Stato di disoccupazione: cos’è e requisiti per lo status di disoccupato 2019

Con la Circolare 1/2019 l'ANPAL recepisce le novità del Decreto-Legge 4/2019 sullo stato di disoccupazione: vediamo cos'è e come funziona

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Lo stato di disoccupazione è presente in tutte le forme di sostegno al reddito in caso di perdita involontaria del lavoro (NASpI, DIS-COLL) che lo richiedono come requisito necessario. Lo status di disoccupato è un presupposto fondamentale per poter accedere alle forme di sostegno al reddito in caso di perdita involontaria del lavoro.

Il Decreto Legislativo 150/2015 in attuazione del Jobs Act all’articolo 19 ne ha dato una descrizione molto precisa. La successiva Circolare del Ministero del Lavoro 34/2015 ha poi dato le prime indicazioni in merito.

Con la circolare 1 del del 23 luglio 2019 l’ANPAL recepisce le novità introdotte dalla Legge Istitutiva del Reddito di Cittadinanza e Quota 100, che all’articolo 4, comma 15-quater del decreto-legge 4/2019 (convertito con modificazioni dalla Legge 26/2019), fornisce le regole relative alla gestione dello stato di disoccupazione.

Vediamo dunque cos’è, come funziona, quali sono i requisiti e quando si perde lo stato di disoccupazione, ma prima vediamo in cosa consiste la novità sulla conservazione dello status di disoccupato.

Conservazione dello stato di disoccupazione

Il Decreto-Legge 4/2019 ha, come detto, reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupato.

Dal 30 marzo 2019 pertanto risultano in status di disoccupato le persone che rilasciano la DID e che alternativamente soddisfano uno dei seguenti requisiti:

  • non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
  • sono lavoratori il cui reddito lordo da lavoro dipendente o autonomo rimane entro determinate soglie:
    • per il lavoro dipendente la soglia di reddito è pari a € 8.145 annui,
    • nel caso di lavoro autonomo la soglia di reddito è pari a € 4.800 annui.

Le persone in possesso dei suddetti requisiti sono in status di disoccupazione e/o possono iscriversi e/o rimanere iscritti al collocamento ordinario e mirato.

Stato di disoccupazione: normativa

Il comma 1 dell’art 19 del D. Lgs 150/2015 definisce come disoccupati i lavoratori senza un impiego che dichiarano telematicamente la propria immediata disponibilità (DID) a svolgere un’attività lavorativa e a partecipare alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’Impiego.

Risulta quindi subito evidente che i requisiti del lavoratore per ottenere lo status di disoccupato sono:

  • mancanza di un impiego;
  • dichiarazione telematica di immediata disponibilità a svolgere un’attività lavorativa e a partecipare a politiche attive del lavoro.

Circolare numero 1/2019 ANPAL

Con la circolare n. 1/2019, l’ANPAL fornisce le regole relative alla gestione dello stato di disoccupazione, alla luce delle novità introdotte dall’articolo 4, comma 15-quater del d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 (convertito con modificazioni dalla l. 28 marzo 2019, n. 26).

download   Circolare ANPAL numero del 23 luglio 2019
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Status di disoccupato: a cosa serve

Lo status di disoccupato è un requisito necessario per accedere a:

  • indennità di disoccupazione NASpI (vedi art. 3, comma 1, lettera a, D.Lgs 22/2015);
  • indennità di disoccupazione DIS-COLL (vedi art. 15, comma 2, lettera a, D.Lgs 22/2015);
  • iscrizione nell’elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato (vedi art. 8 della Legge 68 del 1999 così come modificata dal D.Lgs 151/2015).

Immediata disponibilità al lavoro (DID)

Le dichiarazioni di immediata disponibilità possono essere sottoscritte sul portale dell’ANPAL, al Centro per l’Impiego e in fase di invio di domanda NASpI.

Infatti ai sensi dell’art. 21, comma 1, del D.Lgs 150/2015 la domanda di NASpI e DIS-COLL presentata dal lavoratore all’INPS equivale alla dichiarazione di immediata disponibilità.

I lavoratori possono inoltre dichiarare telematicamente la propria immediata disponibilità già dal momento della ricezione della comunicazione di licenziamento anche durante il periodo di preavviso. In questo caso i lavoratori sono considerati “a rischio di disoccupazione”.

In base alle informazioni registrate sul portale nazionale delle politiche del lavoro verrà poi assegnata al lavoratore una classe di profilazione aggiornata automaticamente ogni 90 giorni per valutarne il livello di occupabilità.

Il patto di servizio personalizzato

Per confermare lo stato occupazionale i lavoratori privi di occupazione devono contattare i Centri per l’Impiego entro 30 giorni (15 giorni in caso di ASpI, NASpI, DIS-COLL) dalla dichiarazione di immediata disponibilità. In mancanza di questa sarà lo stesso Centro per l’Impiego a contattare il lavoratore per la profilazione di cui sopra e per stipulare un patto di servizio personalizzato.

L’art. 20 del D.Lgs 150/2015 disciplina questo tipo di accordo, e al comma 2 specifica che il patto di servizio personalizzato deve contenere:

  • individuazione di un responsabile delle attività;
  • definizione del profilo personale di occupabilità secondo le modalità tecniche predisposte dall’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro);
  • definizione degli atti di ricerca attiva da compiere e la tempistica degli stessi;
  • frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività;
  • modalità con cui la ricerca attiva di lavoro viene dimostrata al responsabile delle attività.

Deve inoltre riportare la disponibilità del lavoratore alle seguenti attività:

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro, quali ad esempio la stesura del curriculum vitae e la preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altre iniziative di orientamento;
  • partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione oppure ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di offerte di lavoro congrue come definite dall’art. 25 del D.Lgs 150/2015.

In caso di mancata convocazione da parte del Centro per l’Impiego entro 60 giorni dalla registrazione di cui sopra, il lavoratore può richiedere all’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) tramite posta elettronica le credenziali personalizzate per l’accesso diretto alla procedura telematica di profilazione per ottenere l’assegno di ricollocazione come previsto dall’art. 23 del D.Lgs 150/2015.

Quando si perde lo stato di disoccupazione

Ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs 150/2015 lo status di disoccupato è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi.

Il Ministero del Lavoro attraverso la Circolare 34 del 2015 ricorda inoltre, richiamando gli artt. 9 e 10 del D.Lgs 22/2015, che la condizione di “non occupazione” è riferita a chi non svolge attività lavorativa, in forma subordinata, parasubordinata o autonoma. Ma è riferibile anche coloro che, pur svolgendo un’attività lavorativa, ne ricavino un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale:

  • per il lavoro subordinato o parasubordinato 8.145 euro;
  • per il lavoro autonomo (anche autonomo occasionale) 4.800 euro.

Queste condizioni sono quindi compatibili con lo stato di disoccupazione e consentono di mantenerlo.

Attenzione infine che la mancata conferma periodica della dichiarazione di immediata disponibilità, secondo le modalità stabilite dai servizi competenti, o il mancato rispetto degli impegni assunti con il Centro per l’Impiego, comportano la perdita dello stato di disoccupazione e quindi della relativa indennità di disoccupazione percepita (NASpI, DIS-COLL).

download   DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 150
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download   Circolare MLPS 23 dicembre 2015 n. 34
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