Ravvedimento operoso 2021: cos’è, come si calcola e come si paga

Cos'è e come funziona il ravvedimento operoso? Come si calcola e come si compila il Modello F24? Quali tipologie di ravvedimento esistono?


Il ravvedimento operoso è uno strumento utile ai cittadini per sanare in autonomia eventuali violazioni, irregolarità oppure omissioni tributarie. Il contribuente può mettersi in regola con il Fisco pagando sanzioni minori e interessi legali, il cui valore subisce variazioni in relazione alla tempistica con cui il contribuente si accorge di non aver versato un tributo.

Questo meccanismo è stato introdotto tramite l’art.13 del D. Lgs n.472/1997, tuttavia con la Legge di Stabilità del 2015 sono state modificate le tempistiche entro le quali è possibile agire. Ma come si calcola il ravvedimento operoso? E come si procede con la compilazione del Modello F24?

Ecco la nostra guida.

Ravvedimento operoso: cos’è e come funziona

Prima dell’intervento della legge di Stabilità 2015, per poter agire con un ravvedimento operoso era necessario che l’infrazione non fosse stata già contestata o notificata al soggetto interessato; inoltre era necessario anche che non ci fossero verifiche o ispezioni in corso e che non fossero in atto azioni di accertamento già notificate.

Attualmente i limiti che erano stati precedentemente imposti, sono stati eliminati. Infatti oggi non è possibile procedere con un ravvedimento volontario, solo nel caso di atti già in liquidazione.

Ravvedimento operoso sprint, breve e lungo

I vantaggi legati al ravvedimento variano in base alle tempistiche, a tal proposito è possibile distinguere tra tre diverse tipologie di ravvedimento operoso, ossia:

  • il ravvedimento operoso definito SPRINT che può avvenire entro e non oltre il 14º giorno successivo alla data di scadenza del versamento da effettuare. La sanzione che viene applicata è del 15% e aumenta dello 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • ravvedimento operoso detto BREVE può avvenire dal 15º al 30º giorno dopo la data di scadenza del versamento da effettuare e anche in questo caso, la sanzione applicata è del 15% e aumenta dello 0,1% al giorno;
  • ravvedimento MEDIO: è applicabile dopo il 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno, e prevede una sanzione fissa del 1,67% (in precedenza era 3,33% – sanzione minima ridotta ad 1/9) dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale (Comma 637 Legge di Stabilità 2015).
  • il ravvedimento operoso LUNGO che può essere effettuato oltre il 30º giorno successivo alla data di scadenza del versamento. La sanzione si riduce di 1/8 se il pagamento avviene entro il 30º giorno successivo alla scadenza del pagamento, per tanto la sanzione diminuisce del 3,75%.

Sanzioni ravvedimento operoso

Ad oggi sono previste tre tipologie di sanzioni in caso di ravvedimento operoso, in particolare se il pagamento avviene:

  • entro i primi 90 giorni, la sanzione prevede una percentuale del 1.67% (vale dall’1º gennaio 2016)
  • entro 2 anni, la sanzione prevede un’aliquota del 4,2%.
  • oltre i 2 anni, la sanzione prevede un’aliquota del 5%.

La legge di Stabilità riduce, e addirittura dimezza, le sanzioni a carico dei contribuenti che non versano totalmente o parzialmente l’IMU, la TASI e la TARI ma che si avvalgono del ravvedimento operoso. Entro i primi 90 giorni dalla scadenza del termine entro cui la sanzione doveva essere pagata. In questa fattispecie si parla addirittura di interessi ridotti del 30%.

Come si calcola il ravvedimento operoso

Gli interessi legali sono valutati sulla base del cosiddetto tasso legale, che viene definito annualmente, con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Comprendere cosa siano gli interessi legali, può aiutare a capire in che modo il ravvedimento operoso viene calcolato.

Infatti per poter procedere con il calcolo è necessario avere a disposizione diversi elementi, tra questi, oltre agli interessi legali di cui abbiamo appena parlato, ci sono:

  1. l’importo dell’imposta
  2. le sanzioni da applicare
  3. gli interessi legali

Il tasso legale è un valore variabile perché si definisce annualmente tramite un decreto; si tiene conto del rendimento annuo medio lordo dei titoli di Stato e dell’inflazione dell’anno in corso.

Perciò per tutti i ravvedimenti operosi richiesti per sanzioni che sono state registrate in un determinato anno, verrà applicato lo stesso tasso legale, ossia quello dell’anno di riferimento.

Calcolo ravvedimento operoso IRPEF e stampa f24: esempio

Per effettuare il calcolo del ravvedimento operoso sono indispensabili due elementi:

  • l’importo originario da pagare;
  • la scadenza dell’imposta non pagata.

Facciamo un esempio concreto per capire con esattezza come si calcola il ravvedimento operoso.

Supponiamo di avere un’imposta IRPEF da pagare del valore di 200 euro, con scadenza il 10 maggio. Il giorno 19 maggio ci accorgiamo di non aver pagato l’imposta e quindi di essere andati oltre la la data prestabilita e di essere morosi. Grazie al ravvedimento operoso è possibile evitare la sanzione prevista per casi come questi, che equivale al 30% del valore del tributo (in questo caso il 30% di 200 euro).

In questa fattispecie è possibile applicare il ravvedimento operoso BREVE, dal momento che il ritardo del pagamento è inferiore ai 90 giorni. Per questa tipologia di ravvedimento è previsto il versamento di una sanzione con un’aliquota del 15%, ossia la metà di quella prevista normalmente (il 30%).

Tornando ai calcoli significa che invece di pagare una sanzione del 30% e quindi 60 euro (200×30/100), il contribuente, grazie al ravvedimento operoso BREVE, dovrà pagare una sanzione di 30 euro, cioè la metà della sanzione prevista normalmente.

Tuttavia se il ravvedimento operoso fosse avvenuto entro i primi 15 giorni, dalla data di scadenza prevista per il pagamento regolare, allora la sanzione sarebbe ammontata ad 1/15 di 30 e quindi avremmo pagato una sanzione di soli 2 euro (a fronte dei 60 euro previsti senza adottare il ravvedimento).

Compilazione F24 ravvedimento

Per poter effettuare i versamenti è necessario utilizzare il modello F24 se si tratta delle imposte sui redditi o di IVA e IRAP. Se invece occorre effettuare dei versamenti relativi all’imposta di registro o ai tributi indiretti è opportuno utilizzare il modello F23. Per effettuare versamenti relativi agli interessi o alle sanzioni relative alla registrazione di contratti di locazione è necessario utilizzare il modello F24 Elide per tributi.

Occorre specificare che se l’errore relativo ai versamenti di IVA o IRPEF è imputabile all’Agenzia delle Entrate, allora non sussistono limiti temporali per presentare il ravvedimento operoso. Tuttavia se il contribuente riceve un avviso di accertamento o di liquidazione, non si parla più di ravvedimento operoso; bensì di un obbligo a pagare i tributi già accertati tramite un atto impositivo.

Esempio ravvedimento operoso 1001

Nel caso di Ravvedimento 1001 dovremo indicare le seguenti voci in F24:

  1. 1001 Imposta IRPEF con l’importo non pagato;
  2. 1989 – Interessi sul ravvedimento – Irpef
  3. 8901 – Sanzione pecuniaria Irpef

Avvalersi di un ravvedimento operoso non rende immuni da controlli ed accertamenti da parte del Fisco. Per avere informazioni più dettagliate sull’argomento, di seguito troverete l’allegato dell’Art.16 del D.Lgs n.74/2000 che ha introdotto molte delle più importanti novità sul ravvedimento.

Calcola Ravvedimento Operoso

Usa il seguente strumento di calcolo del ravvedimento operoso a cura del sito AvvocatoAndreani.it

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