Diritto di precedenza nel lavoro stagionale

Il diritto di precedenza nel lavoro stagionale si differenzia dal normale diritto per le assunzioni a tempo indeterminato. Ecco come funziona.

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Il diritto di precedenza nel lavoro stagionale è regolato in maniera differente rispetto a quello di contratti a termine. Quando un lavoratore a seguito di uno o più contratti a tempo determinato ha svolto attività lavorativa, presso la stessa azienda, per un periodo superiore a sei mesi vanta una precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato entro i successivi 12 mesi. Nel lavoro stagionale, invece, non viene richiesto alcun periodo minimo di attività lavorativa.

Il diritto di precedenza viene regolamentato dall’articolo 24 del D. Lgs n. 81/2015 e nonostante il Decreto Dignità abbia modificato in molti aspetti il contratto a tempo determinato, non tocca le regole riguardanti il diritto di precedenza e il suo esercizio.

Ma vediamo prima in breve cos’è il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per poi passare nello specifico delle attività stagionali.

Diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato

In linea generale sono previste due tipologie di diritto di precedenza:

  • una che vale per tutti i lavoratori assunti a tempo determinato, vantabile nel momento in cui lo stesso lavoratore abbia svolto attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi presso la stessa azienda, con uno o più contratti a termine. Nell’arco dei 12 mesi successivi può vantare la precedenza in riferimento a contratti di assunzione a tempo indeterminato, in relazione alle stesse mansioni svolte a tempo determinato.
  • la seconda tipologia riguarda invece il lavoratore adibito ad attività stagionali, per il quale non è richiesto alcun periodo minimo di attività. Lo stesso lavoratore deve però esercitare tale diritto per iscritto.

Leggi anche: il diritto di precedenza nei contratti di lavoro: cos’è e come funziona

Attività stagionali

Con attività stagionali si intende l’elenco delle attività disciplinate da apposito Decreto del Ministero del Lavoro D.P.R. n. 1525/1963, in quanto nonostante l’articolo 21, comma 2 del D. Lgs. n. 81/2015 facesse riferimento alle attività stagionali individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché le ipotesi individuate dai contratti collettivi, ad oggi rimangono solo le disposizioni del D.P.R. del 1963.

In linea generale si parla di lavoro stagionale quando un’attività lavorativa si svolge in un determinato periodo dell’anno mancando così il carattere della continuità.

Di conseguenza i principali settori di occupazione sono quelli turistico, agricolo ed alimentare caratterizzati proprio da una loro stagionalità ciclica.

Leggi anche: Contratto di lavoro stagionale: cos’è e come funziona

Diritto di precedenza nelle attività stagionali

Diversamente da quanto stabilito per la generalità dei lavoratori a termine, nel caso di lavoratori assunti a tempo determinato nelle attività stagionali per esercitare il diritto di precedenza non è richiesto alcun periodo minimo di attività lavorativa intercorso con lo stesso datore di lavoro.

Lo stesso contratto a tempo determinato presuppone la possibilità di esercitare il diritto.

Un’ulteriore eccezione rispetto alla regola generale è il fatto che il diritto di precedenza riguarda esclusivamente le nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali, non coinvolgendo le assunzioni a tempo indeterminato.

Esercizio del diritto di precedenza

E’ il lavoratore ad esercitare il diritto di precedenza: deve manifestare la propria volontà e formalizzarla per iscritto al datore di lavoro.

Proprio perché se non formalizzato il diritto rimane latente sono previsti dei termini di decadenza. In caso di diritto di precedenza in termini generali il lavoratore deve manifestare il proprio diritto entro 6 mesi dalla data di cessazione del rapporto.

Nel caso di rapporto di lavoro stagionale, invece, i termini si dimezzano. Quindi i lavoratori devono manifestare la propria volontà entro 3 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Il diritto si estingue decorsi 12 mesi dalla stessa data di cessazione del rapporto.

Informativa al lavoratore

Se è vero che è compito del lavoratore esprimere il proprio diritto di precedenza, allo stesso modo deve essere espressamente richiamato, sempre per iscritto, nel contratto di assunzione a tempo determinato.


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