Decurtazione e decadenza Naspi: come fare ricorso

L’ANPAL spiega come fare ricorso decurtazione, sospensione e decadenza Naspi al Comitato per i ricorsi di condizionalità.

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I percettori di disoccupazione possono subire delle sanzioni che consistono in decurtazioni o decadenza NASpI. Se si ritiene che il comportamento dell’INPS sia scorretto è possibile appellarsi al Comitato per i ricorsi di condizionalità entro 30 giorni solari dal ricevimento della sanzione. Si tratta di un comitato di garanzia previsto dall’art. 21, comma 12 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n.150.

A darne notizia è l’ANPAL con la Nota n. 6509 del 29 maggio 2018, che specifica nel dettaglio quali sono le tempistiche di presentazione del ricorso al Comitato, come inviarlo e soprattutto quale documentazione inoltrare. Andiamo quindi in ordine e vediamo nel dettaglio in cosa consistono queste sanzioni e come fare ricorso in caso di decadenza e decurtazione NASPI.

Decurtazione e decadenza NASpI: quando scatta?

Quando un lavoratore perde involontariamente il lavoro può richiedere un sostegno al reddito all’INPS che consiste principalmente nell’indennità di disoccupazione NASpI. Il disoccupato però ha l’obbligo di impegnarsi a partecipare a un programma di politica attiva; si prevede per esempio l’obbligo di accettare congrue offerte di lavoro o di presentarsi agli appuntamenti concordati con il Centro per l’impiego. In caso contrario, se non si ha un giustificato motivo, sono previste delle sanzioni che vanno dalla decurtazione dell’indennità e arrivano fino alla decadenza.

Le sanzioni prevedono un meccanismo c.d. di condizionalità, che possono consistere:

  • nella completa o parziale decurtazione della NASpI;
  • ovvero, nella decadenza della stessa.

Leggi anche: la condizionalità nelle prestazioni di sostegno del reddito

Sospensione Naspi

Si ha invece la sospensione della NASpI quando il disoccupato viene rioccupato mediante contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi. In questo caso non si tratta di una vera e propria sanzione, quanto un meccanismo automatico.

Per l’intero periodo di occupazione il lavoratore perderà il trattamento economico, verrà appunto sospesa, e riprenderà al termine del contratto per il periodo residuo spettante.

Riduzione e decurtazione della Naspi, differenze

Per quanto concerne la riduzione invece, si verifica qualora il percettore della NASpI si rioccupa in maniera subordinata o autonoma, e dall’attività lavorativa derivi un reddito al di sotto degli 8.000 euro; questo è il limite massimo per la conservazione dello stato di disoccupazione.

In quest’ultimo caso, bisogna ricordarsi che la NASpI sarà ridotta dell’80% dei redditi guadagnati, e che, soprattutto, è necessario comunicare il reddito presunto che il lavoratore pensa di ottenere dal nuovo impiego.

Leggi anche: Disoccupazione NASpI 2018 INPS, requisiti durata importo calcolo e novità

La decurtazione della NASpI, prevede la decurtazione progressiva del sostegno al reddito (prima per un quarto di mensilità, poi per una mensilità intera), fino alla perdita della prestazione. Si verifica in caso di mancata presentazione alla convocazione per gli appuntamenti con il tutor per la conferma dello stato di disoccupazione e la stipula del patto di servizio; ovvero in caso di rifiuto di una congrua offerta di lavoro.

Come fare ricorso in caso di decadenza e decurtazione NASpI?

I lavoratori che pensano di non meritare decurtazione e decadenza NASPI, possono fare ricorso al Comitato per i ricorsi di condizionalità. Il ricorso si presenta:

  1. compilando un apposito modulo presente sul sito dell’ANPAL;
  2. inviando il modello compilato, entro trenta giorni solari dal ricevimento della sanzione, via posta elettronica certificata oppure per raccomandata A/R ai seguenti indirizzi:
    • PEC: ricorsi.condizionalita@pec.anpal.gov.it;
    • raccomandata A/R a: Comitato per i ricorsi di condizionalità c/o Anpal Via Fornovo 8 – 00192 Roma.

Il modulo citato deve essere corredato da:

  1. copia della sanzione del Cpi ricevuta dal/la ricorrente, con indicazione della notifica da parte del Cpi;
  2. fotocopia del documenti di identità del/la ricorrente;
  3. ogni altra documentazione utile, ad esempio la copia dei documenti attestanti il giustificato motivo del/la ricorrente.

Modello Ricorso Comitato condizionalità

Di seguito trovate il modello di Ricorso al Comitato condizionalità da utilizzare.

Modello Ricorso Comitato condizionalita
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Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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