Scuola, obbligo vaccini anche per gli studenti: la richiesta dei presidi

Obbligo vaccini per studenti e docenti nella proposta ANP al Ministro dell'Istruzione Bianchi. In gioco la tutela del diritto allo studio.


In queste ultime settimane, la campagna di vaccinazione ha raggiunto in Italia numeri assai positivi, ma secondo alcuni bisogna fare di più. Permangono infatti molti indecisi, ossia coloro che non hanno ancora scelto se fare il vaccino anti-coronavirus; soprattutto il fronte compatto dei no-vax non accenna ad arretrare. Troviamo scettici non soltanto tra gli infermieri ma anche nel personale scolastico; ossia due categorie di lavoratori accomunate dal fatto che offrono un servizio indispensabile alle persone, e perciò sono a contatto diretto con queste ultime.

Proprio in tema vaccini e obbligo vaccini, il Green pass sta dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene che è giusto avere una sorta di ‘lasciapassare’ per accedere a numerose occasioni di socialità; e chi invece ritiene che questo certificato rappresenti piuttosto una ingiustificata limitazione della propria libertà personale.

Ebbene, in questi giorni, ha assunto rilievo la richiesta dell’associazione presidi nell’incontro con il ministro dell’Istruzione Bianchi: “Se la campagna dei vaccini non va, si torni alla Dad”, con queste parole si sono espressi i dirigenti scolastici. Ma la proposta dei presidi prevede altresì l’introduzione dell’obbligo vaccini non soltanto per professori e personale, ma anche per gli studenti che lo dovrebbero fare. Ciò al fine di riaprire la scuola a settembre in condizioni di sicurezza.

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Obbligo vaccini per studenti e personale scolastico: la proposta dell’ANP

Il presidente dell’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, non ha usato mezzi termini: “Oltre al personale scolastico, serve anche l’obbligo vaccini per gli studenti che possono farlo”. Pertanto, somministrazione obbligatoria anche per i giovanissimi alunni  e studenti di superiori e non solo, altrimenti la sola alternativa sarebbe il ritorno alla mai amata Dad.

Giannelli ha dunque chiaramente manifestato il suo orientamento; e soprattutto ha rilevato la necessità di considerare tutte le possibilità in relazione alle alternative per i non vaccinati. Soprattutto, ha notato che laddove proprio i non vaccinati vadano a costituire un numero consistente, la via maestra sarebbe quella della didattica a distanza. Ma l’associazione nazionale presidi si è altresì interrogata sui possibili rischi di disparità di trattamento tra individui, dimostrando ancora una volta che il dibattito resta aperto.

E’ evidente la preoccupazione dell’associazione nazionale presidi, in vista del ritorno in aula. L’intenzione è quella di tornare alla didattica in presenza, ma laddove la situazione sanitaria non lo consenta, la Dad è tutt’altro che un’ipotesi remota. Secondo Giannelli: “Va rivista la procedura di tracciamento e messa in quarantena in caso di studenti (o docenti) positivi: se sarà mantenuta quella in vigore l’anno scorso, sarà inevitabile ricorrere di nuovo alla Dad”. Evidentemente l’andamento della curva epidemiologica e la presenza delle varianti del coronavirus sono elementi che non lasciano tranquilli i dirigenti scolastici, che paventano i rischi di altri focolai e chiusure. Ecco perchè l’associazione presidi spinge verso l’obbligo vaccini non soltanto per i docenti, ma anche per gli studenti.

Vi è comunque da rimarcare che al momento a livello nazionale – secondo i dati aggiornati – l’85,5% del personale scolastico risulta vaccinato.

Obbligo vaccini scuola: a breve il piano ad hoc del Ministro dell’Istruzione

Se queste sono le richieste manifestate dall’ANP in vista di settembre e dell’auspicato ritorno ai banchi, vi è da sottolineare che la prossima tappa del Governo nella complessa questione che coinvolge mondo scolastico, obbligo vaccini e pandemia, è rappresentata dalla presentazione del cd. Piano Scuola da parte del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il prossimo 29 luglio alla Conferenza Stato-Regioni. Il Ministero in queste settimane ha lavorato alacremente sull’elaborazione di un Piano efficace, per una ripresa delle lezioni senza consistenti rischi; e ha tenuto conto anche delle osservazioni espresse dal Comitato Tecnico Scientifico.

Il Ministro dell’Istruzione Bianchi ha rilevato che tutto il mondo scolastico ha reagito con senso di responsabilità alla campagna di vaccinazione; e l’Esecutivo Draghi ha stanziato per la sicurezza quasi due miliardi di euro nell’ultimo periodo. Cifra significativa destinata a sorreggere con forza l’intero Piano scuola, che andrà però condiviso con gli enti locali, per una fruttuosa sinergia. L’obiettivo primario – del tutto evidente – è la tutela del diritto allo studio e, in particolare, del diritto a seguire lezioni in presenza, fondamentali per la crescita formativa e relazionale dello studente. Altresì si vuole evitare una nuova distinzione tra classi elementari; medie e superiori, che certamente non fa bene a tutto il mondo scolastico.

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Obbligo vaccini studenti e docenti: è necessario fare chiarezza entro breve tempo

Va da sè che la questione rientro a scuola sarà centrale nell’agenda di Governo nel corso delle prossime settimane. E il ministro Bianchi ha nuovamente confermato l’impegno dell’Esecutivo per la riapertura in presenza a settembre, durante un recente incontro con i sindacati. Ciò in un periodo in cui il Green pass divide la maggioranza. Ma l’Anp taglia corto: “Un rientro duraturo e in presenza dipende dall’esito della campagna vaccinale”.

Il mese di agosto sarà fondamentale per fare il punto sull’avvio del prossimo anno scolastico, tra protocolli di sicurezza e linee guida. In particolare, il presidente ANP Giannelli ha recentemente dichiarato di non considerare abbastanza chiaro il parere espresso dal Cts nel verbale del 12 luglio, a fronte di specifici quesiti posti dal Ministero dell’Istruzione. Per Giannelli non vi sarebbe nitidezza per quanto attiene alla possibilità o meno di derogare al distanziamento, in caso di uso delle mascherine chirurgiche. Ulteriori osservazioni dell’ANP attengono alla necessità di rivedere il protocollo per la gestione dei casi e dei focolai nelle scuole. Analogamente serve valutare come gestire la questione del tracciamento dei casi da parte delle Asl.

Concludendo, si tratta di nodi che vanno in qualche modo risolti ed è vero che le prossime settimane saranno decisive per capire come sarà l’avvio del nuovo anno scolastico. Auspicabile una proficua collaborazione tra Governo, parti sociali e rappresentanti del mondo scolastico. Solo così sarà possibile garantire il diritto allo studio, indipendentemente dall’eventuale introduzione di un obbligo vaccini anche per gli studenti.