L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 non significa che tutti gli automobilisti potranno smettere immediatamente di pagare la tassa. Anzi, per molti proprietari di veicoli il versamento resta obbligatorio fino alla fine del 2026, anche quando l’importo riguarda un periodo che si estende nel nuovo anno.
A fare chiarezza è l’ACI, attraverso un approfondimento pubblicato il 19 ottobre sulla rivista L’Automobile, che affronta uno dei dubbi più frequenti tra gli automobilisti: cosa succede a chi deve rinnovare il bollo entro dicembre? E chi ha già pagato nelle ultime settimane può recuperare almeno la parte relativa al 2027?
La risposta dipende da un elemento preciso: non conta soltanto il periodo di validità del bollo, ma soprattutto la data entro cui il pagamento deve essere effettuato. Una distinzione importante, perché può determinare chi beneficia dell’agevolazione e chi, invece, deve ancora mettere mano al portafoglio.
Esenzione bollo auto 2027: cosa prevede la nuova agevolazione
La novità è contenuta nell’articolo 2 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, che introduce un’esenzione temporanea dal pagamento della tassa automobilistica per determinate categorie di veicoli.
Il beneficio riguarda i versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.
Per le autovetture, l’agevolazione interessa le persone fisiche tenute al pagamento del bollo per veicoli alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con altre alimentazioni, con una potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli.
È inoltre necessario che il veicolo sia regolarmente assicurato. L’esenzione è riconosciuta per un solo mezzo per contribuente e, in presenza di più automobili che rispettano i requisiti, si applica a quella con la potenza inferiore.
La misura comprende, a determinate condizioni, anche motocicli e ciclomotori, mentre per altre categorie di veicoli continuano a valere le rispettive disposizioni.
Attenzione, però: non si tratta di un’abolizione definitiva del bollo auto. L’intervento riguarda i pagamenti ordinariamente dovuti nel 2027 e non elimina automaticamente gli obblighi relativi agli anni precedenti o successivi.
Chi deve pagare il bollo auto entro dicembre 2026
È proprio sulle scadenze degli ultimi mesi dell’anno che arrivano i chiarimenti più importanti.
Secondo quanto illustrato dall’ACI, un automobilista che deve effettuare il rinnovo del bollo entro dicembre 2026 è ancora tenuto a pagare, anche se il nuovo periodo tributario comprende diversi mesi del 2027.
Per capire il motivo bisogna distinguere due date che spesso vengono confuse:
- La scadenza del periodo già pagato, cioè il mese fino al quale il precedente bollo risulta valido.
- Il termine ordinario del rinnovo, ossia la data entro cui deve essere effettuato il successivo versamento.
In linea generale, il rinnovo del bollo si paga nel mese successivo alla scadenza del periodo precedente, salvo particolari disposizioni territoriali.
Questo significa, ad esempio, che chi ha un bollo con periodo di validità in scadenza a novembre 2026 dovrà normalmente rinnovarlo entro dicembre 2026. In questo caso l’esenzione non si applica, perché il pagamento è ancora dovuto nell’anno in corso.
Diversa è la situazione di chi ha un bollo che termina a dicembre 2026 e deve effettuare il rinnovo a gennaio 2027. In presenza di tutti gli altri requisiti, questo versamento può rientrare nell’agevolazione.
Bollo auto, la tabella delle scadenze tra il 2026 e il 2027
Per capire meglio quando si può beneficiare dell’esenzione, ecco alcuni esempi basati sul calendario ordinario dei rinnovi.
| Scadenza del bollo precedente | Termine ordinario del rinnovo | Esenzione 2027 |
|---|---|---|
| Settembre 2026 | Ottobre 2026 | No |
| Ottobre 2026 | Novembre 2026 | No |
| Novembre 2026 | Dicembre 2026 | No |
| Dicembre 2026 | Gennaio 2027 | Sì, con i requisiti |
La tabella riguarda i rinnovi ordinari e non tiene conto di eventuali particolarità regionali, delle prime immatricolazioni o di situazioni soggette a regole specifiche.
Il principio da ricordare è semplice: se il termine ordinario per pagare cade nel 2026, il bollo resta dovuto per intero.
Ho già pagato il bollo nel 2026: posso chiedere il rimborso per i mesi del 2027?
Un altro dubbio riguarda chi ha già effettuato il pagamento, magari a settembre o ottobre 2026, versando un importo che copre anche una parte consistente dell’anno successivo.
In questo caso, purtroppo, non è previsto alcun rimborso automatico.
Il decreto non introduce infatti un meccanismo per restituire la quota di bollo relativa ai mesi del 2027 già compresi in un pagamento regolarmente dovuto nel 2026.
Facciamo un esempio pratico.
Un automobilista ha pagato 220 euro di bollo nel settembre 2026 per un’annualità che comprende anche diversi mesi del 2027. Anche se la sua automobile rispetta tutti i requisiti della nuova agevolazione, non potrà chiedere la restituzione proporzionale della parte riferita al nuovo anno.
Il pagamento effettuato resta valido e dovuto per l’intero periodo tributario.
Lo stesso vale per chi deve ancora versare il bollo entro dicembre: non è possibile decidere autonomamente di pagare soltanto i mesi del 2026, sottraendo quelli del 2027.
Restano naturalmente possibili gli ordinari rimborsi previsti per errori, doppi versamenti o somme non dovute, ma si tratta di situazioni diverse dalla nuova esenzione.
Conviene aspettare gennaio 2027 per pagare il bollo?
Qualcuno potrebbe pensare di rinviare il pagamento di novembre o dicembre direttamente a gennaio, nella speranza di beneficiare dell’esenzione.
Anche su questo punto il chiarimento è netto: posticipare volontariamente il versamento non cambia la sua scadenza originaria.
Se il bollo doveva essere pagato entro dicembre 2026, l’obbligo rimane anche quando il contribuente decide di effettuare materialmente il versamento nel 2027.
Il rinvio può anzi risultare controproducente, perché il pagamento tardivo può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi.
La nuova agevolazione non costituisce quindi una sanatoria dei bolli arretrati e non permette di cancellare i debiti maturati prima del 2027.
Chi potrà beneficiare dell’esenzione nel 2027
Oltre alla scadenza del pagamento, occorre verificare le caratteristiche del veicolo e la posizione del contribuente.
Per le automobili, i principali requisiti previsti dalla normativa sono:
- Potenza non superiore a 80 kW, soglia che comprende anche i veicoli con potenza esattamente pari a 80 kW.
- Alimentazione a benzina o gasolio, anche abbinata ad altre forme di propulsione, come GPL o metano.
- Veicolo regolarmente assicurato.
- Soggetto tenuto al pagamento del bollo che sia una persona fisica.
- Beneficio limitato a una sola automobile per contribuente, secondo i criteri stabiliti dal decreto.
Non sono invece previsti requisiti legati all’ISEE o al reddito del proprietario.
Chi possiede più automobili agevolabili non può scegliere liberamente quella sulla quale risparmiare di più: l’esenzione riguarda la vettura meno potente e, in caso di parità di potenza, quella per cui sarebbe dovuto il bollo inferiore.
Le automobili esclusivamente elettriche non rientrano in questa specifica misura, ma possono continuare a beneficiare delle esenzioni e riduzioni già previste dalla normativa applicabile.
Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, inoltre, il decreto prevede specifici accordi con le amministrazioni interessate.
Le disposizioni devono essere considerate alla luce del testo normativo e degli eventuali aggiornamenti introdotti durante la conversione in legge, oltre che delle istruzioni applicative degli enti competenti.
Come verificare se il bollo deve essere ancora pagato
Prima di considerare automaticamente esente il proprio veicolo, è consigliabile effettuare alcuni controlli.
Il primo consiste nel recuperare la ricevuta dell’ultimo pagamento, verificando il periodo tributario già coperto e la relativa scadenza.
Successivamente occorre controllare il termine ordinario del rinnovo attraverso i servizi messi a disposizione dall’ACI oppure dalla Regione o Provincia autonoma competente.
Per la verifica sono generalmente utili la targa, i dati del veicolo e la documentazione relativa ai precedenti versamenti.
È importante non confondere un promemoria di scadenza con l’effettivo termine previsto dalla normativa, soprattutto nei casi in cui il pagamento ricada a cavallo tra due anni.
Cosa cambia davvero per gli automobilisti
L’esenzione dal bollo auto del 2027 rappresenta un possibile risparmio per numerosi proprietari di veicoli, ma non produce gli stessi effetti per tutti nello stesso momento.
Chi deve rinnovare il bollo entro dicembre 2026 continuerà a pagare secondo le regole ordinarie, anche quando l’importo copre parte del 2027. Chi ha già versato correttamente la tassa negli ultimi mesi non potrà recuperare automaticamente la quota riferita al nuovo anno.
Diversamente, chi ha un rinnovo con termine ordinario nel 2027 potrà beneficiare dell’esenzione, a condizione di rispettare tutti i requisiti.
La distinzione chiarita dall’ACI è quindi fondamentale per evitare errori: non basta che il bollo riguardi il 2027, è necessario che il pagamento sia ordinariamente dovuto proprio nel 2027.
Per questo, prima di sospendere un versamento o aspettare il nuovo anno, conviene verificare attentamente la propria posizione e le indicazioni dell’amministrazione competente.
