Sanzioni Certificazione Unica 2019 omessa, tardiva o errata

Guida completa alle sanzioni per Certificazione Unica 2019 omessa, tardiva o errata. Ecco quando si applicano e i termini di pagamento

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Il 7 marzo 2019 è scaduto il termine ultimo per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrare della Certificazione Unica 2019, relativa ai redditi percepiti nell’anno 2018. Inoltre il 12 marzo è scaduto il termine per la correzione delle CU inviate, ma scartate. I sostituti d’imposta che non hanno ancora provveduto all’inoltro obbligatorio della certificazione, oppure vi hanno provveduto in ritardo o in maniera errata, andranno incontro a determinate sanzioni.

L’importo della sanzioni varia se si tratta di CU omessa o di correzione di CU errata. Prima di individuare nel dettaglio le varie sanzioni, si ricorda che per le CU autonomi c’è ancora tempo: la scadenza, in tal caso, è infatti posta al 31 ottobre. Si tratta, in particolare, di tutti quei dati che non rientrano nella dichiarazione del modello 730. Ma vediamo ora nel dettaglio tutte le sanzioni in caso di CU 2019 omessa, tardiva o errata.

Sanzioni Certificazione Unica 2019 omessa, tardiva o errata

Dal 1° gennaio 2016 è stato modificato il regime sanzionatorio in caso di omesso, tardivo o errato invio della certificazione

L’art. 21 del D.Lgs. n. 158/2015 ha introdotto nell’ambito dell’art. 4 comma 6-quinquies del Dpr. n. 322/1998, nuovi limiti alle soglie sanzionatorie in materia di Certificazione Unica. In particolare, la predetta norma:

  1. ha previsto un limite massimo di sanzione fissato a 50.000 euro per sostituto d’imposta per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, oltre alla previsione sanzionatoria minima di 100 euro;
  2. ha disposto che se la certificazione viene inviata entro 60 giorni dal 7 marzo di ogni anno, la sanzione è ridotta ad un terzo con un massimo di 20.000 euro.

Sanzioni CU 2019

È dunque prevista:

  • una sanzione pari a 100,00 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata;
  • una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione trasmessa e poi corretta nuovamente entro 60 giorni. Quindi, per poter godere della riduzione di un terzo della sanzione base, bisognerà inviare una nuova CU entro la data del 7 maggio 2019. Ovviamente, la riduzione è fruibile da coloro che alla data del 7 marzo 2019 ha provveduto all’invio della Certificazione Unica ordinaria.

Nel primo caso, il limite massimo della sanzione è di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta. Nel secondo, invece, il limite massimo è di 20.000 euro, sempre per anno e sostituto d’imposta.

Da notare che, non si applica alcuna sanzioni se, in presenza di una errata trasmissione, si provvede all’invio della corretta certificazione entro i 5 giorni successivi alla scadenza del 7 marzo, ossia entro il 12 marzo. Sul punto, occorre precisare che:

  • per le certificazioni uniche reinviate dopo scarto da parte dell’Agenzia delle Entrate, i 5 giorni decorrono dalla data contenuta nella comunicazione di scarto ricevuta;
  • mentre per le certificazioni uniche che presentando dati omesso o incompleti, i 5 giorni vanno considerati a partire dalla data di scadenza del 7 marzo.

Codici tributo sanzioni CU 2019

In caso di sanzioni per omessa, tardiva o errata Certificazione Unica 2019, i sostituti d’imposta dovranno versare l’importo con il modella F24, utilizzando il codice tributo 8906, compilando la sezione erario.

Scadenza consegna Certificazione Unica 2019 a dipendenti, pensionati e autonomi

Per quanto riguarda invece la consegna della Certificazione Unica ai lavoratori dipendenti (e assimilati), agli autonomi e ai pensionati la scadenza è fissata per il 1 aprile; sarebbe il 31 marzo, ma quest’anno slitta di un giorno, in quanto il 31 cade di domenica. In questo caso non sono previste sanzioni per la ritardata consegna al contribuente.

Leggi anche: Scadenza consegna della CU a dipendenti, pensionati e autonomi


Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679

Condividi.