Bonus Acqua 2020: come richiederlo e quali sono i requisiti

Il bonus idrico o bonus acqua 2020, aumenta rispetto al 2019 e viene esteso anche ai titolari di reddito e pensione di cittadinanza.

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Con una recente delibera pubblicata dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il bonus acqua 2020 è stato esteso anche ai percettori di pensione e reddito di cittadinanza e ha introdotto la riduzioni dei costi anche per i servizi di fognatura e depurazione secondo quanto stabilito nella Legge di conversione del Decreto Fiscale collegato alla legge di bilancio.

Le modalità per poter richiedere tale agevolazione fiscale cambiano a seconda del tipo di contratto stipulato con i diversi gestori. Ma vediamo qui di seguito quali sono i requisiti richiesti per ricevere il bonus e quali sono le modalità per poterlo richiedere.

Bonus acqua 2020: cos’è e quali sono i requisiti

Il bonus acqua anche conosciuto come bonus idrico, è un’agevolazione fiscale rivolta alle famiglie numerose che si trovano in uno stato di disaggio economico; consiste sostanzialmente in uno sconto sulle bollette dell’acqua.

Il bonus garantisce una riduzione del 20% – 30%  del costo della bolletta. Infatti, le famiglie che ne hanno diritto, riceveranno gratuitamente 50 litri d’acqua al giorno per ogni componente della famiglia. Va precisato però che lo sconto può variare a seconda del gestore, poiché ogni gestore idrico può applicare tariffe e costi differenti a seconda del comune di residenza.

Con la delibera del 14 gennaio 2020 in aggiunta a quella del 3 dicembre, l’Autorità di Regolazione di Energia e Reti e Ambiente ha esteso il bonus anche ai percettori del Reddito di cittadinanza e la Pensione di cittadinanza, inoltre ha introdotto anche una riduzione dei costi relativi ai servizi di fogna e depurazione. Un’altra novità importante del bonus è l’aumento della soglia del Reddito Isee, in cui la precedente era di 8.107,5€ mentre la nuova soglia di reddito è pari a 8.256 €.

Pertanto i requisiti richiesti per poter ricevere lo sconto acqua sulla bolletta sono i seguenti:

  • ISEE non superiore a 8.256 euro;
  • ISEE non superiore a 20.000 euro se all’interno dello stato di famiglia ci sono almeno 4 figli a carico;
  • essere beneficiari di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.

Va precisato che, i percettori del reddito e pensione di cittadinanza possono usufruire in contemporanea anche del bonus elettricità e gas previsto dalla legge di bilancio 2020.

Come richiedere il bonus acqua 2020 e quali sono i documenti necessari

Richiedere il bonus idrico 2020 è davvero molto semplice. Infatti, bisognerà presentare la domanda presso il proprio comune di residenza direttamente oppure tramite un CAF abilitato.

I percettori del reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, possono presentare la propria domanda dal 1° febbraio 2020.

I documenti richiesti per ricevere il bonus idrico sono i seguenti:

A quanto ammonta lo sconto acqua e come viene erogato

Il bonus garantisce la fornitura gratuita di 50 litri al giorno per ogni componente della famiglia. Lo sconto applicato in bolletta varia a seconda del comune di residenza e del gestore della fornitura. Per poter conoscere il valore reale dello sconto che sarà applicato in bolletta bisognerà verificare la tariffa agevolata del proprio gestore consultabile sul proprio sito ufficiale.  In alternativa, per velocizzare il procedimento è possibile chiamare il numero verde 800 166 654 e richiedere assistenza.

L’erogazione avviene con due modalità differenti, mentre la durata è di 12 mesi dalla data di richiesta. La prima modalità è quella diretta in bolletta, ossia lo sconto viene applicato direttamente in bolletta. Questa modalità è prevista solo ed esclusivamente per le famiglie che hanno una fornitura diretta come ad esempio singole proprietà.

La seconda modalità prevista per l’erogazione del bonus idrico consiste in un pagamento in un’unica soluzione. Il pagamento avverrà tramite le seguenti modalità:

  • Accredito su conto corrente;
  • Assegno circolare;
  • Altre modalità scelte direttamente dal gestore.

Questa modalità è prevista per coloro che non hanno forniture dirette, come ad esempio una famiglia che vive in un condominio.


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