Riordino della normativa su congedi e permessi: congedo per assistenza disabile grave

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Modifiche alla disciplina in materia di congedo per assistenza di soggetto portatore di handicap grave ex decreto legislativo nr.151/2001

Come già detto, il Governo ha approvato lo schema di decreto legislativo recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi , così come previsto dall’articolo 23 della legge  n.183/2010, collegato lavoro.

Oltre alle modifiche in tema di congedo di maternità e congedo parentale, il decreto legislativo, apporta delle modifiche anche in materia di assistenza di soggetto portatore di handicap grave.

L’art. 4  va a modificare l’articolo 42 del  decreto legislativo  nr.151/2001,  in materia di congedo per assistenza di soggetto portatore di handicap grave):

Il comma 2 dell’art 42 è sostituito: Il diritto a fruire dei permessi è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino con handicap in situazione di gravità, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese.

Anche il comma 5 è stato sostituito dai commi 5 a 5 –quinquies:

Comma 5

“Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata  ha diritto a fruire del congedo entro sessanta giorni dalla richiesta.

In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi;

In caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno de i figli conviventi;

In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi” .

Comma 5-bis

“Il congedo non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa .

Il congedo è accordato a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del soggetto che presta assistenza .

Il congedo ed i permessi di cui art. 33, comma 3, della 1 . n. 104 del 1992 non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona.

Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, i diritti sono riconosciuti ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, ma negli stessi giorni l’altro genitore non può fruire dei benefici di cui all’articolo 33, commi 2 e 3 della legge 5 febbraio 1992, n . 104 e 33, comma 1, del presente decreto” .

Comma 5-ter

Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento , e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa ; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43 .579,06 annui per il congedo di durata annuale .

Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità . I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente.

Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l’assicurazione per le prestazioni di maternità, l’indennità di cui al presente comma è corrisposta con le modalità di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663.

Comma 5-quater

I soggetti che usufruiscono dei congedi di cui al comma 5 per un periodo continuativo non superiore a sei mesi hanno diritto ad usufruire di permessi non retribuiti in misura  pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo
lavorativo, senza riconoscimento del diritto a contribuzione figurativa.

Comma 5- quinquies

Il periodo di congedo non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto. Per quanto non espressamente previsto dai commi 5, 5-bis, 5-ter  e 5  quater  si applicano le disposizioni dell’articolo 4, comma 2,  della legge 8 marzo 2000, n. 53.”.

Con circolare nr. 1/2012, il Dipartimento della Funzione Pubblica,  fornisce alcune precisazioni in materia, a seguito della riforma

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti

  • Adriana

    Buongiorno, desideravo sapere come devo fare,quale prassi burocratica (quali documentiecc…)devo seguire per usufruire dell'aspettativa per genitore in situazione di handicap, sono una precaria della scuola primaria e se fosse possibile avere il testo integrale della legge 104.Grazie