Bonus 1000 euro lavoratori fragili: come e quando fare domanda

Bonus 1000 euro per i lavoratori fragili in arrivo su domanda degli interessati. C'è tempo fino al 30 novembre. I dettagli.


Altre novità nell’ampio quadro dei bonus ed agevolazioni previsti dal mondo delle istituzioni, a rappresentare una misura di sostegno concreta per cittadini, lavoratori, famiglie ed imprese. Questa volta i destinatari e beneficiari a cui vogliamo fare riferimento sono i cd. lavoratori fragili: nei loro confronti è infatti previsto un apposito bonus una tantum, per il quale si può fare da ora domanda.

Ricordiamo brevemente che i lavoratori fragili sono coloro che per età e per presenza di patologie preesistenti, sono maggiormente esposti ai rischi di contagio da coronavirus e altri agenti patogeni. In altre parole, il concetto di fragilità è da individuarsi in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore / lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in ipotesi di infezione, gravi conseguenze. Lavoratore fragile è dunque colui che presenta una disabilità grave o una condizione di rischio per immunodepressione, terapie oncologiche o salvavita.

Ben si comprende allora perché tra le agevolazioni previste, trovi  spazio anche questo bonus 1000 euro lavoratori fragili, di cui si trova traccia all’art.1, comma 969, della legge n. 234 del 2021 (legge di Bilancio 2022).

Di seguito intendiamo parlarne, chiarendone funzionamento e requisiti di accesso.

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Bonus 1000 euro lavoratori fragili: di che si tratta

Grazie all’ultima manovra sono state introdotte differenti misure che toccano più ambiti, dall’Irpef al reddito di cittadinanza, senza dimenticare i bonus dell’edilizia. Non poche di queste misure attengono al mondo del lavoro e ad alcune categorie di lavoratori in particolare, come ad. es il bonus 1000 euro lavoratori fragili – che qui interessa.

Si tratta tecnicamente di un’indennità una tantum – ovvero versata una sola volta per il 2022  – pari a mille euro in favore dei lavoratori dipendenti:

  • che abbiano raggiunto nel 2021 il limite massimo indennizzabile di malattia;
  • che si siano assentati per almeno un mese dal lavoro nel corso dello scorso anno.

Come precisato dall’Inps, i lavoratori interessati sono comunque quelli aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’Inps.

A chi spetta? Le precisazioni Inps sui destinatari del bonus 1000 euro lavoratori fragili

In verità nei giorni scorsi l’istituto di previdenza aveva già fornito ulteriori dettagli sul bonus lavoratori fragili pari a mille euro. L’ente aveva infatti chiarito che:

  • la misura spetta ai meri ‘lavoratori fragili’ subordinati del settore privato ed aventi diritto alla tutela della malattia dall’Inps;
  • i beneficiari sono coloro che nel 2021, non avendo potuto compiere le prestazioni di lavoro in smart working, sono stati assenti dal servizio e senza l’indennità di malattia per esaurimento del periodo massimo indennizzabile (180 giorni per anno solare) per questo motivo nel 2021.

Ricordiamo altresì che complessivamente le istituzioni hanno stanziato 5 milioni di euro per l’operatività di questo beneficio nel 2022.

Il messaggio Inps n. 3105/2022 sul bonus lavoratori fragili: il requisito dell’autocertificazione

Come chiarito dall’istituto di previdenza con il messaggio n. 3106 delle ultime ore, coloro i quali hanno i requisiti potranno fare domanda ed accedere al bonus lavoratori fragili del valore di mille euro.

Il tempo per richiedere questo beneficio c’è ed infatti il prossimo 30 novembre rappresenta il termine ultimo per presentare la domanda – tramite il software per l’invio telematico della richiesta mediante il portale istituzionale Inps.

Seguendo l’iter per la domanda, gli interessati potranno così ottenere l’indennità una tantum – pur tenuto conto del limite di risorse stanziate.

Al fine di conseguire il bonus 1000 euro lavoratori fragili, colui che fa domanda dovrà però autocertificare:

  • di aver toccato nel 2021 il periodo massimo indennizzabile di malattia, regolato dalla normativa ad hoc prevista per il soggetto che fa domanda;
  • di non avere reso nell’anno 2021 la prestazione lavorativa in smart working, ovvero a distanza, nei periodi in riferimento ai quali l’interessato ha presentato i certificati di malattia che comprovano la cd. condizione di fragilità.

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Come fare domanda per il bonus 1000 lavoratori fragili?

La domanda, già attiva nel portale dell’Istituto, deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica. Sintetizziamo allora il percorso da seguire per fare richiesta del bonus:

  • il meccanismo è online, effettuando l’accesso con il portale istituzionale -www.inps.it –  al percorso “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Bonus lavoratori fragili – Indennità una tantum”;
  • occorre servirsi di Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi;
  • il servizio alternativo è quello offerto con domanda mediante Contact Center Integrato. chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa dei differenti gestori);
  • allo scopo è possibile altresì avvalersi dell’assistenza dei patronati.

Ricordiamo ancora che il bonus 1000 euro lavoratori fragili sarà accreditato su IBAN indicato dal richiedente (a lui intestato o cointestato).

Concludendo, il legislatore ha rimarcato che il bonus in argomento sarà in ogni caso versato dall’Inps su domanda e dietro previa autocertificazione del possesso dei requisiti. L’indennità in oggetto non concorre alla formazione del reddito.

Lavoratori fragili: chi sono e quali caratteristiche hanno

In base all’assetto delle norme oggi vigenti in ambito giuslavoristico, per lavoratore fragile si intende quel lavoratore che ha patologie preesistenti, e per le quali potrebbe avere conseguenze anche molto gravi in ipotesi di infezione da coronavirus. La condizione è dunque correlata all’emergenza pandemica tuttora presente.

Alla luce anche delle indicazioni ministeriali a riguardo, il lavoratore è ritenuto “fragile” alle seguenti condizioni:

  • laddove si può considerare incluso nelle categorie dell’art. 26 del Decreto “Cura Italia” (rischio in rapporto al coronavirus derivante da immunodepressione, esiti oncologici, svolgimento di terapie salvavita o disabilità in condizioni di gravità);
  • persistenza di patologie che possono incidere sulla prognosi in ipotesi di infezione, per cui sono previste soluzioni più cautelative (di riferimento è la circolare del Ministero della Salute del 4 settembre 2020).

In linea generale la fragilità del lavoratore è legata anche all’età, ma soprattutto alle patologie pregresse, che di fatto aumentano la sua vulnerabilità. L’età avanzata e comunque al di sopra dei 55 anni e la sussistenza di più di una patologia sono di fatto delle “aggravanti”.

Se infine ci si domanda chi attesta la fragilità del lavoratore e dunque come si fa di fatto a rientrare nella categoria, occorre fare riferimento all’art. 26 comma 1 bis del DL n. 104 del 2020 convertito. Per esso i “lavoratori fragili” sono dipendenti pubblici e privati, in possesso di una certificazione emessa dalle autorità sanitarie o dal medico di base.

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