Romani ministro dello sviluppo economico: viva la televisione!

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riflessioni del tutto personali sul neo Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani

Qualche giorno fa, dopo oltre 150 giorni di latitanza, l’Italia è tornata ad avere il suo Ministro dello Sviluppo economico. La scelta del premier è caduta su Paolo Romani, illustre amico di Silvio e grande imprenditore… televisivo.

Io non so se Romani sarà un buon ministro o meno e, per indole voglio dargli la possibilità di dimostrarlo anche se, la sua storia professionale e i “primi passi” da Ministro mi fanno dubitare.

Ma chi è Paolo Romani? Il suo passato da imprenditore si può racchiudere in una sola parola: televisione! Uno tra i pionieri della Tv commerciale, nel 1974 apre Tv Libera. Nel 1976 fonda Milano Tv; dall’86 al 1990 è stato amministratore delegato di Telelombardia. E fino al 1995 editore di Lombardia 7.

Ma anche la sua carriera politica si può racchiudere in una parola: “televisione”: componente della Giunta delle elezioni e della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo, componente della IX Commissione permanente Trasporti Poste e Telecomunicazioni e Capogruppo della Commissione Bicamerale per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi; responsabile del Dipartimento Nazionale Informazione Radiotelevisiva Forza Italia, Sottosegretario alle Comunicazioni, per arrivare all’incarico rivestito precedentemente alla nomina a Ministro: Vice Ministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni. (fonte: www.gov.it).

Ora non che questo sia un male ma, se penso che il nostro paese ha una grave anomalia, ossia avere un Premier che è anche proprietario della stragrande maggioranza di mezzi di comunicazione e che, proprio a causa di questo “conflitto di interessi”, l’ Italia è al 40° posto per libertà di stampa dopo paesi come Ecuador, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia, resto alquanto basita!

Uno dei primi incontri (tra gli altri) di Romani da ministro? Con l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge. Ho però un dubbio: Sky rientra tra le innumerevoli imprese italiane che stanno licenziando i propri dipendenti? Credo proprio di no!

Allora perchè fare questo incontro quando ci sono i “cassintegrati dell’isola” che da oltre 180 giorni aspettano risposte per la chimica in Italia, ci sono i lavoratori della Fincantieri sul piede di guerra, Termini Imerese, Telecom, Tirrenia, Agile etc etc, senza poi contare le piccole imprese che ogni giorno chiudono i battenti (basta leggere un pò la Gazzetta ufficiale).

Non so darmi delle risposte e, quelle che mi girano per la testa non lasciano presagire nulla di buono…

Ma in fondo cosa importa se l’Italia cola a picco: W la televisione! che facendoci vedere e sentire solo ciò che vuole lei, ci nutre di ignoranza e ci distacca sempre più dalla realtà!

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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