L’ultima ricarica ordinaria dell’Assegno di Inclusione di luglio è ormai alle porte, ma per molti beneficiari questa mensilità rappresenterà anche la conclusione del ciclo di rinnovo iniziato nell’estate del 2025. Proprio in vista di questa scadenza, l’INPS ha pubblicato il Messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026, con il quale riepiloga tutte le regole da seguire per presentare una nuova domanda di rinnovo, chiarendo le modalità di gestione della Carta ADI, del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e degli adempimenti successivi.
Le istruzioni non modificano il calendario dei pagamenti, già noto da inizio anno, ma forniscono indicazioni importanti per evitare errori che potrebbero rallentare la ripresa del beneficio.
Quando arriva la ricarica ordinaria di luglio
Per i beneficiari che proseguono regolarmente nella fruizione dell’Assegno di Inclusione, la data ufficiale della ricarica ordinaria resta fissata al 28 luglio 2026, come previsto dal calendario pubblicato dall’INPS a inizio anno.
Come accade ormai frequentemente, però, è possibile che le lavorazioni inizino già nei giorni precedenti e che le prime disposizioni di pagamento compaiano nel Fascicolo previdenziale prima della data ufficiale. Anche questo mese, quindi, sarà opportuno monitorare la propria posizione nei giorni immediatamente precedenti al 28 luglio, tenendo presente che eventuali anticipi operativi non modificano il calendario ufficiale dell’Istituto.
Per molti luglio sarà l’ultima ricarica del ciclo in corso
La mensilità di luglio rappresenta l’ultima delle dodici previste per tutti coloro che avevano già terminato i primi 18 mesi di Assegno di Inclusione e avevano presentato la prima domanda di rinnovo nel luglio 2025.
Con l’accredito di questa mensilità, la domanda passerà nello stato di “terminata”, consentendo la presentazione di una nuova richiesta per continuare a percepire il beneficio.
È proprio a questi beneficiari che si rivolge il nuovo Messaggio INPS n. 2437, che chiarisce nel dettaglio le modalità di rinnovo.
INPS: Messaggio numero 2437 del 22-07-2026 (145,6 KiB, 0 hits)
La domanda di rinnovo va presentata solo da agosto
Uno dei chiarimenti più importanti riguarda la tempistica della nuova domanda.
L’INPS conferma che il rinnovo può essere richiesto solo dal mese successivo all’ultimo pagamento ricevuto.
Questo significa che chi riceve l’ultima ricarica a luglio dovrà attendere il 1° agosto 2026 prima di presentare la nuova domanda.
Presentare la richiesta durante il mese di luglio, anche se si tratta dell’ultima mensilità spettante, comporta il rigetto automatico della domanda da parte della procedura informatica. Per questo motivo è inutile cercare di anticipare i tempi: conviene attendere l’inizio del nuovo mese e procedere solo allora, direttamente dal portale INPS oppure tramite CAF o patronato.
A settembre ripartono i pagamenti
Una volta presentata la domanda ad agosto e conclusa positivamente l’istruttoria, il beneficio riprenderà già dal mese di settembre.
Come previsto dalla normativa vigente, la prima mensilità del rinnovo verrà corrisposta nella misura del 50% dell’importo spettante e sarà normalmente pagata intorno alla metà del mese.
Successivamente arriverà anche la ricarica ordinaria di settembre.
Di conseguenza, chi presenterà correttamente la domanda ad agosto potrà ricevere due accrediti nel corso del mese di settembre: il primo relativo alla ripartenza del beneficio e il secondo riferito alla mensilità ordinaria.
Quando il PAD si rinnova automaticamente
Il Messaggio n. 2437 introduce anche alcune semplificazioni.
Se il nucleo familiare è rimasto invariato rispetto alla domanda precedente, non sarà necessario effettuare una nuova iscrizione al SIISL né sottoscrivere un nuovo Patto di Attivazione Digitale (PAD).
In questi casi l’INPS considera ancora valido il PAD già sottoscritto con la domanda precedente, rendendo il rinnovo molto più semplice.
Se invece il nucleo familiare è cambiato, ad esempio per l’ingresso o l’uscita di uno o più componenti, sarà necessario iscriversi nuovamente al SIISL e sottoscrivere un nuovo PAD prima che il procedimento possa essere completato.
Resta obbligatorio l’incontro con i servizi sociali
Anche quando il PAD viene mantenuto automaticamente, resta comunque un obbligo valido per tutti i beneficiari.
Chi presenta una domanda di rinnovo dovrà infatti effettuare il primo incontro con i servizi sociali entro 120 giorni dalla presentazione della domanda oppure, quando previsto, dalla sottoscrizione del nuovo PAD.
Il mancato rispetto di questo adempimento può comportare la sospensione dei pagamenti successivi.
Su quale Carta ADI arriveranno i nuovi pagamenti
Uno dei dubbi più frequenti riguarda la Carta ADI.
Nella maggior parte dei casi non sarà necessario ritirarne una nuova.
Se il richiedente è lo stesso della domanda precedente, il nucleo familiare non ha subito variazioni e la Carta ADI risulta ancora attiva, i nuovi accrediti continueranno ad arrivare sulla carta già in possesso del beneficiario.
La situazione cambia invece quando viene presentata la domanda da un nuovo richiedente che non possiede una Carta ADI oppure quando il nucleo familiare ha subito modifiche. In questi casi l’INPS prevede il rilascio di una nuova carta da ritirare presso Poste Italiane.
Le somme sulla vecchia carta non si perdono
Anche nel caso in cui venga emessa una nuova Carta ADI, le eventuali somme ancora presenti sulla precedente non vengono azzerate.
Il credito residuo potrà essere utilizzato fino all’esaurimento del saldo oppure fino alla naturale scadenza della carta, senza alcun obbligo di restituzione.
Cosa fare adesso
Per chi attende la ricarica ordinaria di luglio non ci sono novità rispetto al calendario già conosciuto: il pagamento resta previsto per il 28 luglio, anche se nei giorni precedenti potrebbero comparire le lavorazioni e le disposizioni di pagamento.
Per chi invece conclude il proprio ciclo di rinnovo con la mensilità di luglio, la vera novità è rappresentata dalle istruzioni contenute nel Messaggio INPS n. 2437 del 22 luglio 2026. Il consiglio è quello di attendere il 1° agosto per presentare la nuova domanda, evitando qualsiasi invio anticipato che verrebbe respinto automaticamente dal sistema, e verificare poi l’esito della pratica nel Fascicolo previdenziale per seguire tutte le fasi del nuovo ciclo di erogazione.
