Siamo tutti stressati: in Europa soffrono di questo disturbo 40 milioni di persone

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In un recente studio del European Heart Journal, presentato dall’Ispels è stato stimato che circa 40 milioni, il 22% di europei, soffrono di stress da lavoro.

In un recente studio del European Heart Journal, presentato dall’Ispels nella nona Conferenza Europea dell’Accademia della Psicologia del Lavoro, in corso in questi giorni, è stato stimato che circa quaranta milioni di europei soffrono di stress da lavoro. Una patologia che colpisce, in termini percentuali, il 22% della popolazione attiva nell’Unione Europea che ha delle ripercussioni non solo sulla salute dei lavoratori, ma anche sull’economia.

Lo stress rappresenta la “pressione” di eventi psicologici che causano, nell’organismo, una reazione generale di adattamento agli stessi. L’adattamento può prendere varie forme, più funzionali o più disfunzionali, e si articola a vari livelli: cognitivi, emotivi, comportamentali, psicofisiologici. Attualmente, in psicologia clinica, si utilizza il termine generico stress per significare la dinamica di pressione ambientale/adattamento dell’organismo, specificando poi in distress lo stress “negativo” e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed in eustress lo stress “positivo”, che deriva dall’attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto.

A causa della patologia, si perdono circa il 50-60% delle giornate lavorative con un costo pari a quasi 20 milioni di euro l’anno. Lo studio evidenzia che, solo il trattamento sanitario del disturbo depressivo collegato allo stress incide direttamente sull’economia europea con un dispendio pari a 44 miliardi di euro e indirettamente, in termini di calo di produttività, con una perdita pari a 77 miliardi di euro.

“I grandi cambiamenti nel mondo del lavoro, a partire dell’introduzione di nuove tecnologie fino alla diffusione di nuove forme contrattuali flessibili, oltre a portare un profondo mutamento dell’organizzazione del lavoro, hanno introdotto anche nuovi rischi lavorativi. Le cause di insorgenza di stress sono da attribuire ad uno squilibrio cognitivamente percepito tra gli impegni che l’ambiente fisico e sociale impone di fronteggiare e la propria capacità (percepita) di affrontarli; quando si sperimenta una condizione di questo tipo nella realtà lavorativa si parla di stress- lavoro correlato.

La ricerca nel settore ha mostrato che le cause dello stress lavoro-correlato sono molteplici, ma riconducibili principalmente alla tipologia di professione, all’organizzazione del lavoro ed al modo in cui sono gestite le risorse umane nel contesto lavorativo.

Il Direttore del dipartimento di Medicina del Lavoro Ispesl, Sergio Iavicoli, spiega che in Italia, “sono soggette a stress da lavoro categorie tradizionali come le professioni sanitarie, gli insegnanti, e le forze dell’ordine, anche se di fronte alla frammentazione del mondo del lavoro rimangono coinvolti anche molti lavoratori precari e flessibili e gli over 45”. “Il rischio maggiore, per questi soggetti oltre a una serie di disturbi di carattere psicosociale che spesso portano a un utilizzo crescente di psicofarmaci, è rappresentato da quelle malattie che poi correlate passano alla fase della somatizzazione, come ad esempio i disturbi gastrointestinali o cardiovascolari”.

Pertanto, anche se molto difficile, cerchiamo di prendere la vita con filosofia e, magari, cerchiamo di farci scivolare un pò di più i problemi; ne va della nostra salute!

Fonte: www.inail.it www.wikipedia.it www.ispels.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Lo stress da lavoro e ' una problematica annosa che solo adesso si incomincia a considerare e trattare come si dovrebbe.
    Della serie " Si lavora per vivere o si vive per lavorare " ?….
    Comunque voglio approfittare a ricambiare i complimenti per il vostro blog , ottimo contributo alla verita' e alla conoscenza….passione che ci unisce entrambi.
    Ciao e buon lavoro…