Assegno Unico, come si calcola? Guida ed esempi pratici per scoprire quanto spetta

Dagli importi per i figli a carico sino alle maggiorazioni. Analisi completa di come si calcola l'Assegno Unico per i figli dal 2022.


Come si calcola l’assegno unico? L’Assegno Unico Universale ai nastri di partenza dal 1° marzo 2022 consiste in un importo mensile erogato direttamente dall’INPS previa domanda dei genitori di figli minori a carico dal settimo mese di gravidanza e, a talune condizioni, anche per i maggiorenni (a carico) fino al ventunesimo anno di età (o anche oltre per i figli disabili).

La disciplina dell’assegno unico universale (in sigla AUU) è tracciata dal Decreto Legislativo del 21 dicembre 2021 numero 230, cui si aggiungono i chiarimenti operativi forniti dall’INPS con la Circolare del 9 febbraio 2022 numero 23.

La somma mensile cui avranno diritto i genitori a decorrere dal prossimo 1° marzo è il risultato di una importo base e di una serie di maggiorazioni, disciplinate essenzialmente dall’articolo 4 del Decreto numero 230.

Analizziamo in dettaglio come si determina l’AUU, quali sono gli strumenti di simulazione forniti dall’INPS e, infine, una serie di esempi di calcolo.

Assegno Unico, come si calcola? Importi base da riparametrare all’ISEE 

Eccezion fatta per le maggiorazioni che analizzeremo nel paragrafo successivo, l’importo mensile dell’Assegno Unico è parametrato in funzione dell’ISEE del nucleo ove è inserito il figlio beneficiario della prestazione:

  • Per ciascun figlio minorenne (articolo 4 comma 1 del D.Lgs. n. 230/2021) è previsto un importo pari a 175 euro mensili, spettante in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15 mila euro e successivamente ridotto gradualmente, secondo gli importi definiti nella tabella 1 di cui al Decreto Legislativo numero 230/2021, sino ad arrivare a 50 euro mensili per coloro che hanno un ISEE pari o superiore a 40 mila euro;
  • Per ciascun figlio maggiorenne (articolo 4 comma 2 del D.Lgs. n. 230/2021) fino al ventunesimo anno di età, l’Assegno mensile ammonta ad euro 85 mensili per coloro che hanno un ISEE pari o inferiore a 15 mila, somma ridotta secondo la tabella 1 sino all’importo di 25 euro mensili previsto per chi ha un ISEE pari o superiore a 40 mila euro.

Leggi anche: Assegno unico 2022, importi mensili e tabelle ISEE

Assegno Unico figli, cosa sono sono le maggiorazioni

Il Decreto Legislativo numero 230 (articolo 4) prevede numerose maggiorazioni della somma – base mensile.

Figli successivi al secondo

Per ogni figlio successivo al secondo (articolo 4 comma 3) è riconosciuta una maggiorazione pari a 85 euro mensili, in presenza di un ISEE pari o inferiore a 15 mila euro, somma che si riduce gradualmente in base agli importi indicati nella citata tabella 1 sino all’importo di 15 euro mensili per chi ha un ISEE pari o superiore a 40 mila euro.

Figli con disabilità

Le maggiorazioni per i figli con disabilità sono raccolte ai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 4:

  • Per ogni figlio minorenne con disabilità (articolo 4 comma 4) è riconosciuta una maggiorazione mensile pari a 105 euro in caso di non autosufficienza, 95 euro a fronte di disabilità grave, 85 euro per la disabilità media;
  • Ciascun figlio maggiorenne di età fino a 21 anni con disabilità (di grado almeno medio) comporta una maggiorazione dell’importo – base di cui al precedente comma 2 pari a 80 euro mensili (articolo 4 comma 5);
  • Per ogni figlio a carico con disabilità (di grado almeno medio) di età pari o superiore a 21 anni, è riconosciuto un importo mensile di 85 euro, spettante in misura piena per chi ha un ISEE pari o inferiore a 15 mila, salvo poi essere ridotto in base alle indicazioni della tabella 1 in parola, fino a raggiungere la somma minima di 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40 mila euro (articolo 4 comma 6).

Madri di età inferiore a 21 anni

Al comma 7 dell’articolo 4 è riconosciuta una maggiorazione pari a 20 euro mensili per ciascun figlio minore a beneficio delle madri di età inferiore a 21 anni.

Genitori titolari di reddito da lavoro

Qualora entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro al momento della domanda, è riconosciuta una maggiorazione (articolo 4 comma 8) per ogni figlio minore pari a 30 euro mensili, in caso di ISEE pari o inferiore a 15 mila euro.

A fronte di livelli di ISEE superiori, la somma è ridotta gradualmente (sempre in base alla tabella 1) sino ad annullarsi a fronte di un ISEE equivalente a 40 mila euro.

Per livelli di ISEE superiori a 40 mila euro la maggiorazione non spetta.

La Circolare INPS numero 23 ha chiarito che ai fini della maggiorazione per “redditi da lavoro” si intendono:

  • Redditi da lavoro dipendente o assimilati;
  • da pensione;
  • da lavoro autonomo o d’impresa;
  • derivanti dalle prestazioni sportive professionistiche non occasionali;
  • Indennità corrisposte ai giudici onorari di pace ed ai viceprocuratori onorari.

Importo assegno unico in assenza di ISEE

In caso di assenza di ISEE spettano gli importi base e le maggiorazioni minime di cui ai commi da 1 a 8 dell’articolo 4.

Calcolo Assegno Unico, altre maggiorazioni

E’ prevista (articolo 4 comma 10) una maggiorazione forfettaria per chi ha quattro o più figli, quantificata in 100 euro mensili per nucleo.

Vista e considerata la soppressione delle misure di sostegno economico attualmente vigenti, prime fra tutte ANF e detrazioni per figli a carico di età inferiore a 21 anni compiuti, con lo scopo di consentire una graduale transizione all’Assegno Unico, per gli anni 2022, 2023 e 2024 l’articolo 5 riconosce una maggiorazione su base mensile al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 25 mila euro;
  • Percezione nel corso del 2021 degli ANF in presenza di figli minori da parte del soggetto richiedente l’AUU o di altro componente il nucleo familiare.

Come ricorda la Circolare numero 23 la “maggiorazione eventualmente spettante verrà calcolata dall’INPS, sommando l’ammontare mensile della componente familiare corrispondente, in linea teorica, all’assegno al nucleo familiare” di cui avrebbe avuto diritto il richiedente con “l’ammontare mensile della componente fiscale, teoricamente coincidente con le detrazioni fiscali medie operanti nel regime fiscale dell’articolo 12 del TUIR”.

All’importo ottenuto dovrà essere sottratto “l’ammontare mensile dell’assegno unico e universale”.

Calcolatore Assegno Unico: come funziona il simulatore INPS

Sul portale “inps.it – Prestazioni e servizi – Servizi – Simulazione Importo Assegno Unico” è disponibile l’applicativo per calcolare l’ammontare mensile dell’Assegno.

La procedura, senza che sia necessario accreditarsi con SPID, CIE o CNS, permettere di simulare l’importo del sussidio indicando il “Numero figli”:

  • minorenni;
  • minorenni disabili non autosufficienti;
  • i minorenni disabili gravi;
  • i minorenni disabili medi;
  • i figli maggiorenni fino al compimento del 21esimo anno di età;
  • i figli maggiorenni disabili fino al compimento del 21esimo anno di età;
  • i maggiorenni disabili che hanno compiuto il 21esimo anno di età.

E’ altresì possibile selezionare la casella relativa alla maggiorazione per:

  • Madri di età inferiore ai 21 anni;
  • Nuclei familiari con ISEE non superiore a 25 mila euro che, nel corso del 2021, hanno percepito gli ANF;
  • Nuclei con figlio minore i cui genitori sono entrambi titolari di redditi da lavoro al momento della presentazione della domanda.

Da ultimo, il sistema permette di indicare l’importo dell’ISEE dopo aver selezionato la casella “Sono in possesso di ISEE”.

Una volta completato l’inserimento dei dati è sufficiente cliccare su “Calcolo importo assegno mensile” ed ottenere così la somma riferita al totale dei figli indicati.

Come si calcola l’assegno unico? Ecco alcuni esempi pratici

Applicando quanto descritto sinora, ipotizziamo (caso 1):

  • Nucleo familiare con tre figli minorenni;
  • ISEE pari a 12.000 euro;
  • Entrambi i genitori sono titolari di redditi da lavoro;

spetterà un importo mensile di 700,00 euro di cui:

  • 175,00 euro per ciascun figlio;
  • 85,00 euro a titolo di maggiorazione per il terzo figlio;
  • 30,00 euro per ciascun figlio a titolo di maggiorazione per i genitori titolari di redditi da lavoro.

Alle stesse condizioni ma con un ISEE pari a 20 mila euro (caso 2) l’Assegno passerebbe a 593,00 euro mensili, di cui:

  • 150,00 euro per ciascun figlio;
  • 71,00 a titolo di maggiorazione per il terzo figlio;
  • 24,00 euro per ciascun figlio a titolo di maggiorazione per i genitori titolari di redditi da lavoro.

Pensiamo da ultimo ad un nucleo (ISEE 40.000 euro) composto da un figlio minorenne ed un figlio maggiorenne (19 anni). L’Assegno mensile corrisponderebbe ad euro 75,00 di cui:

  • 50,00 euro per il figlio minorenne;
  • 25,00 euro per il figlio maggiorenne.

Non spetta invece la maggiorazione per i genitori titolari di redditi da lavoro dal momento che la stessa si annulla per chi ha un ISEE pari o superiore a 40 mila euro.

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