Tutti in piazza il 9 aprile: "il nostro tempo è adesso"

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Il coordinamento "il nostro tempo è adesso" lancia una mobilitazione per il prossimo 9 aprile.

Che l’attuale generazione di trentenni o giù di lì, non ce la faccia più a sopportare questo stato di cose, è ormai evidente. Ecco che nasce l’ennesimo coordinamento “Il nostro tempo è adesso la vita no aspetta”, promotore della mobilitazione del prossimo 9 aprile.

Sarà una mobilitazione di una intera generazione, stanca di vivere nell’incertezza, nello “sfruttamento lavorativo”, di non trovare lavoro, di essere licenziati da un momento all’altro, di vedere calpestati e umiliati i propri diritti e quelli altrui.

Di una generazione a cui non viene riconosciuto nulla anzi, il più delle volte a cui qualcosa viene tolto. Così come si legge nell’appello alla mobilitazione, “Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori.

La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita”.

“Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli.

Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso”.

Null’altro da aggiungere a questo appello che, racchiude l’essenza della tristezza di tutta la nostra generazione; Lavoro e Diritti sottoscrive in pieno il contenuto dell’appello e, aderisce con convinzione alla mobilitazione. Perchè finalmente gli animi si destino e con essi l’Italia intera!

Per cui se vi va questi sono i link: www.ilnostrotempoeadesso.itwww.facebook.com

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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