

«L’Italia ha un’agenda per la crescita. Fin dal mese di gennaio si è attivata per prendere iniziative poi diffuse ad altri stati membri. La crescita in Europa può derivare solo da politiche dell’offerta e ciò può avvenire «solo con la piena tempestiva realizzazione del mercato unico”.

Io non so, chi abbia provocato la crisi, so che, a dispetto di queste tragedie i nostri politici (o meglio dire la nostra vergogna) continuano a pensare solo ai voti, alle elezioni e ad alleanze per scaldare ancora qualche anno le loro poltrone d’oro. So che i meccanismi Europei per la crescita richiedono tempi lunghi perchè, come diceva mia nonna, “dove ci sono troppi galli non fa mai giorno!”.

So però che non si può aspettare più; è assurdo morire così nel 2012 in un paese, tra l’altro, che dovrebbe essere, per dettato costituzionale “una repubblica, fondata sul lavoro”!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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