Quando difendere il proprio posto di lavoro non è più un diritto

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Tutti già sappiamo cosa sia accaduto martedì 10 novembre, all’interno degli stabilimenti di Omega, ex Eutelia a Roma, da diversi giorni occupato dai lavoratori che, oltre a essere senza stipendio da svariato tempo, si sono visti recapitare 1192 lettere di licenziamento.

Tutti già sappiamo cosa sia accaduto martedì 10 novembre, all’interno degli stabilimenti di Omega, ex Eutelia a Roma, da diversi giorni occupato dai lavoratori che, oltre a essere senza stipendio da svariato tempo, si sono visti recapitare 1192 lettere di licenziamento.

In pratica, nella notte di martedi 10 novembre, 15 guardie private (vigilantes) “capitanate” dal Sig. Landi ex amministratore delegato di Eutelia,  hanno fatto irruzione nella fabbrica urlando e intimando minacciosamente ai dipendenti di uscire. Il gruppo di guardie si è spacciato per poliziotti e con manganelli e spranghe di ferro ha cercato di far uscire gli operai dalla fabbrica. I falsi agenti hanno anche cercato di farsi dare i documenti di riconoscimento, ma i lavoratori hanno capito che non si trattava di forze dell’ordine e, hanno poi chiamato i veri agenti.

Al momento dell’accaduto era presente all’interno dello stabilimento anche un giornalista di Raitre che ha ripreso tutto. I suoi video sono ora in mano della Digos.

Come è possibile che in paese che dice essere civile accadano certe cose? L’azione voluta dai titolari dell’azienda, non rientra in quello che dovrebbe essere un dialogo civile e democratico tra due parti (datore e lavoratore) con interessi contrapposti ma, ci rimanda al periodo più cupo della storia d’Italia, quando squadre di fascisti, armate oltre che di fucili, di puro odio e di voglia di “fare male”, girovagavano per le nostre città in quella che era una vera e propria caccia all’uomo diverso o, se vogliamo, all’uomo che non era dalla loro parte.

Lo sciopero e le forme ad esso assimilate sono garantite dalla nostra Carta Costituzionale; anzi, l’art. 40 della Costituzione lo eleva a diritto soggettivo fondamentale ed irrinunciabile del prestatore di lavoro; non dimentichiamo che spesso lo sciopero rappresenta anche l’unico modo efficace per far ascoltare la voce della parte debole di un rapporto di lavoro, il lavoratore.

I lavoratori di Eutelia sono stati sacrificati per pura convenienza economica: Eutelia infatti, ha ceduto il ramo d’azienda che si occupa di information technology (che dava da mangiare a 2000 persone) alla società “Agile”, e questa l’ha venduta a “Omega”. Con questa operazione quindi, Eutelia ha risparmiato parecchi milioni di euro di TFR. Il minimo che i lavoratori potessero fare, per difendere ciò che è un loro sacrosanto diritto, era quello di occupare un’azienda!

Spero vivamente che i responsabili di questo gesto ignobile vengano puniti severamente perchè in un paese veramente civile queste ignobiltà non abbiano più ad accadere e, soprattutto perchè tutti capiscano che no, non ci si può arricchire sulla pelle della povera gente onesta che, in fin dei conti chiede solo di lavorare e di essere trattata con un pò di rispetto e soprattutto di dignità.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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