Lettera di richiamo e diffida al risarcimento dei danni

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L'Esperto Risponde ad una lavoratrice che ha ricevuto una lettera di richiamo e relativa diffida pagamento per risarcimento danni richiesta dall'azienda

Buonasera Avvocato, navigando su internet ho trovato sito www.lavoroediritti.com vorrei sottoporre alla sua esperienza e professionalita’ il mio problema la societa’ presso cui lavoravo il giorno 25 gennaio u.s. e cioe’ un mese prima della scadenza del contratto a tempo determinato che scadeva il 23 febbraio 2014 mi convoca per comunicarmi che da 2 giorni (e quindi il 23 gennaio) e’ scaduto il mio contratto che non verra’ rinnovato per tagli dell’azienda pur replicando che la data non mi risultava e che proprio il 23 febbraio scadeva il contratto mi viene ripetuto che mi sbaglio e che anzi da 2 giorni lavoravo fuori contratto.

Non convinta di questo e conoscendo i precedenti dell’azienda chiamo la mia dottoressa e chiedo un certificato di malattia (avevo realmente la bronchite e nonostante questa andavo al lavoro) il lunedi successivo mi reco in azienda per chiedere il contratto da me firmato nel 2012 per accertarmi dei termini sottoscritti a quel punto mi viene rettificato quanto detto nel precedente incontro e mi confermano 23 febbraio 2014 scadenza contratto.

Il contratto mi viene consegnato il giorno successivo e mi viene detto che io dal 25 gennaio sono in ferie ma come detto in precedenza io sono sotto malattia al primo certificato segue un secondo (a questo punto ricevo visita fiscale) un terzo e un quarto fino ad arrivare al 24 febbraio 2014.

Qualche giorno fa ricevo 2 raccomandate:

1) dove mi inviatano ad andare in ufficio dietro appuntamento per ritirare le competenze del mese di gennaio
2) lettera di richiamo nel quale mi viene addebitato un fatto di cui loro sono certi essere a mio carico specificando a tal fine la data dell’evento.

Rispondo a entrambe con raccomandata dove:

1) chiedo di ricevere accredito stipendio su c/c tramite bonifico bancario che utilizzavano sin da quando ero stata assunta
2) dichiaro che il giorno del “misfatto” ero di riposo e quindi non presente sul posto di lavoro

A distanza di qualche giorno ricevo 2 raccomandate:
1) invito a ritirare competenze in ufficio dietro appuntamento
2) diffida pagamento risarcimento danni da parte studio legale per il misfatto addebitatomi che ha leso immagine azienda

Cosa posso fare?????? sono stata liquidata. che altro vogliono ottenere da me???? annientamento ???

Non dormo piu’, piango, non ne posso piu’

Che mi consiglia

Grazie in anticipo

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Gentile sig.ra Teresa,
innanzitutto Le consiglio di ritrovare la serenità perchè è certamente quella la cosa più importante in questo momento per Lei.

Si tranquillizzi perchè da quello che mi scrive non ha nulla da temere, certamente il suo atteggiamento ha dato fastidio
in azienda ed ora stanno cercando in qualche modo di metterla in difficoltà, ma non abbia timore.

Le assicuro che ha risposto egregiamente alla lettera di richiamo.

Ora il mio consiglio, se ad oggi non ha ancora ricevuto le competenze del mese di gennaio, è quello di intraprendere un’azione per il recupero del credito con decreto ingiuntivo.

Stessa procedura seguirà per il mese di febbraio, il TFR e tutti gli accessori di legge se l’atteggiamento aziendale non cambierà.

Per la richiesta di risarcimento danni per il momento non faccia nulla, resti in attesa di una loro mossa.

Saluti.

Avv. Pietro Cotellessa

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Buonasera la ringrazio per la sua disponibilita’ e chiarezza nello spiegarmi come agire puo’ dirmi se posso pretendere un bonifico anziche’ come mi indicano loro andare di persona?

Posso mandare qualcuno con delega anche se loro specificano che non accettano deleghe?

Riguardo diffida??? Loro vogliono che io mi presenti dall’avvocato entro 10 gg per conciliare

Grazie

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Invii una raccomandata in cui comunica che il pagamento delle sue spettanze potrà essere effettuato con bonifico indicando l’IBAN.

Non ha alcun obbligo di recarsi di persona, sono invece loro che hanno l’obbligo di pagarla.

Non si presenti da nessuno.

Attenda loro richiesta scritta.

Saluti

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Sull'Autore

Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna nel 2000. Dal 2005 è convenzionato con primaria Organizzazione Sindacale presso la quale svolge attività di consulenza. Nel 2007 consegue il Master di II° livello in « Diritto e Processo del Lavoro » presso l’Università La Sapienza di Roma. Convenzionato con l'avvocatura INPS e INAIL dal 2011 al 2013. Attento alla formazione ed all’aggiornamento professionale, ha frequentato diversi corsi di specializzazione soprattutto in ambito giuslavoristico. Svolge l’attività di avvocato su tutto il territorio nazionale.

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  • Anna Campanile

    buonasera, avrei un quesito da sottoporle. In data 31/1/2014 sono stata licenziata per giusta causa, con conseguente raccomandata da parte di un avvocato dove mi viene richiesto il pagamento di circa 14000 euro di danni patrimoniali e morali al mio datore di lavoro. L’avvocato mi ha consigliato di non fare nulla e di attendere ulteriori comunicazioni per una richiesta di risarcimento tale. Ad oggi non ho più ricevuto comunicazioni dal mio ex datore di lavoro e non ho neanche ricevuto la liquidazione del tfr. L’avvocato mi ha tranquillizzato dicendomi che le competenze a me spettanti dovranno comunque essermi versate, indipendentemente dai danni che il mio datore di lavoro intende ricevere da me, ma essendo ormai arrivata alla fine dei 6 mesi di attesa per il pagamento del tfr inizio ad essere preoccupata. Vorrei solo la conferma che davvero le mie spettanze debbano comunque essermi versate, trattandosi comunque di circa 8000 euro di liquidazione di fine rapporto. La ringrazio anticipatamente.
    Anna