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Lavoro e Diritti » Fisco e Tasse » Aumenti in busta paga 2026: meno tasse su aumenti salariali e altre indennità. Ecco chi ne beneficia

Aumenti in busta paga 2026: meno tasse su aumenti salariali e altre indennità. Ecco chi ne beneficia

Antonio Maroscia25 Febbraio 20264 Mins Read
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Nel 2026 meno tasse su aumenti contrattuali e maggiorazioni: imposta al 5% sui rinnovi e 15% su lavoro notturno, festivo e turni.

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Busta paga 2026 con imposta 5% e 15% su aumenti contrattuali e maggiorazioni per lavoro notturno e festivo, euro e calcolatrice su scrivania ufficio paghe.
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Arrivano i chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sulle nuove regole fiscali previste dalla Legge n. 199/2025 (legge di bilancio 2026) in materia di aumenti retributivi e maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni.

Con la circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, l’Amministrazione finanziaria fornisce istruzioni operative ai sostituti d’imposta e chiarimenti utili ai lavoratori sulle due principali novità:

  • imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali;
  • imposta sostitutiva al 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e a turni.

Nel corso dell’articolo analizziamo in modo pratico cosa cambia nel 2026, chi può beneficiare dell’agevolazione e quali sono i limiti da rispettare. A fondo pagina trovate anche la circolare ufficiale da scaricare.

Indice:
  • Aumenti da rinnovo contrattuale: imposta sostitutiva al 5%
  • Rinuncia e dichiarazione dei redditi
  • Lavoro notturno, festivo e turni: imposta sostitutiva al 15%
  • Esclusione per turismo e somministrazione
  • Cosa cambia concretamente in busta paga
  • Dove trovare la circolare ufficiale

Aumenti da rinnovo contrattuale: imposta sostitutiva al 5%

La prima novità riguarda gli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

La circolare chiarisce che, per favorire l’adeguamento dei salari al costo della vita, gli aumenti corrisposti nel corso del 2026 possono essere assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5% in luogo dell’IRPEF ordinaria e delle relative addizionali .

Chi può beneficiarne

L’agevolazione si applica ai:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • con reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro.

Nel calcolo del limite vanno considerati tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro .

Quali somme rientrano

L’imposta sostitutiva del 5% si applica agli incrementi che confluiscono nella:

  • retribuzione ordinaria (12 mensilità);
  • tredicesima e quattordicesima;
  • istituti indiretti collegati agli aumenti (es. integrazione datore in caso di malattia, maternità, infortunio).

Sono invece esclusi:

  • scatti di anzianità;
  • straordinari;
  • indennità notturne o festive (che seguono una disciplina separata);
  • somme una tantum per vacanza contrattuale;
  • TFR .

Attenzione al principio di cassa

Conta la data di erogazione nel 2026. Anche se il rinnovo è stato firmato nel 2025 e l’aumento è distribuito in più tranche, la detassazione si applica alle somme effettivamente corrisposte tra 1° gennaio e 31 dicembre 2026 .

Rinuncia e dichiarazione dei redditi

Il regime agevolato si applica automaticamente dal sostituto d’imposta, salvo rinuncia scritta del lavoratore .

Il dipendente può comunque:

  • scegliere la tassazione ordinaria se più conveniente;
  • regolarizzare eventuali errori in dichiarazione dei redditi.

La circolare ricorda inoltre che le somme assoggettate a imposta sostitutiva non concorrono al reddito complessivo, ma vanno comunque considerate ai fini del trattamento integrativo per evitare penalizzazioni.

Lavoro notturno, festivo e turni: imposta sostitutiva al 15%

La seconda misura riguarda le maggiorazioni e indennità per:

  • lavoro notturno;
  • lavoro festivo;
  • lavoro nei giorni di riposo settimanale;
  • lavoro a turni.

Per queste somme, nel solo 2026, è prevista un’imposta sostitutiva del 15%, entro un limite annuo di 1.500 euro .

Requisiti reddituali

Possono accedere alla detassazione i lavoratori del settore privato con reddito 2025 non superiore a 40.000 euro .

Anche in questo caso, il limite considera tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2025.

Quali somme sono incluse

Rientrano nel beneficio:

  • maggiorazioni notturne;
  • maggiorazioni festive;
  • indennità di turno;
  • indennità di reperibilità collegate alle tre tipologie di lavoro.

Sono escluse:

  • somme previste da accordi aziendali o territoriali;
  • retribuzione ordinaria;
  • straordinario (salvo che sia notturno o festivo nei casi ammessi);
  • TFR e istituti indiretti;
  • compensi che sostituiscono la retribuzione ordinaria .

Il limite dei 1.500 euro

Il tetto di 1.500 euro è una vera e propria franchigia: oltre tale importo, le somme tornano a essere tassate con le regole ordinarie .

Il lavoratore deve inoltre comunicare al datore di lavoro se, nel corso dell’anno, ha superato il limite a causa di altri rapporti di lavoro.

Esclusione per turismo e somministrazione

La circolare chiarisce che la misura del 15% non si applica ai lavoratori del settore turismo e della somministrazione di alimenti e bevande, per i quali la legge di bilancio 2026 prevede uno specifico trattamento integrativo speciale.

Cosa cambia concretamente in busta paga

Le nuove regole possono tradursi in:

  • maggiore netto in busta paga per chi riceve aumenti da rinnovi contrattuali nel 2026;
  • riduzione del prelievo fiscale sulle maggiorazioni per chi lavora di notte, nei festivi o su turni.

La convenienza va comunque valutata caso per caso. In presenza di detrazioni elevate o particolari situazioni familiari, la tassazione ordinaria potrebbe risultare più favorevole.

Dove trovare la circolare ufficiale

Per tutti i dettagli tecnici, esempi applicativi e riferimenti normativi, è possibile consultare la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate, che alleghiamo a fondo articolo:

  Agenzia delle Entrate: Circolare 2E del 24-02-2026 (504,7 KiB, 0 hits)

Come sempre, continueremo a monitorare eventuali ulteriori chiarimenti operativi e a fornire aggiornamenti utili per lavoratori e consulenti del lavoro.

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