Contratto di rioccupazione: come funziona la novità del Dl Sostegni bis

Presentato il nuovo sgravio contributivo per far ripartire il lavoro. Ecco cos'è e come funziona il nuovo contratto di rioccupazione.


Il contratto di rioccupazione introduce un nuovo esonero contributivo per i datori di lavoro, al fine di abbattere il carico contributivo e incentivare le assunzioni. In data 20 maggio il CdM ha approvato il testo definitivo del Dl Sostegni bis e al termine sono state presentate dal PdC Draghi prima e dal Ministro Orlando poi, le principali misure per il lavoro e l’economia.

Il nuovo sgravio sulle assunzioni è una misura emergenziale pensata per rilanciare l’occupazione a seguito della grave crisi economica generatosi a causa della diffusione del Covid-19 che ha messo al tappetto moltissime attività economiche. Pertanto, al fine di evitare licenziamenti in massa e aumentare di conseguenza il tasso di disoccupazione, il Governo ha pensato a un nuovo sgravio contributivo pari al 100%, fino a 6.000 euro su base annua, per una durata di 6 mesi. L’esonero opera in caso di assunzione con contratto subordinato a tempo indeterminato. Al termine le parti possono recedere dal rapporto di lavoro o proseguirlo come ordinario contratto a tempo indeterminato.

Tutti i dettagli sono stati indicati nel Decreto Imprese, Lavoro, Giovani e Salute. In attesa quindi dei vari provvedimenti attuativi (fra cui la circolare INPS) vediamo quindi a chi spetta, come funziona, importi e le condizioni di spettanza previste nel Decreto-Legge.

Contratto di rioccupazione: a chi spetta

Dalla bozza definitiva del Dl Sostegni bis del 20 maggio si legge che l’esonero contributivo del contratto di rioccupazione si rivolge a tutti i settori; serve in particolare a mettere in moto la ripartenza dell’economia e dare alle aziende una vera alternativa ai licenziamenti.

Sono esclusi dallo sgravio il settore agricolo e il lavoro domestico.

Come funziona

L’assunzione, in particolare, avviene mediante contratto a tempo indeterminato; vi dev’essere comunque un accordo con il lavoratore su un progetto formativo individuale e un periodo di prova fino a 6 mesi.

Si tratta, in pratica, di una sorta di contratto di apprendistato più breve ma rafforzato dal punto di vista del risparmio di costi.

Attenzione però: qualora il datore di lavoro non assuma il lavoratore, è obbligato a versare l’importo contributivo non corrisposto all’INPS.

Quindi, possiamo affermare che si tratta di un contratto a tempo indeterminato che sarà legato alla formazione e ad un periodo di prova, massimo sei mesi, con sgravi contributivi al 100%.

Importo e durata

Come precisato in premessa, l’esonero contributivo è pari al 100%, e vale per un massimo di 6.000 euro annui esclusi in premi INAIL. Inoltre, il periodo di prova è di 6 mesi.

Condizioni di spettanza

Per poter fruire dell’esonero è necessario che i datori di lavoro nei 6 mesi precedenti l’assunzione non devono aver proceduto a licenziamenti individuali o per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva.

Il beneficio è cumulabile con gli esoneri contributivi previsti.

Testo definitivo Decreto Sostegni bis

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di seguito alleghiamo il testo dell’ultima bozza di Decreto Sostegni bis approvata in CdM del 20 maggio.

download   Dl Sostegni bis - DECRETO-LEGGE numero 73-2021
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