Incentivi per assunzioni di percettori di NASpI, come fruire degli sgravi

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Guida agli incentivi per assunzioni di percettori di naspi previsti dal D.l. 76/2013 e consigli di un Consulente del Lavoro ad un giovane disoccupato

Come funzionano gli incentivi per assunzioni di percettori di NASpI? Quali datori di lavoro possono beneficiarne e quali lavoratori possono portarli in dote? Conviene inserire questo requisito nel Curriculum Vitae? Proviamo a dare qualche risposta con questa semplice guida.

Il nipote di mia cugina, Alfredo, ha purtroppo perso il lavoro da poco più di un mese. Avendo maturato i requisiti previsti dalla legge, Alfredo si è da subito attivato per richiedere lo status di disoccupato e poter percepire l’indennità di disoccupazione Naspi.

Oltre ad aver reso al Centro per l’Impiego la dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare, Alfredo ha utilizzato molti altri strumenti per cercare una nuova occupazione (Agenzie interinali, auto-candidature online, annunci di lavoro, ecc..), ma dopo circa un mese di ricerca, purtroppo, non è arrivata nessuna chiamata di lavoro.

Qualche giorno fa ho incontrato Alfredo al bar e mi ha raccontato della sua vana e disperata ricerca di un posto di lavoro ed ha aggiunto: “per fortuna percepisco l’indennità di disoccupazione Naspi nel frattempo…!”.

Sentendo “Naspi” mi sono permesso di dargli un consiglio su come cercare di essere più appetibile per le aziende.

Per prima cosa gli ho consigliato di mettere in evidenza nelle sue candidature il suo essere percettore di indennità di disoccupazione Naspi.

Infatti, secondo il Decreto Legge 76/2013, colui che percepisce la Naspi ha una “dote” allettante per le aziende, si tratta dei cosiddetti incentivi per assunzioni di percettori di naspi. Le aziende avrebbero cioè la possibilità di beneficiare di un Bonus economico assumendo Alfredo piuttosto che un altro soggetto che non abbia il suo status.

Leggi anche: bonus assunzioni 2017

Datori di lavoro beneficiari degli incentivi per assunzioni di percettori di NASpI

I soggetti destinatari del beneficio sono i datori di lavoro privati che assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori che percepiscono l’Aspi (o la Naspi).

L’Istituto Inps ritiene che si potrà accedere all’incentivo anche in caso di trasformazione a tempo pieno e indeterminato di un rapporto a termine già instaurato con un lavoratore, titolare di indennità Aspi/Naspi, cui sia stata sospesa la corresponsione della prestazione in conseguenza della sua occupazione a tempo determinato.

Lavoratori che danno titolo alla fruizione del beneficio e misura

Sono “portatori” dell’incentivo i lavoratori che hanno diritto alla Naspi e sono percettori del relativo trattamento economico. Danno titolo al beneficio anche quei lavoratori che, avendo già inoltrato istanza di concessione, hanno titolo alla prestazione ma non l’abbiano ancora percepita.

Il beneficio consiste nel 20% dell’importo dell’indennità residua Naspi cui il lavoratore avrebbe avuto titolo se non fosse stato assunto ed è concessa per ogni mensilità di retribuzione.

L’incentivo è erogato sotto forma di contributo mensile e spetta solamente per i periodi di effettiva erogazione della retribuzione al lavoratore. Il beneficio in questione non potrà comunque superare la durata dell’indennità Naspi che sarebbe ancora spettata al lavoratore che viene assunto.

Incentivi per assunzioni di percettori di naspi o aspi, indicazioni operative

Per accedere al contributo il datore di lavoro dovrà inoltrare alla sede INPS di competenza (presso la quale assolve i propri obblighi contributivi) specifica dichiarazione di responsabilità secondo apposito form pre-elaborato dall’Inps.

La sede Inps che riceve la pratica provvederà a verificare se il soggetto che l’azienda intende assumere abbia diritto alla Naspi e sia percettore del relativo trattamento economico.

Nel caso la gestione dell’indennità Naspi della persona sia di competenza di altra sede Inps (per ragioni di residenza del lavoratore), la sede ricevente l’istanza del datore di lavoro provvederà via e-mail a richiedere alla sede Inps competente della pratica Naspi del lavoratore i dati utili per la quantificazione del contributo a favore del datore di lavoro.

L’avvenuta autorizzazione sarà comunicata all’Azienda secondo i consueti canali ed alla stessa dovrà essere allegato un prospetto con il piano di fruizione della misura mensile massima dell’incentivo.

In conclusione: consiglio a chi è in cerca di una nuova occupazione di informarsi anche sugli incentivi rivolti alle aziende e, se si posseggono i giusti requisiti, di segnalarlo sul proprio curriculum vitae. Se si è in possesso di una “dote” da poter offrire ad un potenziale datore di lavoro, ci sono alte probabilità che il vostro curriculum non finisca nel cestino prima di essere accuratamente valutato.

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Sull'Autore

Dott. Leonardo Gianni Rinaldi, Consulente del Lavoro iscritto all'albo di Bologna. Docente per enti di formazione accreditati presso la Regione Emilia Romagna in corsi di formazione in amministrazione del personale, buste paga e contributi.

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