Indagine Inail sugli infortuni delle donne

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Le statistiche dell'INAIL sugli infortuni occorsi alle donne sul luogo di lavoro.

L’Inail rende note le statistiche effettuate circa gli infortuni sul lavoro delle donne. Nel quinquennio 2008-2012 gli infortuni delle lavoratrici sono diminuiti del 12,8%, passando da 250.759 a 218.701. Tuttavia, nello stesso arco di tempo, l’incidenza dei casi che hanno coinvolto le donne, rispetto al totale degli incidenti, è aumentata di quasi cinque punti percentuali, passando dal 28,6% al 33,3%, a fronte di un aumento dell’occupazione femminile pari all’1,3%.

In Italia le donne rappresentano il 51,9% della popolazione in età lavorativa (oltre i 15 anni) e il
41,3% del totale. Nel 2012 le lavoratrici sono aumentate di 110mila unità rispetto al 2011 (+1,2%), sfiorando i 9,5 milioni.

Oltre alle occupate, aumenta il numero delle donne disposte a lavorare che cresce dal
16,5% a circa il 24%. Questo aumento si deve a tre componenti: l’aumento delle lavoratrici straniere, cresciute di 76mila unità (+7,9%); le 148mila ultracinquantenni che per effetto della riforma delle pensioni sono rimaste nel loro posto di lavoro (+ 6,8%) e la crescita delle donne indotte dal periodo di ristrettezza economica ad entrare sul mercato del lavoro per compensare la perdita delle entrate maschili.

Nonostante questo, l’Italia è ancora maglia nera circa il numero di donne occupate rispetto alla popolazione; media italiana che è molto lontana da quella europea (tasso di occupazione pari al 47,1% contro 58,6%).

Tornando agli infortuni, per le tre gestioni principali (Agricoltura, Industria e servizi, Dipendenti conto Stato) sono 218.701 gli infortuni sul lavoro che nel 2012 in Italia hanno coinvolto le donne, pari esattamente a un terzo del totale (656.828) e sono 66 i casi mortali denunciati all’Inail e avvenuti nel 2012 in ambito professionale e di tutela assicurativa, pari al 7,8% del totale (844).

Lo studio Inail ha anche evidenziato come per le donne, sono molto alte le quote degli infortuni in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro: 18,3% contro 8,4% per gli infortuni in complesso, arrivando addirittura al 54,5% contro 22,0% per gli infortuni mortali.

In pratica, per le donne, una denuncia su sei riguarda proprio gli infortuni avvenuti in itinere, mentre tra gli uomini lo stesso rapporto si dilata a una su 12.

Circa l’età, le donne, la fascia più colpita nel 2012 in valore assoluto risulta essere quella tra i 35 e i 49 anni con 96.448 casi, pari al 44% di tutti gli infortuni al femminile. All’interno di questa fascia di età, gli infortuni delle lavoratrici costituiscono il 33,6% del totale, mentre la quota femminile più elevata è quella rilevata nella fascia compresa tra i 50 e i 64 anni, in cui gli infortuni delle lavoratrici sono stati 64.703, pari al 38,9% del totale.

La sede della lesione più interessata dagli infortuni indennizzati occorsi in occasione di lavoro resta la mano, anche se per le donne presenta un’incidenza inferiore rispetto agli uomini (20% contro 28%), dovuta al maggiore peso assunto dalle altre sedi principali, come la colonna vertebrale (13% contro 10%), la caviglia (11% contro 7%) e il ginocchio (10% contro 8%).

In merito alle malattie professionali, nel 2012, per entrambi i sessi, a colpire i lavoratori sono soprattutto le malattie osteo-articolari e muscolo tendinee (in particolare affezioni dei
dischi intervertebrali, tendiniti e sindromi del tunnel carpale) ma con una differenza ben marcata tra
uomini e donne: se tali patologie rappresentano il 61% delle denunce maschili, questa percentuale
sfiora addirittura l’87% per le donne, ben 12mila delle loro 14mila denunce.

In particolare, la sindrome del tunnel carpale viene denunciata più dalle donne che dagli uomini (2.965 contro 2.484). Per le donne risultano molto contenute (numericamente 2-300 casi per ogni tipologia) le segnalazioni di ipoacusie, patologie respiratorie, tumori e malattie cutanee.

A differenza degli infortuni che sono numericamente diminuiti anche nel 2012, confermando il trend
decrescente degli ultimi anni, le malattie professionali hanno continuato a crescere fino al 2011 e
solo nel 2012 si è registrata una battuta d’arresto
(-1,5% passando da 46.797 del 2011 a 46.111 del 2012 per entrambi i sessi).

Analogo andamento per le denunce femminili, aumentate del 77% nel quinquennio 2008-2012 (da 7.793 a 13.795 casi) ma calate del 2,3% rispetto al 2011 (14.120 denunce).

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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