Save the children: in Italia almeno 50mila bambini sfruttati

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Save the children, ha pubblicato il dossier “ Le nuove schiavitù": tra il 2000 e il 2008 oltre 50.000 minori, vittime di tratta e sfruttamento, hanno ricevuto assistenza e aiuto, e quasi un migliaio sono finiti sotto programmi di protezione.

Save the children, in occasione della Giornata Internazionale in Ricordo della Schiavitù e della sua Abolizione, che l’Unesco celebra ogni anno il 23 agosto, ha pubblicato il dossier “ Le nuove schiavitù”.

La situazione fotografata per l’Italia è davvero molto triste:

  • 14.689 le vittime di tratta inserite nei progetti art. 18 fra il 2000 e il 2008;
  • 986 i minori di 18 anni vittime di tratta fra il 2000 e il 2008;
  • 163 le vittime per sfruttamento lavorativo dal 2007 al 2008;
  • 5.075 gli indagati fra il 2004 e il 2009 per art. 600 c.p. (riduzione o mantenimento in schiavitù) e art. 601 c.p. (tratta di persone);
  • 227 i minori vittime di tratta o riduzione e mantenimento in schiavitù fra il 2004 e il 2009.

Si tratta di diverse centinaia di ragazzi e ragazze migranti fra i 12 e i 17 anni spinti a prostituirsi, a lavorare in nero nel settore orto-frutticolo o della ristorazione, a spacciare, a chiedere l’elemosina, a compiere attività illegali”.

Nigeria, Romania, Moldavia, Albania, Ucraina le nazionalita’ prevalenti delle vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale.

“Il coinvolgimento in attività illegali riguarda prevalentemente bambini e adolescenti di ambo i sessi per lo più rumeni ma anche di origine nord-africana, molti dei quali di non più di 14 anni e quindi non perseguibili penalmente.

Arrivati da soli in Italia o reclutati nei paesi di origine, vengono costretti  a compiere furti e scippi. Il fenomeno dello sfruttamento di minori  senegalesi nello spaccio di stupefacenti si sta radicando nel nord Italia”.

I minori più a rischio sfruttamento son gli egiziani, gli afghani e i bengalesi

Gli egiziani, sono un gruppo particolarmente esposto al rischio di  sfruttamento perché la necessità di ripagare il debito per il loro viaggio in  Italia, spesso contratto dai genitori, li spinge a lavorare in qualsiasi condizione e a fare lavori potenzialmente molto rischiosi.

Per arrivare in Italia, le loro famiglie pagano mediamente agli smugglers  (trafficanti) una cifra che va dai 4.700 ai 5.500 € e che garantisce solo  l’arrivo nel nostro paese via Sicilia, mentre sembra che gli spostamenti interni, le offerte di lavoro e l’ospitalità, non siano condizioni incluse nel “contratto”.

Per i minori bengalesi emergono, se non fenomeni di palese sfruttamento, situazioni che li espongono a un forte rischio a causa dell’isolamento iniziale dei ragazzi che, essendo molto legati alla loro comunità, trascorrono la maggior parte del tempo solo con loro connazionali.

Vengono sempre ospitati in abitazioni affollate di connazionali, pagando 250€ al mese per il posto letto. È possibile che i minori coprano il costo dell’ospitalità lavorando come venditori ambulanti di collanine, giocattoli, ombrelli ecc.”

Per i minori afghani, il nostro paese e’ piu’ di transito verso il Nord Europa che di destinazione: si stima che per arrivare illegalmente in Norvegia dall’Italia il costo sia di 2.500 euro.  I problemi cominciano quando le famiglie non hanno più i soldi e il ragazzo è a metà del viaggio. Si ritrova così alla mercé del trafficante che oltre ad avere il controllo sui suoi movimenti, può costringerlo a lavorare per saldare il debito contratto e non saldato dai genitori”.

Chi vuole approfondire il tema, segua il link

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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