Thyssen: l'accusa chiede 16 anni di carcere per l'amministratore delegato

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Rogo Thyssen: chiesti dal PM sedici anni di carcere per l'AD dell'azienda con l'accusa di omicidio volontario.

Nel corso dell’udienza svoltasi stamattina per le morti nel rogo della ThyssenKrupp, il Pm Guariniello, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna dell’AD Thyssen Harald Espenhahn, alla reclusione di sedici anni e mezzo. E’ questo il primo caso in Italia in cui, per una ipotesi delittuosa legislativamente prevista come omicidio colposo (nel caso appunto di incidenti sul lavoro), l’accusa ha ipotizzato l’omicidio volontario con dolo eventuale.

Per gli altri dirigenti della società imputati (Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Cosimo Cafueri) il pm ha chiesto 13 anni e 6 mesi e, per un  quinto dirigente, Daniele Moroni, il PM ha chiesto una pena di 9 anni. I reati contestati in questo caso sono omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

Sanzioni anche per la società: il pm ha chiesto una sanzione pecuniaria di 1,5 milioni di euro nonchè, l’esclusione per un anno da agevolazioni e sussidi e la revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno e la pubblicazione di un’eventuale sentenza di condanna sui maggiori giornali internazionali.

Per i genitori delle vittime presenti in aula, la richiesta del PM è troppo leggera:” ci vorrebbe l’ergastolo”, ha gridato una mamma delle vittime. Per il legale dell’ AD Thyssen la richiesta dell’accusa ” è spropositata e assurda perché frutto di una impostazione giuridica sbagliata”.

Staremo a vedere, al termine delle repliche della difesa cosa decideranno i giudici.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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