Chiamata lavoro intermittente: come gestire gli invii multipli

Può il datore di lavoro inviare mediante unica e-mail più moduli di chiamata per diversi lavoratori intermittenti? Ecco il parere dell’INL.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Inviare mediante unica e-mail più modelli di chiamata di lavoro intermittente. Una pratica, questa, che diversi datori di lavoro adottano per risparmiare tempo, ma che in realtà nasconde un grosso problema. Infatti, nonostante in tali caso il datore di lavoro si vede regolarmente effettuata la comunicazione, la stessa non risulta validamente acquisita dal sistema. Differente è chiaramente il discorso per le e-mail con unico allegato. In quest’ultimo caso, le comunicazione sono state elaborate e i modelli che riportano le informazioni sulle chiamate al lavoro sono stati correttamente salvati nella banca dati.

A evidenziare la problematica è stato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la Lettera Circolare n. 8716 del 9 ottobre 2019. Il documento di prassi arriva a seguito di numerose richieste di chiarimenti in ordine alla validità della trasmissione del modello “UNI_Intermittenti”. Si tratta del modello con cui il datore di lavoro è tenuto a comunicare in via telematica ogni chiamata del lavoratore. Le istruzioni operative sono definite dal D.M. 27 marzo 2013 e dalla successiva circolare del Ministero del Lavoro del 27 giugno 2013.

Modello “UNI_Intermittenti”: modalità d’invio

In base alle istruzioni fornite dal Ministero del Lavoro con il manuale utente “Guida all’invio Email Intermittenti”, che spiega come compilare correttamente il modello in “formato .pdf”, tra le modalità di trasmissione è contemplato l’invio tramite e-mail.

Secondo le predette istruzioni, è possibile avvalersi di due modi per la trasmissione del modello:

  • scaricare il modello dall’apposita area del portale Cliclavoro, riempire i campi e utilizzare il tasto “Genera xml e invia via email” per inviare i dati inseriti in “formato .xml”;
  • salvare il pdf compilato sul desktop e poi allegarlo alla mail, da inviare all’indirizzo “intermittenti@pec.lavoro.gov.it”.

In ordine alle modalità di invio del modello, la funzionalità del sistema consente di utilizzare a scelta, tra:

  • applicazione desktop per e-mail: il sistema genera in automatico una e-mail con destinatario ed oggetto precompilati avente in allegato il modello convertito in “formato .xml”;
  • e-mail internet: utilizzando account e-mail (Gmail, Yahoo, Libero ecc.) si procederà al salvataggio del modello in “formato .xml” che dovrà essere allegato per l’invio al citato indirizzo Pec “intermittenti@pec.lavoro.gov.it”.

In quest’ultimo caso, il manuale utenti specifica che è consentito effettuare l’invio via mail del modulo utilizzando la funzionalità “Allega a e-mail” di Adobe Reader.

Chiamata lavoro intermittente: invii multipli modelli “UNI_Intermittenti”

L’INL evidenzia come alcuni datori di lavoro abbiano inviato regolarmente con unica e-mail più modelli “UNI_Intermittenti”. Nonostante al momento dell’invio il sistema non si genero alcun blocco o errore il sistema non acquisisce le comunicazioni stesse. Tale modalità di trasmissione ha generato un errore che non ha consentito il caricamento dei moduli.

Diversamente le e-mail con unico allegato sono state elaborate e i modelli che riportano le informazioni sulle chiamate al lavoro sono stati regolarmente salvati nella banca dati.

A tal proposito, l’INL, nel ribadire quanto precisato nel manuale, ossia che è possibile anche effettuare l’invio via mail del modulo utilizzando la funzionalità “Allega a e-mail” di Adobe Reader” ha ulteriormente precisato che “ogni singolo modello permette la possibilità di comunicare fino ad un massimo di dieci lavoratori coinvolti, anche per periodi di chiamata di lavoro intermittente diversi”.

In attesa che si adegui il sistema, l’INL suggerisce agli ispettorati, prima di ogni contestazione, di interpellare la Direzione Generale. È quest’ultima, infatti, che gestisce il sistema per avere conferma dell’effettività della comunicazione nel caso in cui la stessa sia stata segnalata dal datore come regolarmente effettuata.


Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679

Condividi.