Fiat Termoli: per gli iscritti alla Fiom, 250 euro in meno in busta paga

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Clamorosa azione dei vertici Fiat Powertrain di Termoli, 250 euro in meno in busta paga agli iscritti Fiom

Continua il duro braccio di ferro tra le dirigenze Fiat e il sindacato Fiom. Questa volta non si parla di libertà sindacali negate ma, di diritto alla retribuzione o meglio, di parità di trattamento e non discriminazione tra i lavoratori.

Cosa che la Fiat Powertrain di Termoli, starebbe invece facendo, manco a dirlo, nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom con una decurtazione dallo stipendio di 250 euro mensili.

Ciò sarebbe la conseguenza, secondo la Fiat della “puntualmente esecuzione di  quanto disposto dal Tribunale di Larino ad aprile”. Ricorderete tutti, infatti, la sentenza del Giudice del lavoro di Larino che, condannava la Fiat di Termoli per condotta antisindacale nei confronti della Fiom che ai  lavoratori iscritti alla Fiom doveva  essere applicato il contratto collettivo metalmeccanico del 2008 e non il contratto separato del 2011”.

Leggi anche: Fiat Termoli: ancora una condanna per condotta antisindacale verso la Fiom

Secondo la Fiom Molise, si tratterebbe invece, di pura e semplice ripicca o meglio, di un “ricatto economico”. Si legge infatti nel comunicato: “Nella settimana scorsa, a ridosso dell’ accredito della busta paga, ai lavoratori Fiat iscritti alla Fiom Cgil è stata recapitata una raccomandata da parte della Direzione Aziendale a firma del Sign. Viggiano Antonio, con la quale si comunicava, a seguito del decreto del Tribunale di Larino del 23 aprile 2012, il mancato pagamento di alcune voci retributive che si aggirano intorno ai 250€ mensili, relative alle varie integrazioni salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello.

A nostro avviso il comportamento dell’Azienda rispetto a quanto accaduto è frutto di una interpretazione unilaterale, strumentale e pretestuosa del decreto.
Siamo di fronte ad un attacco senza precedenti ai diritti e alla libertà dei lavoratori. E’ evidente che è stato messo in atto, nei confronti di quei lavoratori che con dignità e coraggio hanno scelto di rimanere iscritti alla Fiom, il ricatto economico.

E’ vergognoso che nel tentativo di cancellare il sindacato che dissente, non si siano fatti scrupolo di sottrarre parte del salario indispensabile al sostentamento dei Lavoratori e delle loro famiglie in un momento di crisi economica così grave.
Riteniamo che tutto ciò non debba avvenire in uno Stato di diritto e democratico, fondato sulla Costituzione nata dalla Resistenza al Fascismo. Per questo motivo la Fiom e i suoi iscritti rivendicano l’intervento delle istituzione e della classe politica contro l’ennesimo atto intimidatorio e discriminatorio messo in atto dalla Fiat.

La Fiom ha già predisposto le azioni legali per contrastare il provvedimento ignobile della Direzione Fiat come descritto nella nota allegata in seguito ed inviata a Fiat. Ha convocato un’ assemblea di tutti gli iscritti per Sabato 9 giugno ’12 con la presenza dei legali e della Fiom nazionale e si riserva tutte le azioni a livello nazionale e territoriale che riterrà opportune.

La parola ora tornerà ai giudici. Una cosa però è certa; questo comportamento  aziendale non può passare inosservato perchè è altamente lesivo della dignità dei lavoratori. Va contro ogni principio enunciato nel nostro ordinamento e come tale dovrebbe essere duramente punito.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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