Eliminazione barriere architettoniche: bonus per gli immobili d’impresa

La detrazione per l'eliminazione delle barriere architettoniche spetta anche alle imprese. Questo uno degli ultimi chiarimenti del Fisco


La detrazione fiscale introdotta dall’ultima Legge di bilancio per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta anche agli immobili di proprietà dell’impresa. Anche per il tramite del locatario che ha preso in affitto l’immobile. L’Agevolazione spetta sia per gli immobili patrimonio sia per quelli strumentali nonché per quelli merce. Infatti, la norma non fa riferimento ad edifici residenziali ma solo ad “edifici esistenti”.

E’ questo uno dei principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la recente risposta n° 444/2022.

Ecco i dettagli.

Eliminazione barriere architettoniche: cos’è e come funziona l’agevolazione

L’art. 119 ter del DL 34/2020, decreto Rilancio, così come introdotto dall’ultima legge di bilancio, da la possibilità di detrarre dal reddito le spese sostenute per i lavori finalizzati al superamento e all‘eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti.

L’agevolazione copre al 75% le spese sostenute nell’arco di tutto il 2022 .

Così come previsto per le altre classiche detrazioni rientranti nella macro area dei lavori di ristrutturazione, la detrazione deve essere ripartita in quote annuali di pari importo, fino a concorrenza dell’imposta dovuta nell’anno.

La spesa massima detraibile al 75% è così calcolata:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o piu’ accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

La detrazione è riconosciuta a condizione che i lavori rispettino i requisiti previsti dal decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (prescrizioni tecniche per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche).

La detrazione in esame è diversa e indipendente da quelle prevista in materia di superbonus (il 110 spetta sempre se a monte si effettua un intervento trainante) e di quella rientrante nel bonus 50% per i lavori di ristrutturazione.

Cosa si intende per eliminazione delle barriere architettoniche?

Quando parliamo di lavori di eliminazione delle barriere architettoniche, facciamo riferimento a:

  • sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti),
  • rifacimento o adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori),
  • rifacimento di scale ed ascensori,
  • inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici, di servoscala, montascale o piattaforme elevatrici.

Indicazioni ribadite dall’Agenzia delle entrate con la circolare n° 23/2022 e qui applicabili.

Bonus barriere architettoniche: l’agevolazione spetta anche alle imprese

Con la risposta n° 444 del 6 settembre, l’Agenzia delle entrate ha dato riscontro ad un’impresa proprietaria di alcuni immobili strumentali per natura, i cui locatari intendono effettuare dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche.

Un immobile è strumentale per natura quando: per le sue caratteristiche non è suscettibile di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni” e si considera strumentale anche se non utilizzato direttamente dall’imprenditore o anche se dato in locazione o comodato (vedi art.43 del DPR 917-86, TUIR).

A ogni modo, secondo l’Agenzia delle entrate considerato che la norma in esame fa riferimento ad “edifici esistenti”, senza porre ulteriori condizioni, ritiene che la detrazione possa essere riconosciuta all’impresa anche per gli immobili:

  • beni merce;
  • strumentali o
  • patrimonio.

Anche per il tramite dell’inquilino che ha preso in affitto l’immobile e che paga le spese per i lavori. A patto che abbia un regolare contratto di affitto e il consenso del proprietario.

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