Concorsi Pubblici: Ecco cosa cambia con la nuova riforma

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Con la nuova riforma Madia, le procedure per i nuovi concorsi pubblici cambieranno del tutto. Il decreto ha stabilito i nuovi requisiti. Ecco quali.

Con la nuova riforma Madia, le procedure per i nuovi concorsi pubblici cambieranno del tutto. Il decreto ha stabilito i nuovi requisiti per partecipare a qualsiasi concorso pubblico in Italia. Le novità di tale riforma sono ad esempio: Stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione, regolamentazione del piano di fabbisogno triennale e la conoscenza obbligatoria della lingua inglese.

Concorsi Pubblici: Cambiano i requisiti

Gli obiettivi e i requisti per i concorsi pubblici con la Riforma Madia cambiano quasi del tutto. L’obbiettivo principale di tale decreto, è quello di assumere a contratto a tempo indeterminato, i precari della pubblica amministrazione.

I requisti per rientrare in questa categoria, ed avere un contratto a tempo indeterminato nel settore pubblico, dovranno avere tali requisiti:

  • Essere dipendenti pubblici con almeno 3 anni di servizio nella pubblica amministrazione. Il decreto stabilisce che, i tre anni possono essere raggiunti anche con un lavoro non continuativo nel settore pubblico negli ultimi 8 anni.
  • Possono rientrare in questa categoria i lavoratori parasubordinati, ovvero Co.co.co oppure i vecchi co.co.pro. Anche in questo caso è necessario aver raggiunto almeno 3 anni di servizio nella pubblica amministrazione.

I requisiti elencati possono essere raggiunti dai lavoratori del settore pubblico entro la data del 31 dicembre 2017.  I nuovi requisti della nuova riforma dei concorsi pubblici non terminano qui, infatti il decreto riserva la possibilità di un contratto a tempo indeterminato solo a coloro che hanno passato almeno tre anni nell’ente pubblico che assume oppure ha annunciato un nuovo bando di concorso. Tale requisito non è presente nella sanità e negli enti di ricerca.

Presentare domanda per i concorsi pubblici con la nuova riforma: Ecco come fare

Nonostante il nuovo decreto, le modalità per partecipare ad un concorso pubblico restano sempre 2, ovvero:

  • La procedura selettive dei candidati;
  • Assunzione

 

Il nuovo decreto per i concorsi pubblici prevede, di riservare il 20% dei posti previsti dal bando, ad una selezione interna. Sarà possibile richiedere tra i requisiti principali del concorso il possesso del titolo di dottore di ricerca.

Non sarà possibile fare assunzioni senza il piano triennale

Prima di avviare nuove assunzioni per i concorsi pubblici, l’amministrazione dell’ente dovrà redigere un piano triennale dei fabbisogni. 

Tale piano triennale dovrà essere approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell’economia e delle finanze.

Come cambiano le selezioni nei concorsi pubblici

Il nuovo decreto parla chiaro, le pubbliche amministrazioni dovranno seguire delle linee guide stabilite direttamente dal Dipartimento della funzione pubblica.

Infine la nuova riforma, ha stabilito anche una tassa sui concorsi pubblici. Tale tassa però non sarà obbligatoria e non potrà superare i 10 euro.

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